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05 giugno, 2016

Alien surgery



Se usiamo il termine “clonazione”, il pensiero corre subito alla pecora Dolly, agli animali “duplicati” in questi ultimi decenni. Eppure la clonazione potrebbe essere una tecnica ben più antica di quanto si pensi: Enki ed altri “dei” furono ingegneri genetici, come lasciano supporre alcuni cenni all’interno di testi vergati in un lontano passato o simboli quali il serpente ed il caduceo? L’ingegneria genetica fu finalizzata presumibilmente alla selezione di una specie dominabile (Z. Sitchin, B. Russo et al.): gli antropologi l’hanno definita Homo sapiens sapiens, ma essa non sa chi fossero e siano i manipolatori.

Sempre più spesso ci imbattiamo in cloni o presunti tali: attori, “politici”, cantanti, pseudo-informatori (si pensi ad Alex Jones) paiono avere delle copie. Alcuni “muoiono” e “rinascono” (David Bowie), altri si riciclano in nuovi involucri, in nuove identità con vecchie sembianze.

Clonazioni ed ibridazioni: creature cross over, un po’ umane, un po’ aliene dalle fattezze stranite e stranianti. Come nella celeberrima pellicola “L’invasione degli ultracorpi” (“Invasion of the body snatchers”, 1956 ) per la regia di Don Siegel e tratto dall’omonimo romanzo di Jack Finney (1911-1995), l’invasione è in realtà una lenta e letale infiltrazione: avviene in maniera impercettibile. L’agenda aliena include la creazione di ibridi e le mutilazioni sia animali sia umane che non sono peculiari dei nostri tempi, sebbene le escissioni di organi ed i dissanguamenti si siano ultimamente moltiplicati. Inoltre non sono più soltanto vacche e cavalli ad essere vittime di questa chirurgia aliena, ma sempre più spesso cani, gatti, conigli, volpi, volatili: nei dintorni di Londra (Croydon, West Norwood) sono stati segnalati gatti cui sono stati asportati gli organi interni; eravamo semmai abituati ad aver notizia di capi di bestiame “operati” da chirurghi allotri negli assolati e desolati pascoli del Midwest. La minaccia è sempre più vicina, sin quasi sulla soglia di casa.

William M. Tompkins, ingegnere aerospaziale in pensione ed autore del saggio-autobiografia “Selected by extraterrestrials: my life in the top secret world of U.F.O.s, think-tanks and Nordic secretaries”, 2015, sostiene che i cosiddetti Nordici, alti, aitanti e biondi ed i Draconiani (alias Rettiliani) non solo cooperarono prima e durante la Seconda guerra mondiale con il Terzo Reich, ma che essi stessi sono talora ibridati: ecco perché alcuni Nordici hanno gli occhi con la pupilla verticale. Stando a Tompkins, un conflitto tra extraterrestri per il controllo del sistema solare e non solo, fu combattuto per mezzo degli uomini. Divide et impera.

Ancora oggi agiscono dietro le quinte i soliti manipolatori, quelli che trasmisero conoscenze e tecnologie alla Germania nazional-socialista per poi passare a sostenere gli Stati Uniti, falsi rivali del Terzo Reich. Oggi l’adulterazione psicologica è perpetrata attraverso la retorica delle “democrazie”, quella biologica mediante la bioingegneria aerea: è evidente lo scopo di degradare (altro che evoluzione!) l’umanità, di rimpiazzarla con cloni, automi ed innestati. Il Transumanesimo è la progressiva transizione verso il trapasso della psiche.

Le razze coinvolte in questi progetti sono probabilmente parecchie e gli obiettivi, vista tale premessa, disparati: si va dall’uso di ormoni per la produzioni di copie al tentativo di intaccare (o staccare?) la coscienza, dall’interfacciamento uomo-macchina all’agguato post-mortem, dal continuo aggiornamento di tecnologie hard al tentativo di intervenire sullo spazio-tempo, sull’essenza stessa del cosmo. E’ tutto un brulichio di Insetti, demoni, men in black, repliche, esseri bionici, falsi Messia (William?).

Scenari sinistri, spesso sotterranei, gremiti di gallerie, ascensori, laboratori, cilindri per imprigionare e duplicare corpi e menti. Sub divo involucri atti ad imprigionare anime che non sanno di esserlo.


Riferimenti ed approfondimenti:

- Le esperienze di pre-morte nell’ambito dell’Ufologia, 2009
- Ladri di anime, 2010
- La messe delle anime, 2010
- La pesca delle anime, 2016
- Post mortem, 2011
- Truman Cash ed il destino dell’anima, 2014
- Viaggi astrali e presunti rapimenti alieni, 2011

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APOCALISSI ALIENE: il libro

30 agosto, 2015

Un'esperienza di pre-morte narrata da Thomas De Quincey



Il cosiddetto “mito di Er”, raccontato da Platone all’interno della “Politeia”, si potrebbe già interpretare come il resoconto relativo ad un ‘esperienza di pre-morte, per quanto arricchito di parti interpretative. Se prescindiamo da altre presunte testimonianze antiche e medievali, prima di imbatterci negli studi di Raymond Moody Jr, di Elizabeth Kubler Ross e di altri studiosi circa le Near death experiences, dobbiamo indugiare su un episodio riportato en passant dallo scrittore britannico Thomas De Quincey (1785-1859) all’interno della quasi-biografia “Confessioni di un mangiatore d’oppio” (1821;1856). [1]

Scrive De Quincey: “Una mia stretta parente un giorno mi riferì che un giorno, durante l’infanzia, in un fiume dove sarebbe annegata, se non fosse stata soccorsa all’ultimo momento, sul limitare della morte s’era rivista in un istante, dinanzi allo spirito, tutta la vita con ogni particolare avvenimento dimenticato – non successivamente, ma simultaneamente allineato e come riflesso in uno specchio; in un impeto di intuizione, aveva avuto la facoltà di coglierli sia nel loro complesso sia nei loro particolari”.

In nota l’autore aggiunge le seguenti delucidazioni: “L’eroina di questa notevole avventura fu una bimba di nove anni. Ella sopravvisse al memorabile salvamento non meno di novant’anni e posso presentarla come una donna di qualità notevoli ed interessanti. [...] Tra la prima e la seconda volta in cui ella mi narrò l’aneddoto testé riferito, trascorsero ben quarantacinque anni, eppure le due narrazioni che mi fece non differiscono d’uno iota né il più piccolo accidente dell’episodio ha subito la minima alterazione”.

Il breve racconto del Nostro enuclea, invero, una sola fra le invarianti che connotano i vissuti di pre-morte, ossia il “film della vita”, quel momento in cui il protagonista del liminale viaggio rivede tutti gli accadimenti dell’esistenza: i fatti si avvicendano l’uno dopo l’altro e, nel contempo, sono coesistenti nonché nitidi come immagini di un diorama. E’ una visione, come osserva De Quincey, sia globale sia particolare di ogni evento trascorso. Non figurano nella narrazione in esame cenni alle altre costanti delle N.D.E.; tuttavia la relazione è di estremo interesse e fededegna.

La “pellicola della vita” ci spinge a chiederci: esiste il vero oblio o tutto è registrato in una memoria universale, altrimenti nota come akasha (letteralmente “spazio”), un archivio ove sono contenute ogni vicenda e persino ogni pensiero che alberga nelle menti degli uomini?

[1] Sempre nella stessa opera, l’autore accenna ad un caso ante litteram di autocombustione umana.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

09 novembre, 2014

Truman Cash ed il destino dell’anima


La verità è eccentrica e non si abbassa al livello infimo dei normalizzatori.

Truman Cash è un ufologo misconosciuto, autore di due libri, "The programming of a planet" e "The eye of Ra". Entrambi i volumi risalgono alla metà degli anni ‘90 del XX secolo. Cash condivide molte delle sue intuizioni con William Cooper, Karla Turner, William Bramley, Simon Parkes, Corrado Malanga, Barbara Bartholic, Susan Reed e James Bartley. Nei suoi saggi il ricercatore si sofferma soprattutto su due temi: l'ipnoterapia ed i rapimenti.

L'approccio è inusuale, poiché Cash studia le abductions persino ai tempi di Atlantide e nell'antichità, in Egitto e Sumeria dove esseri non terrestri seminarono concetti e riti "religiosi" per soggiogare le masse. Idea centrale dei saggi vergati dallo studioso è quella delle implant stations, ossia centri per trasferire le anime nei corpi. Queste "stazioni" sono una chiave per comprendere i fenomeni di abduction. Le stazioni sono impiegate per catturare le anime, che sono "libere", e trapiantarle in un altro soma. Creature insettoidi generano un potente campo elettromagnetico che attira la psyché: essa, non potendo resistere all'attrazione di uno splendore caldo ed avvolgente, finisce in una "camera dalla luce bianca" per essere riprogrammata e preparata per un'altra esistenza. Gli involucri corporei sono altresì duplicati.

Stando a Cash, molte esperienze di pre-morte sono orchestrate da creature malevole in sembianze angeliche. Anche il fulgore alla fine del tunnel, chiarore scorto molto spesso dai morenti, è la luce intensa proveniente dalle camere di programmazione situate sulle astronavi e nelle installazioni degli alieni. Il tutto naturalmente avviene contro la volontà dei sequestrati.

Lo scenario è simile a quello descritto di William Bramley: egli ritiene che gli Altri abbiano bisogno di intrappolare e sedurre gli esseri spirituali che sono così condannati al ciclo della metempsicosi.

La situazione descritta da questa ufologia di frangia è già evocata in alcuni testi gnostici come l’”Apocalisse di Giacomo”, ove si legge: "Ora, quando Giacomo udì queste cose, si asciugò le lacrime dagli occhi e molto amaro [...] Il Signore disse a lui: 'Giacomo, ecco, ti rivelerò la redenzione. Quando sei afferrato e subisci queste sofferenze, una moltitudine si armerà contro di te per afferrarti. E in particolare tre di loro ti ghermiranno - coloro che siedono come esattori di pedaggio. Non solo chiedono il pedaggio, ma portano via le anime con un furto. Quando si cade in loro potere, uno di loro che è a guardia ti dirà: 'Chi sei tu e da dove vieni?' Gli risponderai: 'Io sono un figlio e sono dal Padre'. Egli ti chiederà: 'Che tipo di figlio sei ed a quale Padre appartieni?' Dirai: 'Vengo dal Padre pre-esistente e sono un figlio pre-esistente".

Alcuni investigatori, più che ad un “furto di anime”, come paventato dal sibillino e frammentario libello gnostico, pensano ad una sottrazione di energia per opera di vampiri psichici. In quel limbo, quella terra di nessuno che separa il mondo ilico dalle sfere ultraterrene, le coscienze potrebbero essere alla mercé di larve bisognose di nutrirsi con le energie dei defunti. È plausibile che queste entità siano in grado di generare visioni paradisiache con prati dal verde smagliante, giardini ameni, cieli tersi e luminosi? Sono i magnifici paesaggi che i protagonisti delle esperienze di pre-morte ricordano di aver ammirato estasiati, dopo aver di solito percorso una galleria il cui sbocco era inondato da una luce sfavillante. Codesti luoghi sono il frutto di un elaborato inganno teso ai danni di “anime” poi ghermite per essere incluse in contenitori atti ad ospitare memorie “esterne” o per altri fini?

Fiorella Rustici, nella sua ultima fatica, “Morte e dintorni”, tra le righe allude alla circostanza secondo cui qualcuno governerebbe per scopi non nobili l’avventura delle anime attraverso il tempo e le incarnazioni. Ciò si collega alla legge del karma, ritenuta dall’autrice iniqua e – si può aggiungere – suscettibile di limitare (o annullare?) in modo sensibile il “libero arbitrio”.

Il quadro sin qui delineato è molto controverso e bisogna chiedersi se il travaso delle anime sia associato anche alla clonazione dei corpi, inoltre ci si domanda che ruolo assumano, nell’ambito di queste interpretazioni, l’energia elettromagnetica e, a mo’ di antidoto contro gli inganni alieni, la DMT, cioè la dimetiltriptamina. La DMT è una triptamina psichedelica endogena, presente in molte piante e nel fluido cerebrospinale degli esseri umani, sintetizzata per la prima volta nel 1931 dal chimico Richard Manske. Strutturalmente la DMT è analoga al neurotrasmettitore serotonina, all'ormone melatonina e ad altre triptamine psicoattive come psilocibina, psilocina e bufotenina. Cash et altri opinano che la DMT, insieme con pratiche di meditazione, possa essere utile per mantenere vigile la coscienza. Il pensiero corre alle “pozioni” chimiche che sono somministrate agli esseri umani attraverso le chemtrails e non solo. Si va ben oltre gli obiettivi militari della geoingegneria clandestina...

A prescindere dagli interrogativi aperti, bisogna sottolineare le convergenze tra Cash e numerosi altri autori: essi, ad esempio, oltre a collocare al vertice del Collegio invisibile “visitatori” dall’aspetto di mantidi, adombrano una sorta di riciclaggio delle anime. Queste coincidenze reperibili negli studi di scrittori che spesso non si conoscono e non si conoscevano, corroborano la plausibilità delle loro ipotesi.

Intanto, da una sperduta lontananza simile ad un’eco fioca, provengono le ammonizioni della Gnosi antica circa i pericoli incombenti, una volta varcata la soglia... come se non bastassero i problemi che ci affliggono, mentre dimoriamo in questo “pianeta infelice”.

Fonti:

T. Cash, The programming of a planet, 1994
V. Petretto, Le scoperte di Truman Cash, 2014
Zret, Post mortem, 2011


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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

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