Visualizzazione post con etichetta Torreggiani geologo dall'età di tre anni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Torreggiani geologo dall'età di tre anni. Mostra tutti i post
23 ottobre, 2011
20 ottobre, 2011
Un aforisma di Guicciardini sulla storia

Scrive Francesco Guicciardini nei “Ricordi”: “Tutto quello che è stato per el passato ed è al presente, sarà ancora in futuro; ma si mutano e nomi e la superficie delle cose in modo che, chi non ha buono occhio non le riconosce né sa pigliare regola o fare giudicio per mezzo di quella osservazione”.
Lo storico e diplomatico fiorentino vede la storia umana governata da una sorta di coazione a ripetere (“Tutto quello che è stato per el passato ed è al presente”). Veramente cambiano spesso le sembianze degli accadimenti (“si mutano e nomi e la superficie delle cose”), mentre agisce una forza sotterranea che ne dirige il corso, secondo uno svolgimento spiraliforme di tipo involutivo. La storia è progressivo regresso, fatale catabasi, discesa nell’inferno.
E’ come se un insano disegno fosse stato concepito ed attuato ab origine. Un sistema complesso si rivela il dominio delle semplici, prevedibili concatenazioni. Nonostante ciò – ed ha ragione Guicciardini – chi non possiede spirito d’osservazione non può cogliere premesse e sviluppi né, in modo induttivo, risalire alle leggi che disciplinano la cinetica dei “fatti”.
Difetta senza dubbio la capacità di analizzare le cose, di collegarle, di addentrarsi nei “meandri dei politici maneggi” sicché il potere può tranquillamente perseguire il suo piano sino alla meta finale. Non è solo l’uomo comune che non sa interpretare gli eventi, ma pure il polveroso storiografo ormai rattrappitosi in un’erudizione oziosa ed uso a lambiccarsi per non comprendere alcunché.
E’ paradossale: le scienze e gli àmbiti più accessibili sono quelli in cui l’ingegno umano si rivela più vacillante e gracile.
Lo storico e diplomatico fiorentino vede la storia umana governata da una sorta di coazione a ripetere (“Tutto quello che è stato per el passato ed è al presente”). Veramente cambiano spesso le sembianze degli accadimenti (“si mutano e nomi e la superficie delle cose”), mentre agisce una forza sotterranea che ne dirige il corso, secondo uno svolgimento spiraliforme di tipo involutivo. La storia è progressivo regresso, fatale catabasi, discesa nell’inferno.
E’ come se un insano disegno fosse stato concepito ed attuato ab origine. Un sistema complesso si rivela il dominio delle semplici, prevedibili concatenazioni. Nonostante ciò – ed ha ragione Guicciardini – chi non possiede spirito d’osservazione non può cogliere premesse e sviluppi né, in modo induttivo, risalire alle leggi che disciplinano la cinetica dei “fatti”.
Difetta senza dubbio la capacità di analizzare le cose, di collegarle, di addentrarsi nei “meandri dei politici maneggi” sicché il potere può tranquillamente perseguire il suo piano sino alla meta finale. Non è solo l’uomo comune che non sa interpretare gli eventi, ma pure il polveroso storiografo ormai rattrappitosi in un’erudizione oziosa ed uso a lambiccarsi per non comprendere alcunché.
E’ paradossale: le scienze e gli àmbiti più accessibili sono quelli in cui l’ingegno umano si rivela più vacillante e gracile.
16 ottobre, 2011
Strali

Certi sguardi possono essere degli strali. Neanche le espressioni più contumeliose possono ferire come alcuni sguardi e soprattutto essi restano impressi nella memoria in modo indelebile. Più che specchi, “finestre dell’anima”, gli occhi sono superfici in grado di riflettere emozioni nascoste, pensieri reconditi, persino inconsci. Sono capaci di sprigionare energie interiori.
Simili a raggi, questi moti dell’animo colpiscono l’osservatore per comunicargli messaggi intraducibili. Veramente i ricordi sono traumi visivi. Molto più delle scene di eventi passati che si sono incisi a lettere di fuoco nella coscienza, potenti per la loro tessitura narrativa e per l’alone emozionale, gli sguardi si conficcano come schegge nell’animo. Può essere un’occhiata di solidarietà o di condanna, di affetto o di disprezzo, dono imperituro o sentenza senza appello. La sua luce, benevola o maligna che sia, non si offuscherà.
In confronto, le parole sono armi spuntate, frecce la cui parabola presto declina.
Simili a raggi, questi moti dell’animo colpiscono l’osservatore per comunicargli messaggi intraducibili. Veramente i ricordi sono traumi visivi. Molto più delle scene di eventi passati che si sono incisi a lettere di fuoco nella coscienza, potenti per la loro tessitura narrativa e per l’alone emozionale, gli sguardi si conficcano come schegge nell’animo. Può essere un’occhiata di solidarietà o di condanna, di affetto o di disprezzo, dono imperituro o sentenza senza appello. La sua luce, benevola o maligna che sia, non si offuscherà.
In confronto, le parole sono armi spuntate, frecce la cui parabola presto declina.
Iscriviti a:
Post (Atom)


