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24 novembre, 2016

Eclissi dell’escatologia



E’ paradossale che siano le religioni ad offuscare o ad annichilire l’orizzonte escatologico, le domande sulla fine del singolo e dell’umanità. Sebbene viviamo in un’epoca che ha il sapore amaro dell’epilogo, nonostante il ricco repertorio escatologico ed apocalittico di cui dispongono le tre fedi monoteiste medio-orientali, proprio esse si concentrano in modo alquanto angusto sul qui ed ora, su un presente ingombrante e pure importante quanto vogliamo, ma effimero.

Tuttavia l’attuale età storica sembra filigranata con i segni dei tempi finali: le profezie (o programmi?) si stanno tutte adempiendo. Quali sono le cause di questo disinteresse per le cose ultime? Come si prova ad esorcizzare la paura della morte, così le gerarchie ecclesiastiche tentano di ridimensionare le fosche prospettive future per continuare ad illudere le masse dei fedeli che le organizzazioni religiose possano stornare il male che avanza. Si abbindolano i fedeli, facendo brillare davanti ai loro occhi incantati il miraggio di un avvenire migliore, grazie ai buoni uffici di chiese-cooperative.

Quanti oggi sognano di poter contrastare i piani della feccia globalizzatrice a base di guerre, crisi economiche, sconvolgimenti sociali ed ambientali! Non si sono accorti che purtroppo certi eventi devono compiersi: il libero arbitrio cui ci si appiglia è la “bugia vitale” (Nietzsche) che continua ad alimentare propositi di lotta, di resistenza. Sono propositi lodevoli, ma destinati a naufragare, perché la storia, cui potrebbe soggiacere una sua imperscrutabile logica, procede imperterrita proprio verso quelle mete paventate. Al Paradiso si accede, come Dante, dopo aver attraversato l’Inferno e conosciuto i suoi orrori.

Ci si agita, ci si affaccenda, ci si oppone, ma il risultato è simile a quello di un animale la cui zampa è presa nella tagliola: più la povera bestia tenta di liberarsi, più l’arto è lacerato e la situazione peggiora.

Sarà il caso di imparare una saggia rassegnazione, confidando, passata la bufera, in un bene maggiore di quello che si potrebbe anche solo immaginare?

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APOCALISSI ALIENE: il libro

28 novembre, 2014

Salsicce


Non riposeremo fino a quando non sarà tutto distrutto. (H. Kissinger)

Non è inusuale imbattersi in chi, anche tra i detrattori del sistema, pronuncia l'apologia del cosiddetto Nuovo ordine mondiale: la parola "ordine" esercita sempre il suo fascino, poiché evoca sicurezza, stabilità, rispetto della legge. Non manca chi ritiene che i popoli debbano essere guidati da qualcuno, in quanto incapaci di autogovernarsi. Purtroppo a governare le nazioni sono i peggiori. La concezione paternalistica del potere si sposa con le istanze dittatoriali della feccia globalizzatrice e, alla fine, le legittima. Molti sono persino disposti ad accettare un esecutivo europeo, se non mondiale, purché affronti e risolva gli atroci problemi che attanagliano i cittadini: la criminalità, la disoccupazione, la crisi economica, l'immigrazione incontrollata, le guerre tra poveri, i disastri “naturali”...

Quanti si indignano e si inferociscono quando i media mostrano la mostruosa degradazione delle periferie metropolitane! Essi si illudono che un Nuovo ordine globale debellerà la delinquenza, la miseria, le tensioni sociali. Illusi! La tirannide planetaria - che è già in buona parte realizzata - non eliminerà mai i problemi, giacché si alimenta indefinitamente delle questioni che si radicano come la benzina alimenta le fiamme. Il disordine, la povertà, i conflitti intestini sono i pretesti per ulteriori giri di vite e soprattutto l'humus velenoso su cui cresce l'orrida pianta del regime totalitario.

Se le nostre città non fossero insicure, potrebbero i governi continuamente inasprire le leggi volte a garantire la "sicurezza"? Se intere popolazioni non precipitassero nell'indigenza, quali alibi troverebbero gli apparati per decidere misure che, mentre sembrano essere concepite per arginare i problemi, li aggravano in una climax infinita verso la distruzione di ogni residua libertà e dignità?

In tale contesto è evidente che i fantocci, impropriamente definiti “politici” sono piazzati lì solo per abbindolare i sudditi e convincerli che qualcuno si occupa di loro. Non è così: i burattini, eletti o no, sono scelti affinché menino il can per l’aia e con le loro finte zuffe da galli spennacchiati intrattengano il pubblico decerebrato, mentre altri decidono per loro.

La natura del potere è squisitamente sadica e la lentezza è tratto fondamentale del sadismo. Dunque nel Novus ordo, che è caos con vaghissime sembianze di efficienza, scivoleremo un po' alla volta. Molti tra quelli che finiranno nel tritacarne crederanno fino all'ultimo momento di essere macellai e non carne per salsicce.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

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