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20 giugno, 2016

Viaggi astrali e rapimenti alieni



E’ curioso che le esperienze di pre-morte manifestino delle similitudini con i rapimenti alieni, ma non è meno singolare che pure i viaggi astrali presentino delle tangenze con le abductions. Siamo di fronte ad eventi che hanno tutti la stessa matrice, riconducibili al medesimo retroterra? Sono situazioni che, pur nella differente fenomenologia, sono accomunati dallo stesso substrato?

Esemplari due vissuti riportati da John Mack nel saggio “Passaporto per il cosmo”. La prima vicenda riguarda una donna statunitense di nome Andrea. Scrive Mack: “Una notte Andrea fu svegliata da un persistente ronzio e da un forte lampo di luce azzurra. Si spaventò, ma, quando provò a muoversi, si accorse di essere paralizzata. Il suo corpo cominciò a vibrare e vide due figure piccole e sottili. Le teste erano enormi, gli occhi grandi e sbarrati; braccia e gambe erano lunghe e magre. Una delle due creature le premé una specie di bastoncino dietro l’orecchio. 'Erano molto esili e sembravano fatti di luce, anche se avevano una struttura interna, ma non si trattava di ossa'. La luce a quel punto la avvolse completamente ed una delle creature la guardò fisso negli occhi. Quel contatto visivo la obbligò ad alzarsi dal letto”.

In seguito Andrea attraversò la finestra, sorvolò alcuni alberi, vedendo da quell’altezza lo stesso chiarore che aveva scorto nella camera. Era la luce a farla volare, tracciando una specie di spirale che collegava il suo ombelico alle creature. Alcuni nastri luminosi si irradiavano da uno dei due esseri: questi nastri sospinsero la rapita verso una navicella. Passando attraverso la finestra, la testimone sentì che il corpo si disperdeva nel vetro. Le cellule si espandevano ed esplodevano: si sentiva trasformata in pura luce.

L’altro racconto concerne un episodio in cui ad Andrea parve di viaggiare nello spazio e nel tempo fino a recarsi nell’antico Egitto. Mentre di nuovo il suo corpo era diventato luminoso, si trovò in mezzo ad un deserto, insieme con alcune persone dalla pelle olivastra. Ad un tratto ella notò una porta attraverso cui gli Egizi dell’epoca pre-dinastica trasferiscono nel nostro tempo la loro energia ed accedono nel nostro mondo.

Le esperienze multidimensionali di Andrea, le sue esplorazioni nel tempo e nello spazio, paiono rivelare una “realtà” in cui passato e presente possono coesistere e correre paralleli come i due binari di una ferrovia. Andrea ritiene che le persone possano vivere due vite: una in un’età preterita, una in quella attuale.

Dal quadro fin qui delineato emergono, oltre ad interrogativi sulla vera natura del reale, ben più complesso dell’ordinario modello quadridimensionale retto dalle “leggi” fisiche, le analogie di cui sopra. Vediamole in modo schematico.

• Viaggi astrali: il prodromo è sovente un ronzio.

• Rapimenti: talora il testimone ode, come preannuncio dell’abduction, un suono “metallico”, comunque artificiale.

• Viaggi astrali: la persona è spesso colpita da paralisi.

• Rapimenti: il rapito è quasi sempre incapace di muoversi.

• Viaggi astrali: l’”onironauta” attraversa corpi solidi come finestre, porte, muri.

• Rapimenti: è frequente l’attraversamento di vetri.

• Viaggi astrali: il soggetto vede un cordone che lo collega al soma.

• Rapimenti: in qualche caso è stato riferito di strisce azzurrognole che si dipartono dal corpo fisico.

• Viaggi astrali: è frequente la ricognizione del passato e del futuro, in una sfera dove il tempo non esiste più o comunque diventa molto fluido, suscettibile di contrarsi e dilatarsi, se non di annullarsi.

• Rapimenti: non è raro che il sequestrato veda l’avvenire, di solito sotto forma di immagini su uno schermo o per mezzo di ologrammi proiettati dagli Altri. In occasioni eccezionali sono raccontate incursioni nel passato.

Che cosa succede in questa regione di nessuno e di tutti, in questo territorio al confine tra l’universo fisico e quello metafisico? Chi vi alberga? Alieni, demoni, anime, gusci psichici…? Siamo nel labirinto come Teseo, ma senza alcun filo di Arianna.


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APOCALISSI ALIENE: il libro


10 giugno, 2016

Varchi

Il compianto John Mack, nel volume “Passaporto per il cosmo”, riferisce il racconto di Isabel, una rapita che “ha vissuto diverse esperienze in uno stato percettivo insolito o alterato. Un giorno, all’inizio del 1998, ella era in treno con un amico. Seduto nel loro scompartimento c’era un uomo o meglio una ‘creatura’, come l’ha definita Isabel, che guardava davanti a sé come un comunissimo essere umano. Guardando, però, con la coda dell’occhio la testimone rimase impietrita. Infatti in quell’istante, in luogo del passeggero, la testimone vide un enorme insetto senza braccia: somigliava ad una mantide religiosa o a qualcosa del genere.

Isabel raccontò all’amico quello che aveva scorto e, data la sua incredulità, ripeté la prova. Osservò lo sconosciuto frontalmente e poi di sfuggita, con la coda dell’occhio, e lo rivide cambiare aspetto. Si domandò se quell’uomo non fosse in grado di creare un’illusione visiva percepibile solo da chi voleva lui”.

Osserva l’autore: “L’alterazione della percezione spazio-temporale, che contraddistingue molti rapimenti alieni, si associa spesso alla sensazione di penetrare in una realtà o dimensione diversa”.

Nel vasto campionario delle abductions e dei fenomeni collegati, lo specialista estrapola un’eccezionale resoconto che riesce almeno in parte a spiegare in che modo si verifica quella circostanza paradossale per cui un ente materiale attraversa un altro oggetto solido.

Ecco a tale proposito la testimonianza di Karin: “Passare attraverso la finestra è un’esperienza dolorosissima, perché, per permettere ad un corpo solido di penetrare un altro corpo, gli alieni devono modificare la nostra stessa vibrazione ed è esattamente quello che fanno. Quando si passa attraverso un muro o una finestra, è come se tutte le molecole cominciassero… Ci si sente quasi separati da sé e poi ci si ritrova sul fondo di questa cosa (?) che in qualche modo è viva (?), infine distesi su un tavolo. Credo che solo in quel momento gli alieni smettano di alterare la nostra vibrazione, dopo averci condotti attraverso diversi piani spaziali e temporali, finché non ci manifestiamo fisicamente nel loro livello”.

La sagace benché frammentaria relazione di Karin ci induce a ritenere che in parecchie occasioni gli Altri prelevino non il soma vero e proprio, ma quello che è denominato “corpo astrale”: esso trapassa la materia per mezzo di una sorta di scomposizione e ricomposizione molecolare, come lascerebbe supporre il ragguaglio in esame?

Le due testimonianze qui riassunte ci spingono ad apparentare taluni vissuti ufologici ai cosiddetti viaggi astrali che implicano l’attraversamento di pareti, porte, vetri etc. Sono altresì situazioni in cui la percezione del “reale” e delle sue numerose sfaccettature subisce notevoli cambiamenti, soprattutto in merito alle coordinate cronotopiche ora, per così dire, stirate ora contratte, spesso annullate, un po’ come accade nei sogni.

Così la xenologia può aprire varchi sul regno dei sogni… o degli incubi.

Fonte: J. E. Mack, Passaporto per il cosmo, 1999, pp. 74-75

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APOCALISSI ALIENE: il libro

02 settembre, 2012

Zeit und Geist (seconda parte)

Leggi qui la prima parte.

Nel tunnel

E’ celebre il quadro di Hyeronimous Bosch, “Ascesa all’Empireo”. Nella tavola sono dipinte delle anime che, accompagnare da coppie di angeli, vengono condotte verso un tunnel con in fondo una luce intensa, quella del Paradiso. Le anime sono genuflesse presso l’imboccatura. In fondo al cunicolo le aspetta un personaggio, forse un angelo o S. Pietro.

Un’immagine simile, pur in un contesto differente, è evocata da Dante in "Inferno" XXXIV, vv. 132-138.

Lo duca e io per quel cammino ascoso
intrammo a ritornar nel chiaro mondo;
e sanza cura aver d'alcun riposo,

salimmo su, el primo e io secondo,
tanto ch'i' vidi de le cose belle
che porta 'l ciel, per un pertugio tondo.

E quindi uscimmo a riveder le stelle.
[1]

Non mancano reminiscenze di gallerie all’interno di resoconti relativi a presunti sequestri. “Il momento più suggestivo dell’abduction di Sandy Larson consistette nella ‘visione’ della terra nello spazio attraverso l’estremità di un tunnel luminoso” (T. Bullard, Abductions: the measure of a mystery, vol I, p.115).

Un’altra sequestrata, Nona, racconta: “Mi trovo avvolta dal raggio di luce. Sto salendo e c’è un buco sopra di me ed è scuro, ma circondato dalla luce. E’ come una luce azzurra… un raggio di luce azzurra che arriva fino a terra e poi è stato come attraversare un tunnel. (J. Mack, Passport to the Cosmos, p.73-74).

La percezione del tunnel è peculiare dei vissuti psichedelici: i soggetti che entrano nei livelli di trance più profonda sperimentano la sensazione di essere calati in un vortice o in imbuto o in tunnel pieno d’acqua corrente e di sprofondare sotto terra. Molti soggetti sottoposti a test di laboratorio raccontano di aver sperimentato un vortice o una galleria rotante che sembrava circondarli. (J. D. Lewis-Williams, T. A. Dowson, The signs of all times, Current antrhopology, vol. 29, n. 2, p. 204).

Gli sciamani samoiedi del gruppo Taudi si riferiscono a cunicoli in cui essi si calano e che conducono a fiumi sotterranei; gli Inuit affermano che la via per il mondo subacqueo passa per il mare e percorrerla è come cadere scivolando attraverso un tubo (Ramussen, p. 124).

Da questa breve carrellata si arguisce che l’immagine della galleria è trasversale a vari àmbiti disparati tra loro. Potrebbe essere intesa come un archetipo: ciò spiegherebbe la sua ricorrenza. Sennonché non sappiamo veramente quale sia l’origine dei modelli ancestrali e dove siano situati: collocarli nell’inconscio collettivo significa solo “risolvere” la questione con un’altra questione. Un altro interrogativo riguarda il ruolo del cervello a proposito di tali esperienze: l’encefalo produce le rappresentazioni allucinatorie o le capta, sintonizzandosi su realtà esterne non percettibili nello stato di coscienza ordinario? Ossia la mente, in particolari condizioni, produce creature - spesso teriantropi - e luoghi fantastici o si sintonizza su frequenze normalmente invisibili, un po’ come un apparecchio radiofonico riceve varie stazioni, cambiando la sintonia? E’ arduo rispondere, soprattutto perché non sappiamo con certezza né se si trovi un mondo là fuori né quale sia il confine tra interno ed esterno. Tuttavia, collocando tra parentesi problemi squisitamente filosofici, saremmo tentati di ipotizzare che davvero esistano dei regni spirituali i cui abitanti cercano qualcosa dagli uomini… Sì, ma che cosa?

[1] Anche la "Commedia" dantesca è una grandiosa avventura sciamanica? Qualcuno l'ha congetturato...

APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

16 agosto, 2012

Il caso di Filiberto Cardenas: ridefinire i criteri della ricerca (seconda parte)

Leggi qui la prima parte

Considerazioni metodologiche

L’episodio sopra dipanato offre un campionario degli incontri del quarto tipo, con una serie di invarianti riscontrabili in molti resoconti. Qui, però, mi interessa l’avventura del sequestrato nella base sottomarina. Il tema delle installazioni subacquee affiora talvolta nell’ufologia: “Fulgori dall’abisso”, ultimo libro di Maurizio Cavallo (alias Jhlos), verte proprio su avamposti sommersi. [1]

Anche le esperienze di Jhlos sono al crocevia tra rapimento e contatto e, per questo motivo, si possono assimilare alle vicissitudini di Withley Strieber, i cui visitatori sono ambigui, ora amichevoli ora freddi. In questi generi di vissuti, a mio avviso, prevale la tendenza a sdrammatizzare e ad addolcire situazioni traumatiche, secondo processi psicologici di autodifesa. I traumi vengono sublimati e rimossi affinché non conflagrino in psicosi. Con ciò, non intendo asserire che tutti i visitatori sono ostili: civiltà evolute esistono, ma di solito non agiscono e, se agiscono, restano molto defilate. Tuttavia, se nel complesso delle comunicazioni, gli ufonauti non accennano mai al problema per eccellenza, preferendo dirottare l’attenzione su disastri ambientali dovuti soltanto all’irresponsabilità umana, qualcosa non quadra.

Così, nella diatriba che oppone Hopkins a Mack, con il primo che vede negli “intrusi” degli esseri privi di scrupoli ed il secondo che tende a considerare le abductions delle esperienze che, tutto sommato, favoriscono un’espansione della coscienza, propenderei per le ipotesi di Hopkins. E’ stato coniato il termine “experiencers” per indicare quei rapiti che traggono qualche beneficio dalle loro peripezie. Non so se sia un eufemismo, una forma di autoinganno o se veramente intercorra una differenza sostanziale tra sequestrati ed experiencers.

Se ci sofferma, però, sui messaggi, pur con qualche eccezione, è tutta una sequela di allarmi tra pseudo-ecologismo e catastrofismo: naturalmente la colpa delle sanguinose guerre, dell’inquinamento e della crisi socio-economica è sempre e solo degli uomini, più spesso della gente comune che dei governi! Sono messaggi i cui araldi non paiono molto sinceri.

E’ vero che non bisogna necessariamente distinguere tra azioni malvagie e comportamenti benevoli, scivolando in un ingenuo manicheismo. In natura le varie specie perseguono il proprio scopo, senza preponderanti risvolti etici e ciò può valere pure per i visitatori. Non di meno non si può neppure fingere che bene e male siano la stessa cosa, promovendo un atteggiamento che è indifferenza, ignavia.

Ora, non conosciamo quale sia la vera natura degli Altri, ma sostenere che non esistono o che non esercitano alcun influsso sulla storia umana, significa cadere nelle interpretazioni insoddisfacenti di cui nella premessa. I visitatori si prefiggono degli obiettivi, forse poco chiari, ma sinistri: per conseguirli si avvalgono di collaboratori umani(?) e di molteplici strumenti, sia tecnologici sia metapsichici.

Ci troviamo di fronte ad un’altra biforcazione, oltre alla dialettica che ho riassunto (e semplificato) nel diagramma Hopkins vs Mack. L’ipotesi extraterrestre si oppone a quella parafisica, mal conciliandosi con essa. Eppure, a ben vedere, i due orizzonti non sono così lontani: è possibile che una civiltà, dopo aver toccato il culmine del “progresso” tecnologico, abbandoni la tecnica per procedere lungo la via dei poteri psichici, del dominio della materia e dello spazio-tempo attraverso il pensiero. Ad esempio, nell’India vedica dèi, semidei ed eroi ora impiegano la tecnologia ora ne sono svincolati. Lo stesso termine “loka”, in sanscrito, designa sia il pianeta fisico sia un mondo sovradimensionale: invero, realtà fisica ed iperfisica coesistono e si compenetrano, anche se, quasi sempre noi percepiamo solo la prima, anzi una sua piccola frazione. Un Venusiano non deve per forza provenire dal pianeta materiale che chiamiamo Venere.

Pertanto se nella Bibbia ed in altri libri tradizionali alcuni specialisti scorgono “angeli” in carne ed ossa nonché macchine volanti, mentre altri ricercatori vedono immagini sciamaniche e fenomeni eterici, probabilmente hanno ragione entrambe le categorie di studiosi. Si tratta di stabilire dove il testo descrive un referente concreto e dove, invece, un simbolo, pur nella consapevolezza che tale distinzione può essere sfumata.

Occorre provare a superare la tradizionale separazione tra empirico e meta-empirico. La scienza ortodossa si ostina ad ignorare le cosiddette energie sottili nonché la sfera metafisica: in questo modo si preclude dogmaticamente una visione più ampia ed approfondita. La vera ricerca, però, non può prescindere dall’indagine, sempre critica e prudente, di territori liminali. In molti casi l’osservazione del “fatto concreto” dà l’impulso per un’indagine che, un po’ alla volta, travalica i confini dell’empiria, lasciando intravedere inattesi paesaggi. Chi studia la Biogeoingegneria, dopo averne valutato i risvolti nell’ambito del clima, dell’economia, della geopolitica etc., è indotto da una serie di concatenazioni ad enucleare addentellati che sconfinano dal tangibile. Qui le implicazioni umane lasciano affiorare un substrato non umano,(sub-umano?). Per questo motivo le chemtrails si rivelano non solo come il crimine più efferato di tutta la storia, ma pure come la stretta fenditura oltre la quale si estende un regno dai contorni sfuggenti. La resistenza ad accettare la realtà della Biogeoingegneria, anche per opera di persone intelligenti, dipende in gran parte dalla difficoltà a rinunciare all’antropocentrismo ed all’idea (inganno?) del libero arbitrio: si preferisce flagellare l’umanità ed anche autoflagellarsi piuttosto che pensare ad una mano nascosta. Ancora, le scie tossiche sono una pietra di paragone: se nelle comunicazioni di presunta matrice aliena, soprattutto quelle incentrate sulla necessità di preservare la natura, sono assenti, si deve pensare che i messaggeri non sono affidabili. Purtroppo è quanto accade, come avviene nell’accozzaglia di scempiaggini pseudo-spirituali, riconducibili sovente all’universo della New age.[2]

[1] L’Argentino Orlando Jorge Ferraudi nel 1956 fu condotto da un visitatore a salire sul suo velivolo. L’uomo ebbe non solo l’opportunità di compiere un’escursione nello spazio, ma potè anche esplorare gli abissi oceanici dove notò “un’immensa cupola sottomarina, simile ad un gigantesco igloo”. Vedi “Apocallisi aliene”.

[2] Bisogna qui precisare che un cenno alla Geoingegneria è forse rintracciabile in alcune sibilline relazioni di Whitley Strieber. Vedi “Apocalissi aliene”. L’argomento è poi spesso toccato da Matthew Ward nei suoi colloqui con la madre: a proposito di Matthew, la nostra opinione è che dapprimcipio i contenuti fossero genuini, ma in seguito il giovane (o chi per lui) ha cominciato ad incensare Barack Obama, a disquisire di federazioni galattiche, di prossimi cambiamenti positivi che puntualmente non si sono verificati. Probabilmente è subentrata una manipolazione: d’altronde è noto che le canalizzazioni possono essere un ponte con entità scaltrissime e bugiarde. Vediamo che molti preferiscono pascersi delle informazioni rassicuranti della Federazione galattica che mantenere una coscienza vigile. Non è sufficiente che il messaggio sia in qualche modo suggestivo, se il messaggero ha dei secondi fini.

Articolo correlato: C. Penna, Dialogo tra sordi, 2012

APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

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