Visualizzazione post con etichetta John Dee; Ufologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta John Dee; Ufologia. Mostra tutti i post

04 agosto, 2012

Il caso di Filiberto Cardenas: ridefinire i criteri della ricerca (prima parte)

Chi non si aspetta l’inaspettato, non troverà la verità. (Eraclito)

Premessa

Ho deciso di vagliare un episodio poco noto nella storia dell’ufologia perché offre l’opportunità di sviluppare un discorso più ampio. In tutti questi anni di ricerche, si è compreso che, per gettare un barlume su soggetti intricati, è necessario trascendere la storia e la scienza ufficiali. Che importa del giudizio altrui! Se non si vuole restare confinati nel già noto e impelagati in raffinate ma alla fine sterili speculazioni erudite, bisogna avere il coraggio di superare il senso comune e gli angusti orizzonti accademici. Così certe discipline, pur disdegnate o per giunta irrise, più di altre permettono di esplorare territori di confine. Tuttavia è soprattutto una questione di approccio e di metodo: occorre innovare i paradigmi e rivoluzionare i criteri esegetici, cambiare il punto di vista. Si reperiranno schegge di verità e non sarà facile fissare le immagini che le schegge rifletteranno, ma l’alternativa è accontentarsi delle versioni autorizzate o delle interpretazioni classiche che oggi risultano obsolete, deboli. Purtroppo ancora oggi predominano visioni tradizionali incapaci di scalfire eventi che paiono refrattari. Situazioni straordinarie richiedono orientamenti straordinari, quasi selvaggi. Se poi alcune conclusioni saranno considerate fantasiose, mi è del tutto indifferente. Per parafrasare una celebre frase di Nietzsche: la verità nasce postuma, forse alla stessa civiltà umana.

Il caso

Il caso di Filiberto Cardenas si colloca nel punto di confluenza tra rapimento e contatto, inoltre rivela alcune analogie soprattutto con le esperienze di Maurizio Cavallo. L’incidente è ripercorso ed analizzato da Michael L. Thompson nell’interessante saggio, “Le civiltà degli alieni”, libro che confronta un significativo campione della casistica ufologica con i miti dell’antica cultura indiana, contenuti nei Baghavata Purana, Mahabharata e Ramayana.

Riporto la ricostruzione degli eventi, traendola dal testo sullodato.

“Filiberto Cardenas era un immigrato cubano abitante a Hialeah, Florida. Il caso fu esaminato da un avvocato ed investigatore ufologico di nome Virgilio Sanchez-Ocejo. La sera del 3 gennaio 1979, Cardenas, un suo amico, Fernando Marti e la moglie di Marti, con la loro figlia tredicenne stavano girando in auto nella periferia di Hialeah per acquisti. Mentre stavano rincasando, il motore della vettura si fermò. I due uomini testimoniarono che i fari e l’accensione non funzionavano più, perciò scesero dal veicolo e sollevarono il cofano per tentare di capire che cosa fosse successo al motore. Improvvisamente essi videro delle luci rosse e viola che lampeggiavanoche, riflettendosi sul motore e sentirono un ronzio 'come di molte api'. L’auto cominciò a vibrare, mentre la luce diventò di un bianco brillante. Nel frattempo Filiberto si era sentito paralizzato ed aveva cominciato a sollevarsi in aria, gridando: 'Non prendetemi! non portatemi via!' Fernando, sgomento ed esterrefatto, lo vide alzarsi e scorse pure 'un oggetto piuttosto grosso che saliva e poi se ne andava'.

Il successivo ricordo di Cardenas è quello di essere stato quasi investito da un’auto sul Tamiami trail, a circa 16 kilometri da dove era stato prelevato. La polizia fu abbastanza sconcertata dalla storia da scrivere nel rapporto ufficiale 'incontro ravvicinato del terzo tipo'.

Sotto ipnosi, il rapito inizialmente rifiutò di raccontare quello che era successo durante il rapimento, perché 'mi hanno ordinato di non dire nulla'. Più tardi riferì una storia strana e complicata che cominciava quando, svegliandosi, si era trovato seduto, immobilizzato, davanti ad un essere che somigliava ad un robot ed a due piccoli uomini fasciati in tute aderenti.

Uno degli uomini aveva cercato di parlare a Cardenas in tedesco, inglese e infine in spagnolo, girando una manopola sul petto ogni volta in cui cambiava lingua. Il rapito era stato sottoposto ad un esame che, secondo le sue affermazioni, gli aveva lasciato 108 (?!) segni sul corpo. Poi era stato portato in presenza di un individuo assiso su un trono alto e che portava un mantello ed una collana da cui pendeva una pietra triangolare. Questo personaggio gli aveva parlato a lungo sia telepaticamente sia in perfetto spagnolo e gli aveva mostrato molte scene che si vedevano sui muri. (?)

Il sequestrato affermò che gli esseri alieni avevano un aspetto umano: occhi allungati prvvisti di ciglia, piccoli nasi schiacciati, larghe bocche senza labbra e barbe rade. Portavano anche un simbolo a destra, sul petto, costituito da un serpente su una X schiacciata.

Poi la storia diventa ancora più sbalorditiva: gli ufonauti portarono l’uomo in una base sottomarina, viaggiando sott’acqua a grande velocità attraverso un tunnel di acqua solidificata che sembrava aprirsi davanti al vascello così che questo non era toccato dal liquido. Nella base, Cardenas incontrò un umano che lavorava con gli alieni e fu condotto attraverso quella che sembrava una città. Di nuovo fu paralizzato ed esaminato e gli fu prelevato un campione di seme. Poi un altro personaggio, intambarrato e seduto su un soglio, gli aveva dato delle istruzioni illustrandole con le immagini di una serie di schermi televisivi.[1] Dopo molte esperienze simili che sembrarono durare molti giorni, fu riportato vicino al Tamiami trail: erano trascorse circa due ore di tempo terrestre.[…]

Come non di rado avviene, alla prima avventura seguì un altro incontro. Filiberto e sua moglie Iris salirono volontariamente una rampa per entrare nell’astronave aliena e conversarono amichevolmente con gli occupanti che erano quasi umani”.

[1] Anche le entità incontrate da Alan Godfrey e di Brian Scott sono circonfuse da un'aura sacrale, numinosa. Vedi Joseph, 2010.

N.B. Le fonti dell'articolo saranno indicate in calce all'ultima parte.

APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

23 giugno, 2012

La misteriosa morte di Serge Monast

Serge Monast (1945 - 5 dicembre 1996) è stato un giornalista investigativo del Quebec, poeta, saggista e studioso di storia segreta. Egli è conosciuto in particolare per aver denunciato il progetto della N.A.S.A. noto come Blue beam.

Al principio degli anni '90 del XX secolo, cominciò a scrivere dei saggi sul tema del Nuovo Ordine Mondiale ed a proposito delle trame ordite da sette occulte, ispirandosi per lo più alle opere di William Guy Carr.

Fondò l'Agenzia internazionale per la stampa libera (A.I.P.L., Agence internationale de presse libre), con cui pubblicò la maggior parte dei suoi libri. Le sue ricerche ottennero una buona risonanza, specialmente grazie ad un'intervista televisiva rilasciata all’ufologo Richard Glenn: nell’intervista egli ripetutamente mise in guardia l’opinione pubblica sui pericoli costituiti da un governo mondiale totalitario.

Nel 1994 uscì il suo contributo più noto il “Project Blue Beam (N.A.S.A.)”, dove è descritto con dovizia di particolari il piano ideato dalla N.A.S.A. con la complicità dell'O.N.U. (Organizzazione dei nazisti uniti, n.d.r.), volto ad imporre una religione nefanda, fondata sulla venerazione dell'Anticristo attraverso la Parousia di un Cristo tecnologico.

Come spesso avviene, la "cultura popolare" è la filigrana delle interpretazioni e delle scoperte dei ricercatori indipendenti: così alcuni episodi della saga fantascientifica “Star trek” e della sua bolsa appendice, “Star trek: the next generation”, contengono in nuce riferimenti alle macchinazioni delle élites, in particolare al Progetto Blue beam. Gli episodi sono “The God thing” e “Devil’s due”. In “Devil’s due”, sul pianeta Ventax II le nazioni sono dominate dal timor panico, poiché ritengono che il mondo sia prossimo alla fine. L’ambiente è inquinato, si susseguono i terremoti e nel cielo appaiono immagini (ologrammi) di Ardra, la “dea” con cui mille anni prima le genti di Ventax II avevano stipulato un patto: ella sarebbe tornata per salvarli dalle future calamità ed il suo avvento sarebbe stato preceduto da segni apocalittici. Ardra, in realtà, sfruttando una sofisticata tecnologia, intende ridurre in schiavitù la superstiziosa e credula popolazione, fingendo di strapparla alla catastrofe finale.

Nel 1995 Monast pubblicò la sua opera più impegnativa e dirompente, Les Protocoles de Toronto (6.6.6) per denunciare i crimini di una cricca denominata "6.6.6", mirante all'instaurazione di una dittatura planetaria.

Tra il 1995 e il 1996, il sistema cominciò a perseguitare il ricercatore canadese: non volendo che i suoi figli ricevessero un'"istruzione" pubblica, aveva deciso di educarli in casa. Le autorità gli sottrassero la prole e lo perseguirono per aver violato la legge. Monast morì di infarto il 5 dicembre 1996, all'età di cinquantun anni, il giorno dopo essere aver trascorso una notte in prigione.

Alcuni dei suoi ultimi lavori sono stati ristampati dallo studioso ed editore Jacques Delacroix.

Che cosa pensare dell’immaturo decesso di Monast? L’autore canadese fu quasi certamente assassinato per mezzo di un'arma elettromagnetica. Lunghissima è la lista degli ufologi uccisi, dei genetisti e dei ricercatori nel campo della cosiddetta “free energy”, anch’essi eliminati o di cui è stato inscenato il suicidio. Non credo che la morte di Monast sia stata naturale: chi denuncia le cospirazioni del governo ombra rischia, laddove gli pseudo-attivisti del Disclosure project non corrono né hanno corso in questi anni alcun pericolo. In Italia gli ufologi istituzionali che, da mezzo secolo, seguitano a scrivere tomi e ad organizzare conferenze su lucine nel cielo, non hanno alcunché da temere. Minimizzando o negando a priori tutti gli aspetti più spinosi della questione (rapimenti, mutilazioni animali misteriose, coinvolgimento dei militari…), costoro hanno formato un’accademia che conferma lo status quo.

Gli ufologi che, pur in buona fede, propalano un’immagine degli “alieni buoni”, anzi salvatori, portano acqua al mulino delle élites. Non si può escludere che esistano civiltà esterne benevole, ma i messaggi che provengono da sedicenti Pleiadiani, Siriani, “Fratelli dello spazio” etc. sono ingannevoli. Giustamente molti si chiedono per quale motivo i ricercatori che perorano la causa del rilascio di informazioni per opera dei governi circa i dischi volanti e l’energia libera, ignorino la Biogeoingegneria. Questi investigatori, tra l’altro, avallano la menzogna del riscaldamento globale dovuto al biossido di carbonio (!!!), attendendo risoluzioni e ragguagli dagli stessi apparati che causano i problemi e mentono in modo spudorato.

Non passa giorno in cui non si alimenti la speranza che la Cabala stia per essere esautorata: si favoleggia di arresti di massa, di una Quinta colonna pronta ad uscire dai suoi nascondigli per dare il colpo di grazia al potere, di “extraterrestri angelici” che agiranno per portare la pace e risanare il pianeta. Purtroppo queste storielle, spesso canalizzate da autoproclamatisi “maestri ascesi”, sono ripetute da molti anni, ma, con qualche scusa patetica, la data dell’intervento provvidenziale e risolutivo viene sempre procrastinata. Intanto il quadro nazionale ed internazionale si deteriora viepiù, mentre di un cambiamento positivo non si vede neppure l’ombra.

E’ imminente dunque l’ascensione, Leit-motiv di certi settori talora tangenti con il variegato movimento della New age, o monteremo sull’ascensore per l’inferno? Questo non significa scartare l’idea della palingenesi, ma il rinnovamento non può provenire dai tagliagole del sistema e da chi, in modo consapevole o no, li fiancheggia.

E’ triste, desolante ammettere che in questi mala tempora ce la dovremo cavare da soli, ma è preferibile una dura verità ad un sogno fallace.

Fonte: F. Ossola, Dizionario enciclopedico di ufologia, Milano, 1981, s.v. inerenti

Articolo correlato: Steven Greer ed il suo progetto..., 2012

APOCALISSI ALIENE: il libro

25 marzo, 2012

11 febbraio 2012: un monstrum a Mortegliano

11 febbraio 2012. Sabato sera. Leonard D’Andrea, ventiquattro anni, operaio chimico che vive a Codroipo, sta rientrando da Palmanova a Codropio. Sono le 23.20 – come racconta D’Andrea – quando arriva all’altezza della nuova rotatoria di Mortegliano. Vede alcune auto ferme. Il giovane scende dalla sua vettura e... "Davanti a me c’era una strana creatura che camminava lungo la strada. Era alta, molto alta, forse quatrro metri. Ho preso la torcia e l’ho illuminata e ho notato, essendo di schiena, che nella parte posteriore delle gambe c’era come un groviglio di tendini. La testa aveva una forma tondeggiante che terminava quasi a cono. Ho provato a telefonare ed a scattare foto, ma il cellulare era inservibile. Questa “creatura” camminava lungo la strada incurante delle auto. […]. All’improvviso, quando è sopraggiunta un’auto dalla direzione di Codroipo e ha cominciato a lampeggiare e a suonare il clacson, la ‘creatura’ si è dileguata nel buio. Spero che gli altri testimoni si facciano vivi”.

Del caso si è subito interessato l’ufologo Antonio Chiumento che ha raccolto la testimonianza del giovane e cercato riscontri: sembra ne abbia reperito uno, ossia un messaggio di posta elettronica ricevuto da un allevatore di struzzi abitante in zona. Costui avrebbe notato che il recinto del suo allevamento “era stato aperto e che una ‘persona’ molto, molto alta camminava nei campi adiacenti la casa. L’uomo ha girovagato per diversi minuti. Ho provato a telefonare al 113, ma la linea era muta. Poi ‘quello’ è scomparso in lontananza”.

Come avviene spesso in simili circostanze, le indagini successive, invece di gettare luce sull’incontro ravvicinato, hanno intorbidato le acque e prodotto una ridda di polemiche, sberleffi, speciosi dibattiti… Più il tempo passa e più l’episodio si complica con fantomatiche fotografie della creatura, depistaggi, accuse, smentite. Come è ovvio, l’attenzione si è focalizzata sul teste (ma pare che non sia l’unico ad aver visto il gigante) per tentare di stabilirne la sincerità. Addirittura sono state condotte analisi inerenti alla mimica ed al linguaggio del corpo del giovane: dalle controverse ricerche risulterebbe che il suo racconto è frutto di invenzione.

E’ difficile districarsi nel labirinto, ma un dato è certo: sulla vicenda di Mortegliano si sono slanciate le mute dei disinformatori, contigui al C.I.C.A.P. “L’essere era uno struzzo!” Conclude con sicumera qualcuno, oppure “un uomo sui trampoli”. Altri pensa ad un’entità frutto di sperimentazioni genetiche o ad un ufonauta – chissà per quale recondito motivo – approdato nella provincia friulana.

Secondo la maggior parte degli esperti, però, D’Andrea ha avuto le traveggole o è stato vittima di una burla carnascialesca. Può darsi, ma è noto che molti avvistamenti sono contraddistinti da un alto tasso di stranezza: nella fattispecie la gigantesca statura dell’alieno e le aberrazioni elettromagnetiche. La sfida alla logica è sempre in agguato, quando si rasenta il mondo dell’ignoto. E’ plausibile che il testimone abbia deciso di esporsi alla gogna mediatica ed al ludibrio dei negazionisti per quindici minuti di popolarità televisiva?

L’accanimento dimostrato dagli insabbiatori di regime se non depone a favore del’autenticità del caso, conferma che le strategie della disinformazione si appuntano su temi il cui approfondimento potrebbe portare a scoprire qualche brandello di verità. L’ufologia è un campo che gli occultatori disseminano di mine.

Un ruolo poi potrebbe essere giocato pure dai militari: nel Friuli si trovano basi storiche della N.A.T.O. – famigerata quella di Aviano - e forse lo scenario delineato nella pellicola “The mist”, produzione in cui temerarie sperimentazioni compiute dall’esercito, aprono dei varchi interdimensionali attraverso cui penetrano creature spaventose, non appartiene solo alla fantasia più sbrigliata.

Il “Philadelphia experiment” è un imbroglio? Non lo sappiamo, ma siamo al corrente di esperimenti che vertono sulla manipolazione dei segmenti spazio-temporali. I sempre più frequenti boati che echeggiano in ogni parte del mondo sono da alcuni ricercatori correlati a sinistri test. Le tecnologie segrete spaziano negli ambiti più disparati e non si può scartare a priori l’idea che qualcosa di molto singolare sia stato concepito nei laboratori militari.

Si bollino pure queste congetture come fantasie o vaniloqui, ma il cittadino ignora che cosa si investighi davvero nei centri di ricerca. Altro che neutrini! O meglio, alla materia-energia sono carpiti segreti per fini oscuri. D’altronde gli studi che portarono alla fissione nucleare dapprincipio erano circonfusi da un alone occulto, quasi magico: fatto sta che quegli studi culminarono tragicamente nell’invenzione dell’arma nucleare. Arthur C. Clarcke ha scritto che “la scienza più avanzata è indistinguibile dalla magia”. Se è vero, è magia nera.

A proposito di nero… qualcuno a Mortegliano ha per avventura ricevuto la visita degli algidi Men in black?

Nota: il caso, con i vari sviluppi, è stato seguito in maniera meticolosa da Freeanimals. Si leggano gli articoli Il bestione ed Intervista con l’alieno, 2012.

25 febbraio, 2012

Le confessioni di un Illuminato

Non si giudica un libro dalla copertina: così non è opportuno formulare un giudizio sul libro di Leo Lyon Zagami, “Le confessioni di un Illuminato, vol. 1”, proprio perché è solo il primo sportello di un trittico. (Riusciremo a leggere gli altri due volumi, prima che la situazione precipiti?)

Perciò mi limito alla presentazione di un testo che è un’esplorazione di confraternite e sette che, da secoli, agiscono dietro le quinte della storia ufficiale, dirigendo in maniera segreta ma incisiva il destino dell’umanità. L’autore distingue tra conventicole iniziatiche (poche) e contro-iniziatiche (molte), dedicando ampio spazio a quegli ordini, come l’Ordo Templi Orientis (O.T.O.), che, detenendo conoscenze magiche ed alchemiche, le piegano per perseguire fini nefandi. Spicca dunque il ritratto di Aleister Crowley, riorganizzatore dell’O.T.O., sinistra figura di mago che, nonostante qualcuno abbia tentato di riabilitare, assurge a mentore di frange occulte dedite a pratiche innominabili.[1] Purtroppo Zagami non descrive sette formate da personaggi squilibrati, ma, tutto sommato, quasi innocui, giacché l’influsso di codeste camarille è tutt’uno con la bieca politica internazionale volta all’ormai imminente edificazione del formidabile Nuovo ordine planetario.

Zagami si sofferma pure sul Priorato di Sion e sui movimenti neo-templari, con un’interessante digressione circa l’attentato di Oslo, perpetrato il 22 luglio del 2011. Ripercorre anche la genesi e lo sviluppo dello spionaggio (il matematico, scienziato ed occultista inglese John Dee è ricordato come il precursore degli agenti attuali) e si accosta all’Ufologia, con una particolare diffidenza (condivisa da chi scrive) nei confronti di contattisti e studiosi che, con poco discernimento, non si accorgono delle insidie annidate in incontri con entità le cui “luminose” intenzioni nascondono pericolose interferenze. [2]

Le rivelazioni di Zagami, intrecciate a cenni alle sue vicende biografiche, offrono uno spaccato di un mondo “parallelo” in cui dominano infiltrazioni, scismi, lotte intestine, congiure, omicidi, stragi di stato…: chi ha una discreta conoscenza di questi scabrosi temi troverà la conferma di quanto l’umanità sia soggiogata e degradata, dietro il controllo politico ed economico, da forze imperscrutabili e mefitiche. Chi non ha dimestichezza con tali interpretazioni sarà guidato dal capitolo introduttivo in cui l’autore traccia una tassonomia delle società segrete. Il deleterio ruolo di Gesuiti, gruppi neo-templari, logge deviate, movimenti New age… è così riletto alla luce delle loro caratteristiche tipologiche.

Lo scenario resta, però, intricato, per la connaturata elusività di un potere che, sfuggendo a facili focalizzazioni, si situa nella zona crepuscolare tra possibili verità e la loro ombra.

[1] Aleister Crowley (1875-1947) è stato un artista, poeta, alpinista, pensatore, critico sociale ed occultista britannico. Figura assai controversa, è da alcuni considerato l’iniziatore dell’odierno occultismo, da altri ritenuto uno dei principali corifei del satanismo contemporaneo.

[2] John Dee (1527-1608), astrologo, scienziato ed astronomo, fu in contatto con Maria Tudor, Elisabetta I e l’imperatore Massimiliano II di Boemia. Lo scienziato ed avventuriero fu versato, tra le altre cose, nella cristallomanzia. Egli, dopo aver ricevuto da un misterioso fanciullo un cristallo convesso, decise di dedicarsi alla comunicazione con il mondo spirituale. In riti ed evocazioni, fu affiancato da Edward Kelly, personaggio di dubbia reputazione, con cui si dedicò alla necromanzia. Dee affermò di aver appreso da messaggeri di un’altra dimensione un particolare alfabeto, definito enochiano.

APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

AddThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...