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26 dicembre, 2013

Mind and matter

E’ stata un’esperienza reale o si è svolta "solo" nella mente? Questa è la domanda che ci poniamo di fronte ad un evento che trascende le normali coordinate cronotopiche ed i parametri della logica. E’ una domanda discutibile ed ingenua, poiché ignora che ignoriamo quali siano le vere differenze tra realtà “reale” e realtà mentale. Lo spazio, il tempo e le cose stesse non sono forse in primis oggetti psichici?



Essi esistono come contenuti della coscienza, prima di trovarsi eventualmente là fuori. Ciò che è percepito è: esse est percipi, scrive appunto il filosofo Berkeley. Non disponiamo di criteri oggettivi per attribuire gradi di realtà ai disparati livelli della realtà. Il senso comune non è criterio né oggettivo né certo.

La materia è più reale del pensiero, un oggetto più di un’idea? L’universo onirico è meno vero del mondo in cui siamo desti? Una veneranda tradizione (si pensi almeno ad Artemidoro nella cultura greca) ci insegna a conferire importanza ai sogni, ad ascoltarne i messaggi sibillini, anche se l’interpretazione dei simboli onirici, dal momento che si avvale per lo più di categorie razionali, è quasi sempre condannata al fallimento.

Realtà e realismo, la realtà ed il suo rispecchiamento, un gioco di specchi dove non si sa che cosa rifletta che cosa. Così un quadro realistico ci appare più concreto e tangibile di quel fuggevole fotogramma di realtà che l’opera ha immortalato. Forse è per questo che si rimane incantati al cospetto di un dipinto realistico, quanto più è realistico. La fascinazione del realismo, con il caso estremo del fotorealismo, è sguardo di Medusa al contrario: siamo noi osservatori ad impietrire la realtà. Ne scaturisce una visione interrogativa di fronte all’oggetto con il soggetto che interroga sé stesso.

A ben vedere, nulla è più astratto ed immotivato del cosiddetto “mondo reale” che eppure ha una sua consistenza, una sua dura refrattarietà, come si può constatare sovente, soprattutto quando prendiamo una sonora zuccata.

Se la mente mente, il reale non è meno menzognero: filtrato dall’encefalo ed organizzato nelle forme a priori affinché sia conoscibile, di esso conosciamo ben poco; solo una superficie variegata in cui i colori, le forme e la tridimensionalità sono mere organizzazioni percettive, fantasmagorie.

In che cosa differiscono una pellicola cinematografica e la realtà dinamica? In questi ultimi decenni si è diffuso il paradigma dell’universo-ologramma che si avvia a soppiantare il modello del cosmo paragonato ad un complesso meccanismo: sono schemi molto diversi, ma li accomuna il fatto che non sappiamo chi sia l’ideatore di tutto questo e perché.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

12 maggio, 2009

Perfect

Nihil occultum quod non scietur, Non esiste nulla di nascosto che non sarà rivelato

E' segno di debolezza aggredire certi divulgatori. Ora, mentre è normale che i vari pennivendoli al servizio del sistema, passino il loro tempo a diffamare e ad ingiuriare i ricercatori seri (pochi in verità), sorprende che siano particolarmente veementi e feroci altri personaggi che, di fronte a certe notizie, vedono vacillare le loro vacillanti "certezze". Sono persone molto deboli e vulnerabili che non amano siano scoperchiati i sepolcri: preferiscono vivere nel loro universo idilliaco, dorato. Se da un lato si nota talora una fascinazione per misteri ed intrighi, dall'altro è ancora più evidente la tendenza a non guardare il volto della Medusa.

Quest'ultimo atteggiamento è comprensibile. Non è certo piacevole aprire gli occhi ed anzi è traumatico scoprire il signoraggio, le scie tossiche, le armi sismiche, i virus creati in laboratorio etc. Tuttavia - ed è questo il fulcro del discorso - se si ritiene che queste informazioni siano destituite di fondamento, non si comprende per quale motivo ci si accanisca così tanto con chi tratta tali temi. Pure se si pensa che esistano dei pericoli insiti nel sistema, ma li si considera poco incisivi o quasi ininfluenti, grazie alla protezione di "alieni" benevoli o di Madonne olografiche o di particolari conoscenze, l'accanimento risulta inconcepibile.

Nessuno è obbligato a vedere filmati sul Nuovo ordine mondiale o a leggere articoli sul Morgellons. Nessuno è obbligato a commentarli. Ci si può cullare in un paradiso di sogni e convincersi di vivere nel migliore dei mondi possibili. Senza dubbio è una scelta legittima. Si può distogliere lo sguardo e fingere che tutto sia perfetto così com'è. Può darsi che tale contegno sia anche segno di saggezza (una saggezza che confina con l'indifferenza). A me pare che sia una condotta rinunciataria ed imbelle, ma è solo una mia opinione. La reputo un indizio di ignavia, ma tant'è.

Se uno è persuaso che nulla è da temere, perché aggredisce chi riporta - come ripetono alcuni - notizie che suscitano timore? Se ne resti nella sua torre eburnea da cui ammirare le stelle. Nulla lo sfiora, lo turba, lo indigna: meglio per lui. Se veramente ha conseguito l'atarassia può ritirarsi in un eremo e smettere di tediarci con discorsi moralistici o con insopportabili e petulanti geremiadi sui danni alla reputazione delle illustri istituzioni, danni che arrecherebbero gli studiosi della storia e della scienza non ufficiali.

Vogliamo accontentarli: lo stato è un'istituzione benefica, la televisione è istruttiva, le banche sono enti morali, le malattie non esistono, le torture sono benevole ramanzine, l'ambiente è salubre, le antenne servono a migliorare le telecomunicazioni, le scie chimiche sono essenze profumate, i poveri vivono nelle baracche tra i topi e le cloache per masochismo, le rare guerre che divampano sono delle missioni umanitarie, la cultura in questi tempi ha toccato vette eccelse, le nanotecnologie risultano solo un po' antipatiche, se non si è estimatori di Berlusconi...

Ammettiamolo: lo stato ci ama e le tasse (ma la pressione fiscale è leggera) dei contribuenti sono investite per l'educazione, l'assistenza sanitaria, le pensioni. I politici sono dei benefattori, gli scienziati si occupano solo della ricerca pura e disinteressata. Naturalmente in questo pianeta perfetto Paolo Attivissimo è un integerrimo giornalista, sempre a caccia di insidiosi truffatori, Umberto Eco è un intellettuale. Last, but not least Rocco Buttiglione è un filosofo, anzi il filosofo, "il maestro di color che sanno".

Rilassiamoci dunque: godiamoci la vita, ingurgitando cibi geneticamente modificati ed irradiati. Accendiamo il televisore e seguiamo la serie televisiva su Enrico Mattei che purtroppo morì a causa di un errore del pilota del suo aereo personale.

Da sempre "i crimini contro la vita si chiamano errori".



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