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22 gennaio, 2016

Crime machine



Tecnologia, evoluzione, progresso

E’ definita singolarità la fase della storia umana (?) in cui la tecnologia sopravanzerà ed annullerà la natura. Sulle conseguenze dovute al dominio della tecnica hanno scritto pagine illuminanti filosofi come Heidegger e Husserl, alle cui riflessioni rinviamo. Qui vorremmo sfiorare il tema della tecnologia in rapporto ad una presunta evoluzione.

Di che evoluzione si tratta? Il cosiddetto progresso scientifico e tecnico trasforma la vita rendendola rapida, efficiente, “connessa”, ma soprattutto implica una radicale mutazione antropologica: giungerà il momento in cui l’uomo non sarà più tale, ma un essere bionico, un androide, infine una macchina. [1] La transizione dall’organico all’inorganico, dall’analogico al digitale, dal carbonio al silicio è l’ineluttabile approdo di una società che si affida alla téchne: questo processo pare inversamente proporzionale alla crescita etica e spirituale. Per tale ragione, se esistono civiltà cosmiche in grado di governare e trascendere, con i loro inimmaginabili strumenti, con le loro strepitose conoscenze, lo spazio ed il tempo, probabilmente esse non sono ostili e malvagie, ma fredde, anemotive, amputate dell’anima, quindi prive di empatia. L’assenza di empatia non è una nequizia vera e propria, ma determina gli stessi effetti, se non peggiori.

Ciò potrebbe spiegare perché, secondo le ipotesi di molti ufologi, quasi tutte le nazioni stellari sono contraddistinte da una totale aridità ed amoralità: è difficile, infatti, concepire una cultura che riesca a contemperare un travolgente progresso tecnologico con la dimensione etica. Il genere umano testimonia, con la sua progressiva ed inarrestabile involuzione, l’influsso deleterio della téchne da cui è l’individuo è schiacciato quanto più crede di controllarla.

Dobbiamo comunque porci delle domande provocatorie e paradossali: è possibile che alcuni uomini siano privi dell’anima, quindi non suscettibili neppure di alcun regresso, condannati ad una tragica staticità? D’altro canto, si può immaginare uno scenario in cui l’androide acquisirà una forma di consapevolezza, come rappresentato da talune opere fantascientifiche sia narrative sia cinematografiche?

Se la Coscienza sottende una diversità ontologica, significa che essa è un quid del tutto indipendente dalla materia e persino dall’intelligenza. L’intelligenza artificiale, per quanto prodigiosa, non pare sinonimo di Coscienza. Occorre qualcos’altro, un ente, la cui natura è totalmente altra.

E’ un ente su cui un tempo molti filosofi incentravano i loro ragionamenti; oggi, invece, si preferisce occuparsi di niente.

[1] Qui non ci soffermiamo sugli aspetti spaventosamente distruttivi insiti nella tecnologia, per cui si veda almeno lo studio “Le microonde, arma contro la biosfera”, 2012.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

26 giugno, 2009

Il dominio delle macchine da Atlantide a "Zeitgeist"

Una teoria del tutto minoritaria e bizzarra sostiene che in Atlantide alcuni scienziati, dopo essersi impadroniti dei segreti più reconditi dell'energia, riuscirono a costruire non solo delle armi formidabili, ma anche delle macchine tanto sofisticate e potenti che presero il sopravvento sugli Atlantidei e sulle civiltà successive.

Releghiamo pure questa ricostruzione nel novero delle fantasie: è indubbio, però, che uno scenario simile a quello descritto da Asimov, da Dick e da altri autori di fantascienza non è poi così incredibile. Esiste la possibilità teorica di un mondo futuro dominato da un'"Intelligenza" artificiale, da un supercomputer di cui gli uomini saranno periferiche biotecnologiche. E', per lo meno, quanto auspicato e prospettato da una corrente di pazzi scatenati, la corrente del transumanismo. Il transumanismo vagheggia una società in cui la tecnologia sia talmente diffusa da trasformare gli esseri umani in cyborgs (Vedi l'articolo intitolato Mutanti): è una società ipercontrollata e gestita in maniera efficiente, di un'efficienza produttivistica. E' lo scenario delineato anche nel celebre Zeitgeist e nell'appendice Zeitgeist addendum, documentari per la regia di Peter Joseph.

Qui occorre smascherare questa operazione infida e pericolosa: Zeitgeist, spacciato e soprattutto digerito da ingenui ed onnivori consumatori come un documentario che denuncia le storture del sistema politico e finanziario è, invece, un cavallo di Troia dell'esecrando sistema stesso. E' un ariete usato per aprire una breccia nella roccaforte dei ricercatori e dei cittadini non allineati, molti dei quali assumono, insieme con l'ambrosia (la corretta e più che condivisibile, ma strumentale condanna dei soprusi e degli imbrogli perpetrati dalle banche), il veleno, ossia il Venus project. Questo progetto consiste, salvo qualche ritocco di facciata, né più né meno che in un Nuovo ordine mondiale, presentato con formule linguistiche ed iconografiche accattivanti.

Non è forse un caso se Venus (Venere che allude ad un culto luciferino) si innesta sulla medesima radice di venenum, "veleno". A prescindere da ciò, la farneticazione transumanista di un mondo algidamente perfetto, tiranneggiato da una tecnologia in grado di donare persino un'immortalità bionica, attraverso il ricorso ad impianti cerebrali e diavolerie simili, trova la sua sulfurea formulazione in Zeitgeist.

Nel racconto La risposta, Fredric Brown immagina che uno scienziato, dopo anni di sudatissimi esperimenti, riesce a costruire un elaboratore talmente avveniristico da poter rispondere alla domanda per antonomasia: "Esiste Dio?" Il computer, dopo che gli è stato posto il quesito, subito dichiara: "Ora sì!"... ed incenerisce con una scarica elettrica l'uomo. Se Brown avesse tratteggiato nel suo "fulmineo" testo una situazione credibile?

Il mondo digitale in cui le persone sono eterodirette via etere, a mo' di tanti nodi di un'unica rete wireless, pare prossimo.

Shaul-Paolo o chi per lui avverte nella Lettera agli Efesini 6, 12: "La nostra lotta non è contro la carne ed il sangue, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori (Arconti) di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti del male sparsi nell’aria".

Saremmo tentati, in qualche caso, di intendere per "aria" l'etere.



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