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26 giugno, 2016

Bye-bye, Bruxelles



Il 23 giugno 2016 si è svolto il referendum per la secessione del Regno Unito dall’Unione europea (U.e. sta per Unione energumeni), il Superstato tirannico. Certamente siamo compiaciuti per il risultato della consultazione che ha decretato l’emancipazione del Regno Unito, ma sopitisi gli entusiasmi del momento, bisogna cercare di comprendere sia il vero significato di questo successo sia i possibili scenari futuri. Formuliamo tre ipotesi a proposito di quanto accaduto.

1) La scissione è un avvenimento del tutto indipendente dalla volontà della feccia mondialista, in grado di sovvertirne i piani e di creare dei problemi, per lo meno dei rallentamenti all’agenda delle sedicenti élites.

2) Lo scisma è un fatto estraneo ai progetti dei globalizzatori, ma che essi riusciranno in qualche modo a ricondurre entro il percorso da loro tracciato.

3) La defezione britannica è inscrivibile nel disegno della marmaglia che, ad esempio, nell’immediato ha ottenuto di drenare capitali dall’economia finanziaria (un’economia finta con le speculazioni, le transazioni sui titoli di debito, obbligazioni, azioni etc.), a favore di quella reale, con l’aumento del prezzo del greggio e dell’oro. L’uscita del Regno Unito potrebbe anche creare i presupposti adatti, a mo’ di bilanciamento, per l’adesione all’Unione europea dell’inaffidabile Turchia.

Ci auguriamo che Nigel Farage e gli altri intrepidi difensori delle patrie in tutto il pianeta, abbiano una visione politica lungimirante e scaltrita: la secessione deve essere solo il primo passo per rivendicare una reale autonomia, poiché è poi necessario uscire dalla N.A.T.O., dall’O.N.U. e dalle altre organizzazioni internazionali che pilotano i destini dei vari paesi. Solo in questo modo si può sperare di sganciarsi dal controllo globale, di por fine al signoraggio bancario ed alle mortali operazioni di geoingegneria clandestina.

Anche se la Costituzione italiana non contempla referendum inerenti a trattati internazionali, se si affermasse una reale determinazione, sarebbe possibile trovare qualche espediente per superare l’impasse; si potrebbe modificare l’articolo che non consente consultazioni in merito. D’altronde alcuni articoli della Carta costituzionale non sono già stati “emendati”?

Esiste il rischio che Londra, una volta abbandonata l’esecranda Europa, sia attratta nell’orbita di Washington. Viene in mente che in “1984” di Orwell, Oceania, una delle superpotenze mondiali, comprende il continente americano, l’Australia, la Nuova Zelanda, la parte centro- meridionale dell’Africa nonché l’Irlanda ed il Regno Unito. Oceania ha per capitale… Londra

E’ poi ineludibile che gli indipendentisti si oppongano in modo strenuo a tutte le iniziative che promuovono la digitalizzazione dell’identità, dei rapporti socio-economici, (sono un cavallo di battaglia del Movimento cinque stalle, falsi fautori della libertà). Se dunque non si agirà nella direzione opposta a quella seguita dal Governo sinarchico, in ogni ambito (tecnologia, attività produttive, istruzione, salute, media, ambiente...), il trionfo britannico rischia di essere una vittoria di Pirro.

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