Visualizzazione post con etichetta Tempi finali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tempi finali. Mostra tutti i post

20 agosto, 2017

Lo spartiacque



Che cosa sta per succedere? Alcuni avvertono, sebbene in maniera oscura ed indefinita, che qualcosa di decisivo sta per accadere. Purtroppo molti cadono nelle solite trappole, credendo che, complici pure ingenue interpretazioni dei pittogrammi nel grano, presto una particolare congiunzione celeste sarà foriera di un salto evolutivo e risolutivo di ogni problema.

Infinita sprovvedutezza! Se un evento determinante è prossimo ad accadere, sarà simile al 9 11, sarà un tragico spartiacque: alcuni indicano la data del 23 settembre come cruciale passaggio. In effetti, come avvenne per il giorno in cui, con un empio rito, furono demolite le Torri gemelle, in parecchie serie televisive, pellicole cinematografiche, pubblicazioni etc. è stato criptato il numero-data 239 (o 923, secondo la successione adottata negli Stati Uniti d’America ed altrove). Sarà una coincidenza, se l’isotopo più importante del Plutonio, l’elemento chimico usato negli ordigni a fissione atomica, è 239Pu che ha un periodo di dimezzamento pari a 24200 anni? Un preavviso di una guerra termonucleare?

Pare che un ruolo nodale sarà giocato dal diabolico CERN, da qualche sinistro “esperimento” condotto nel laboratorio ginevrino. Saranno accadimenti che presumibilmente trascenderanno la mera tessitura storica per afferrare brandelli di un’altra realtà, una realtà abissale, in senso proprio.

Non sono prove, ma indizi ed intuizioni, simili, però, ai segnali ed ai presagi che in passato ci condussero a preannunciare fatti poi verificatisi. [1] In ogni caso, il giorno del marchio è vicino: sarà un bivio. Dopodiché, cominciato il periodo della Grande tribolazione, non sarà più possibile tornare sui propri passi.

E’ il momento che tutti - credenti, increduli e perplessi – si preparino ad una lotta che non sarà “contro carne e sangue”, ma soprattutto di natura spirituale. I tempi, tra la noncuranza e persino la derisione degli stolti, sono maturi per la messe e non pochi saranno quelli falciati ed inceneriti.

Ancora poca sabbia nella clessidra...

[1] Ad esempio, quando Benedetto XVI, il giorno 11 febbraio 2013, annunciò la sua abdicazione, prevedemmo che sarebbe stato eletto un papa gesuita (papa nero) e che avrebbe assunto il nome di Francesco, non in ricordo di Francesco d’Assisi, che in realtà si chiamava Giovanni di Pietro Bernardone, ma in onore di Francesco Saverio, uno tra i corifei della famigerata Compagnia di Gesù.

Articolo correlato: Robert Reynouard, Regard sur la date du 239 et la recurrence du nombre 38 dans le tissage des evenements, 2015

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

28 giugno, 2017

Le apparizioni della Vergine della Rivelazione: tra spiritualità, visioni profetiche ed indizi ufologici



“Vergine della Rivelazione” è l'appellativo con cui è venerata la Madonna, in seguito alle apparizioni che avrebbe avuto, a partire dal 12 aprile 1947, Bruno Cornacchiola, nel luogo definito delle Tre Fontane a Roma. Le epifanie non sono state avallate ufficialmente dalla Chiesa cattolica, ma nel 1956 papa Pio XII acconsentì alla costruzione alle Tre fontane di una cappella per il culto, affidandone ai Francescani Minori Conventuali la custodia per gli uffici religiosi.

Bruno Cornacchiola (Roma, 9 maggio 1913 – ivi 22 giugno 2001), dopo essersi sposato, partecipò alla guerra civile spagnola come volontario nell’esercito dei Repubblicani. Convertitosi alla fede avventista, diventò un fervente anticattolico. Il 12 aprile 1947 si recò con i tre figli, Gianfranco, Carlo e Isola, rispettivamente di quattro, sette e dieci anni, nel luogo della capitale noto come “le tre fontane", così chiamato perché, secondo la tradizione, la testa dell'apostolo Shaul-Paolo, rimbalzando tre volte dopo la decapitazione, avrebbe fatto sgorgare tre sorgenti. Secondo il racconto di Cornacchiola, il figlio più piccolo, Gianfranco, era sparito nel rincorrere una palla: il padre lo ritrovò in ginocchio ed in trance davanti ad una delle grotte naturali della zona, mentre mormorava "bella signora". Gli altri due figli caddero a loro volta in estasi, genuflettendosi; il padre si avvicinò allora all’antro dove scorse la Madonna. L'uomo spiegò che ella, sfolgorante nella sua bellezza, indossava un lungo abito bianco, trattenuto in vita da una fascia rosa. Sopra la tunica portava un mantello verde che, dai capelli corvini, le scendeva fino ai piedi nudi. Disse inoltre che stringeva al petto una Bibbia.

La donna così si espresse: “Io sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti. Adesso basta! Entra nel santo ovile. Quello che Dio ha promesso è e resta immutabile: i nove venerdì del Santo cuore, che tu hai celebrato, spinto dall'amore della tua fedele sposa, prima che tu prendessi definitivamente la via dell'errore, ti hanno salvato”.

Bruno Cornacchiola racconta che, sentite queste parole, si sentì immerso in uno stato di profonda gioia, mentre nella spelonca esalava un profumo soave. Prima di accomiatarsi, la Vergine della Rivelazione gli avrebbe lasciato un segno, in modo che l'uomo non avesse alcun dubbio sull'origine divina e non diabolica della visione. La prova riguardava il futuro incontro tra Cornacchiola ed un sacerdote, incontro che occorse in seguito proprio secondo quanto preannunciato. A seguito dell'abiura, Cornacchiola fu nuovamente accolto nella comunità cattolica.

Cornacchiola raccontò di avere avuto altre apparizioni, il 6, 23 e 30 maggio; successivamente preparò un testo, in cui narrò la sua conversione.

Il 12 aprile 1980, nel trentesimo e terzo anniversario della presunta apparizione, tremila persone affermarono di aver assistito ad un prodigio “solare”.

Cornacchiola ricevette per tutta la vita sogni e visioni profetiche: dalla tragedia di Superga (1949) alla guerra del Kippur (1973), dal rapimento di Aldo Moro (1978) all'attentato al papa filo-massone, Giovanni Paolo II (1981), fino all’incidente di Černobyl (1986) ed alla demolizione controllata (inside job) delle Torri gemelle (2001).

Sono tre gli aspetti dell’intera vicenda su cui vorremmo soffermarci. Per il resto, rimandiamo alla documentazione riportata in calce all’articolo.

• Le sembianze della Madre di Gesù sono piuttosto singolari: ella fu descritta come una giovane dalla pelle olivastra e tratti vagamente orientali. E’ un’”iconografia” che si discosta da quella di molte altre Vergini apparse altrove.

• Nel trentesimo e terzo anniversario dell’epifania mariana, parecchi fedeli assistettero ad un portento “solare”, ma, come a Fatima, esse dichiararono di aver scorto un “disco” (sic) che, oscillando, cambiava continuamente colore, dal rosso, all’azzurro al verde, secondo la classica casistica ufologica.

• Caso non unico, ma infrequente, alcune predizioni sui tempi finali (le altre riguardano il crollo della Chiesa di Roma ed un conflitto nucleare) adombrano le famigerate scie chimiche (chemtrails), attraverso il riferimento a veleni sparsi nell’atmosfera e negli alimenti. A tale proposito, è molto significativa l’espressione “biancore del latte inservibile”.

Fonti:

Autore non indicato, I.S.I.S., avvelenamento dell’aria e dei cibi nel diario del veggente delle Tre fontane, 2016
C. Malanga, R. Pinotti, I fenomeni BVM: le apparizioni mariane in una nuova luce, Milano, 1990
S.Gaeta, Il veggente. Il segreto delle Tre fontane, 2016


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

13 maggio, 2017

Il cellulare ed il cielo



Dal cielo è questa penombra / che senza termine è la fede / anche dell’insetto che procede / dalla foglia immemore alla stella. (A. Zanzotto).

E’ ormai impossibile qualsiasi coesistenza, qualsiasi conciliazione: la stragrande maggioranza dell’umanità ha gli occhi fissi al cellulare; pochissimi sono ancora abituati ad osservare il cielo. Ciò avviene in senso letterale, ma pure metaforico. Il telefono cellulare, con tutte le sue “evoluzioni intelligenti” (mai l’intelligenza fu tanto sciocca), è emblema di una società adescata dalla tecnologia, anzi convertita essa stessa in un oggetto, reificata. Niente e nessuno potrà mai scalfire la massa in cui si è spento anche l’ultimo battito. Il contegno della massa non è adattamento né rinuncia, piuttosto adesione inconsapevole e piena al non pensiero unico, alla morte dell’immaginazione.

E’ indubbio: il destino ed il futuro appartengono a quell’esigua minoranza che sa ancora porsi delle domande, che non si lascia ammaliare dal canto stonato di sirene sintetiche. Il destino ed il futuro appartengono a quelli che sono capaci di indagare e contemplare: costoro, anche quando guardano il firmamento, per cogliere segni e forse presagi di quanto sta per accadere, intuiscono che lo stesso cielo cela qualcos’altro… Comprendono che “l’essenziale è invisibile agli occhi” (A. De Saint Exupery).

Essi non ignorano gli eventi, ma, in luogo di lasciarsi risucchiare dai “fatti”, passano accanto alle circostanze: guardano oltre per tentare di intravedere uno spiraglio, una fenditura nell’uniforme parete del mondo. Questa avanguardia affronta le sfide della vita, ma non ignora che il cimento più arduo è e sarà affrontare sé stessa.

Si vive così una condizione ossimorica, con la coscienza che la realtà si nutre di contraddizioni e di antitesi. Si procede attenti alle innumerevoli variabili, senza trascurare quei particolari che potrebbero chiarire l’intero quadro.

Ci si protende verso il fine della fine, consapevoli che niente è facile né gratuito, ma lasciandosi indietro le illusioni fatte baluginare innanzi agli occhi vacui degli schiavi. Sono grandi illusioni, ma più grandi saranno le delusioni.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

21 aprile, 2017

Al capolinea della Storia



Tutto è Storia, ma la Storia non è tutto.

Oltre la Storia

Quando hai eliminato il mistero dalla vita e dall’universo, hai eliminato tutto. Oggi molti pretendono di aver compresa l’essenza del cosmo, di aver rivelato lo scopo dell’esistenza grazie alla scienza o alla filosofia. Mai l’umanità fu tanto arrogante, superba. Dispiace constatare la deriva di certi ricercatori che, dopo un percorso di interessanti ricerche, sono approdati a conclusioni semplicistiche e rassicuranti. Tra una New age con sugo quantistico ed un Idealismo per i poveri, queste conclusioni si arrogano di essere esaurienti, definitive, escludendo orizzonti ulteriori.

Si è perso il valore della vera indagine che è sempre in divenire: gli stessi studi sul Cristianesimo, lungi dal riconoscere la complessità simbolica di remote esperienze culturali, le impoveriscono attraverso l’acribia di studi filologici e di esplorazioni archeologiche. E’ vero: la storiografia ci presenta scenari sovente prosaici, ma l’età antica e medievale custodiscono un tesoro di saggezza e di profondità che è difficile ascrivere solo a banali condizioni socio-economiche, la struttura di Karl Marx.

Bisogna riscoprire il mito, nel senso più alto della parola: il mito è il complesso degli archetipi che trascendono la “realtà” empirica. Certi avvenimenti evocano significati che superano il loro svolgimento letterale. La stessa vicenda del Redentore – di là dalla storicità degli eventi – alberga nel cuore di un’incoercibile esigenza a confidare in una liberazione dal male cui è crocifisso il mondo da quando avvenne la caduta.

In alcune pristine tradizioni, in primo luogo l’Orfismo, in parte confluite ed amalgamatesi nel Cristianesimo esoterico, scorrevano sorgenti che oggi sono quasi del tutto inaridite. Sono vene cui bisogna provare ad attingere, consapevoli che la materia, anche sotto la forma più rarefatta dell’energia, non esaurisce l’enigma della natura.

Vuoti vati

E’ necessario vedere nell’attuale nutrita schiera di “profeti quantistici” dei falsi profeti. Essi continuano a promettere fantastici cambiamenti, la rigenerazione della società, il Paradiso sulla Terra. Per loro è sufficiente che si consegua la massa critica, una massa che, per ragioni incomprensibili, non si raggiunge mai. Ripetono questa solfa da anni. Fandonie! Se veramente bastasse l’intenzione della coscienza per rinnovare e guarire il mondo, visto che la coscienza ignora lo spazio ed il tempo, quindi la quantità, una sola coscienza potrebbe compiere il miracolo: non ne servirebbero tante. Sarebbe come affermare che, per appiccare un incendio di grosse proporzioni, non basta un fiammifero, ma ce ne vogliono mille.

Dunque è evidente che ci mentono: è palese che non sarà l’uomo a risolvere i problemi degli uomini. Bisogna volgersi altrove: questo non significa aderire ad una religione positiva, tutt’altro, poiché le varie chiese (da quella cattolica sino alla Confraternita della Nuova era) sono contraffazioni della spiritualità. Dallo scientismo e dallo storicismo non si deve scivolare nell’idolatria. Bisogna, invece, aprirsi alla possibilità di una salvezza della storia e soprattutto dalla storia, una liberazione che non è di origine umana.

Per millenni abbiamo confidato nelle istituzioni, nei governi, nei “politici”. Con quali risultati? Non ci siamo ancora accorti che i poteri umani (tutti) sono squisitamente disumani. Eppure siamo avvelenati ogni giorno, in modo subdolo e proditorio, sia nel corpo sia nella mente, proprio da coloro che affermano di agire per il nostro bene. Dovremmo dar forse credito alle ultime leve della “politica”, spaventapasseri nuovi nuovi, atti a sostituire quelli a tal punto sdruciti che se ne vede la paglia all’interno?

Probabilmente epocali, apocalittici eventi si stanno preparando e non saranno né una setta né un partito ad affrontare le immani sfide che ci attendono.

Siamo di fronte ad un bivio: o ci lasciamo abbindolare dai vuoti vati del XXI secolo per avviarci sulla strada larga che porta al baratro o, pur con tutte le incognite del caso, ci incamminiamo verso la stretta via della perseveranza nell’attesa.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

17 aprile, 2017

Assenzio (II)



Nella lirica "Assenzio", Andrea Zanzotto (Pieve di Soligo, 10 ottobre 1921 – Conegliano, 18 ottobre 2011) coagula il senso disperso del tempo che sovrasta il mondo: l'esistenza si appiatta sotto la minaccia di un universo estraneo, profano, ostile. La stagione autunnale, con l'azzurro glaciale delle Alpi, il rosso odore del mosto ed il vento amaro, è solo l'eco vuota di una conchiglia, lo strascico di un cosmo-relitto.

La deserta stagione
nell’acqua dei cortili
le sue gioie scompone
precipita dai clivi.

Verso i monti delle alpi
torna azzurro ed assenzio
di venti, torna ai campi
la sagra del silenzio.

E il tuo freddo rimpianto
sta sui vacui confini
contro il purpureo vanto
dei mosti e dei giardini,

mentre l’astro crudele
dalle attardate sfere
rigèrmina e fedele
cresce nel suo potere.

Sigillo augusto, degna
fine, voto profondo,
spada che a morte segna
per sempre il cielo e il mondo,

delle tenebre alunno
che impietrisci l’aurora!
Nell’ombra dell’autunno
il chiuso bosco odora.


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

13 aprile, 2017

Una pura paura



Che cosa spinge Trump the pump e gli altri orrendi burattini della feccia mondialista a pigiare sul pedale dell’acceleratore con il fine di accendere quanto prima un conflitto planetario, non importa contro chi, con quale pretesto e con quali belligeranti? Forse la consapevolezza che il tempo stringe? Possibile. E’ palese che il guerrafondaio dell’Impero di U.S.A.tana mena colpi a casaccio: rinfocola odi, si accanisce contro la Siria, provoca la Corea del Nord, fomenta controversie con la Federazione russa (avversario fittizio) con cui fino a pochi mesi addietro pareva in buoni rapporti. L’importante è riuscire ad accendere la miccia.

Il clima è sempre più rovente: attentati finti e veri generano timore e senso di insicurezza nella popolazione abituata ad abbeverarsi alle fonti inquinate dei media ufficiali. Il terrore si diffonde dappertutto: stupri, rapine, omicidi, stragi, calamità “naturali” sono enfatizzati ed ingigantiti dagli organi di regime nei loro tratti più macabri ed efferati affinché la gente non si senta sicura neppure più a casa propria… casa di cui, tra l’altro, potrebbe presto essere defraudata. Quanti invocano sicurezza, protezione, legge ed ordine! Sono garanzie che il sistema sistematicamente distrugge, anche se finge di promuoverle, soprattutto perché rivendicate da cittadini sempre più spaventati, sempre più inermi. Il tutto mentre papa Imbroglio lancia messaggi sibillini sui prossimi cambiamenti...

Oggi non si governano i popoli neppure più con la costrizione, ma con la paura, una paura fuori controllo, folle, incommensurabile. Non passa giorno senza che un autocarro, in una tragica finzione, schiacci qualche passante; non passa giorno senza che bambini innocenti, in una tragica finzione, siano scorticati con armi chimiche. La verità soccombe al cospetto della dittatura televisiva, mentre l’incubo di vivere in un mondo stravolto, assediato da criminali e da minacce, abbatte le ultime barriere della razionalità.

In questo parossismo si può intravedere uno spiraglio? Il 2017 pare anno cruciale: oltre ad essere il centenario delle “apparizioni” di Fatima, è anche quello della Rivoluzione russa, sono inoltre trascorsi cinque secoli dalla Riforma luterana. Sappiamo quanto i Fulminati siano fissati con le simbologie numeriche e con le ricorrenze. Quest’anno potrebbe non passare senza offrire sorprese nel bene e nel male. La corda è molto tesa: o si spezzerà o ci colpirà in fronte... nel terzo occhio.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

01 aprile, 2017

Il crepuscolo di Lei



Su queste rovine ho puntellato il mio mondo. (T.S. Eliot)

La logica del mondo è illogica e la razionalità conduce alla follia. (Anonimo)

Ragnarok


E’ questo davvero il crepuscolo dell’umanità. E’ questo davvero il crepuscolo? Non sappiamo se la sabbia della clessidra stia per finire, ma i segni del Ragnarok sembrano moltiplicarsi. Non esiste ormai più alcuna istituzione che non sia corrotta sino al midollo, non esiste quasi più uomo che non sia stato plagiato così che, anche chi crede di agire per il bene, in realtà opera alacremente per il male: è il caso di tutti quei volontari ed affiliati alle organizzazioni non governative, associazioni a delinquere mascherate dietro propositi filantropici. Mai il potere, come in questo periodo, ha saputo dissimulare con infinita ipocrisia la sua essenza malefica, puzzolente, putrida.

Nel Medioevo riformatori ed “eretici” spesso tuonavano contro la Chiesa di Roma, perché traviata dalla simonia, dalla lussuria e dalla cupidigia di ricchezze. Oggi chi si accorge che ogni decisione dei turpi governi (tutti) è solo volta a stringere ulteriormente i ceppi? Complice la tecnologia con le sue meraviglie, il mondo sta diventando (è diventato) una prigione che noi stessi con entusiasmo costruiamo. Un tempo si era governati da deficienti; oggi da perfetti delinquenti.

Non sbaglia chi vede in questa degenerazione la longa manus (una mano ben nascosta) di entità abominevoli, siano esse le Potestà di Paolo e degli Gnostici, siano alieni malvagi: non si spiegherebbe altrimenti l’attacco subdolo ma micidiale sferrato contro la vita, la bellezza e la verità. E’ un’aggressione che si manifesta come scardinamento di ogni nobile principio, come deliberata contaminazione del pianeta. E’ un’infezione che si propaga, senza incontrare la resistenza di alcun anticorpo.

Neo-genesi

Non è la prima volta in cui si respira un’atmosfera da Basso Impero, ma è la prima in cui non splendono neppure più i fuochi fatui della decadenza. Infatti quello che viviamo non è un declino, ma una genesi subumana dell'essere homo novus, una creatura infida, malaticcia, ottusa, abulica, violenta.

Non passa giorno senza che siano offerti olocausti ad “iddii pestilenziali” (E. Montale): carneficine, omicidi sanguinari, sevizie, scelleratezze di ogni genere... eppure tutto scivola nel limbo dell'indifferenza. Non passa giorno senza che sia inscenato nel cielo lo spettacolo più obbrobrioso che occhio possa tollerare, eppure quasi nessuno se ne avvede, anzi, di fronte ad un sole emaciato ed anemico, quanti esclamano: “Che bella giornata!”. Il sole... in un passo di Rivelazione è scritto “Il quarto angelo suonò la tromba ed un terzo del sole, un terzo della luna ed un terzo degli astri fu colpito e si oscurò: il giorno perse un terzo della sua luce e la notte ugualmente”. (Apocalisse 8, 12). Questo sinistro oracolo sembra trovare adempimento nell'attuale debole attività solare, fenomeno su cui, prima della poco affidabile N.A.S.A., aveva lanciato l’allarme lo scienziato indipendente Eric Dollar. Siamo prossimi ad una nuova era glaciale, con le conseguenti carestie?

Come bolle di gas sulla superficie di un lago sulfureo, pullulano gli abbagli. Più lo scenario diventa spaventoso, più ci si aggrappa ai fili delle illusioni. Non mancano i profeti del Risorgimento: siamo ad un passo dal Paradiso. Sono sufficienti un sito New age, un manuale sul pensiero positivo, una passeggiata alla (b)aria aperta... e tutto si risolverà. In questo calderone, in codesta farcitura piena di ingredienti, dove poche intuizioni e poche verità sono impastate con molte balordaggini, si resta disorientati: Malanga, Biglino, manga giapponesi, energie, filosofie, Fusaro, fusione fredda, cerchi nel grano, grano transgenico, Arconti, conti in rosso, contatori “intelligenti”, alieni, alienati, negazionisti, sieronegativi, viaggi su Marte, martedì letterari... è un souk dove si può acquistare quello che si vuole. Come Simon Mago, possiamo pretendere di procacciarci i carismi: basta del denaro da spendere in un corso sull’autostima.

Terapia

Ammettiamolo: siamo ancora e sempre nella fase dell’anamnesi e della diagnosi. Le analisi sulla crisi e le contraddizioni del mondo contemporaneo si sprecano. Spesso sono disamine molto argute: si spazia con disinvoltura dalla politica all’economia, dalla scienza di frontiera alla magia, dalla genetica all’ermeneutica, dall’archeologia alla storia segreta... Tutti hanno compreso, hanno le risposte ai problemi ed ai quesiti che per millenni hanno torturato le menti più brillanti. Le risposte sono a portate di mano: i misteri sono stati svelati, si sono dileguati come brume evaporate per la calura. Purtroppo spesso non si va oltre le belle parole, oltre promesse che non possono essere mantenute, perché la strada non solo è stretta, ma non sappiamo neppure dove sia. In fondo, quelli che propongono ed additano strategie risolutive, al limite offrono qualche palliativo. Il limite maggiore di questi responsi risiede nel loro disconoscere il nucleo irrazionale della realtà, l'enigma del male: si squadernano prospettive, eppure sono piatte come sogliole; si costruiscono edifici maestosi, eppure privi di fondamenta. La terapia esiste, ma è, in parte, diversa per ognuno di noi: per questo nessuno può presumere di vendere il manuale di istruzioni. La terapia esiste: purtroppo, però, costa moltissimo, più di noi stessi ed è una medicina amarissima da trangugiare, infine il recipiente, dove è contenuto il farmaco, non è di “soavi licor asperso”. (T. Tasso)

Molti pensano che sia imminente la fine con il ritorno del Messia. In effetti, in qualsiasi modo la si pensi, non si può negare che gli indizi di un crollo generale, di uno strappo nel tessuto dello spazio-tempo, persino di un’epifania, si possono leggere nella filigrana degli eventi. Sono eventi che hanno preso una bruttissima piega. Così, mentre vediamo speranze macellate e sogni maciullati, ci ostiniamo a stare davanti alla finestra... spalancata.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

23 ottobre, 2016

Falene



Che cosa scrivere di originale a proposito della noia, dopo che autori come Leopardi, Pessoa e Moravia - solo per menzionarne alcuni - hanno vergato pagine memorabili su tale tema? Eppure certi soggetti sono simili ai classici, testi che non smettono mai di evocare qualcosa di nuovo: così forse si può ancora svolgere qualche riflessione circa questa materia.

Giustamente Schopenauer ritiene che la vita umana sia come un pendolo oscillante tra la noia ed il dolore, suoi elementi costitutivi. Tuttavia è spesso la prima a prevalere, perché anche la sofferenza è, in fondo, il dominio della monotonia. Così l’uggia tende a fagocitare il patimento, ad appiattirlo in un’insopportabile abitudine. In fondo, il dolore è noia ed inquietudine insieme.

Che cos’è la noia? Senza dubbio è anche non sapere come occupare il tempo; è, come suggerisce Leopardi, un sentimento sublime, la consapevolezza di quanto è misero il destino di fronte al desiderio di infinito e di senso che alberga negli “spiriti magni”. Si è che tale sublimità della noia si avverte soprattutto nelle lunghe ore vuote, inerti, inani che costellano l’esistenza. E’ un vuoto che è sineddoche di un altro vuoto, essenziale, ontologico. E’ la mancanza di prospettiva tipica di giorni che sembrano tutti uguali, ma che sono fotocopie sempre più pallide di un originale smarrito. E’ la coscienza che nessuna palingenesi è dietro l’angolo, è la speranza logorata in un’attesa senza più attese.

Sì, il cambiamento non manca, ma è un cambiamento che rima con spavento. Anche questo è noia: il pigro sdrucciolare sulla china che porta alla decadenza ed alla fine. Sono ben altri i mutamenti che gli uomini con lo sguardo fisso oltre l’orizzonte, con la fronte sul vetro in un giorno di pioggia, vagheggiano.

Anche questo è noia: constatare che tutto si trasforma con lentezza indicibile. Si chiudono gli occhi per un istante: si riaprono per accorgersi che il volto del mondo è mutato a tal punto che non lo riconosciamo più, che non ci riconosciamo più in esso.

Il tedio, in modo all’apparenza paradossale, è soprattutto nella frenesia di azioni convulse più che nella stasi. Anzi, è proprio nell’intermissione del ritmo indiavolato che la noia può assurgere ad epifania di un possibile significato: illusione? Realtà? Non lo sappiamo, ma è in quegli attimi prodigiosi, in quegli istanti di ominoso oblio che si spalanca un abisso di luce.

Mentre il tempo ed il fato sbranano la vita, lasciando solo pochi brandelli di sogni, come falene di cenere fluttuante vicino alle fiamme, sorgono le costellazioni dall’oceano del silenzio.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

20 ottobre, 2016

Avenged sevenfold, "The stage": la storia come grottesco palcoscenico di una sanguinaria tragicommedia



Nell’articolo “Un esempio di programmazione predittiva?” ipotizzammo che la canzone di Ligabue “G come giungla” potesse adombrare lo scoppio di un Terzo conflitto mondiale. Invero, il prodotto potrebbe essere solo un’esecrazione della guerra, tuttavia ci è stato segnalato un motivo che è, invece, molto esplicito, eloquente: ci riferiamo a “The stage” del gruppo rock Avenged sevenfold. Il video è, infatti, una sarcastica, impietosa panoramica della storia umana dal Paleolitico sino ai nostri giorni ed oltre…

La storia, degradata a spettacolo di burattini, è concepita (Alessandro Manzoni sarebbe d’accordo) come sopraffazione e tirannide: protagonisti del video non sono soltanto le marionette che si avvicendano sul palco, ma pure gli spettatori: essi prima sono divertiti dalle gesta cruente dei pupazzi distinti in oppressori ed oppressi, ma, con lo scorrere del tempo, intervengono dei cambiamenti. Dopo che il fumo delle esplosioni si è diffuso nel teatro, il pubblico subisce una sconvolgente metamorfosi. Infine entrano in scena i pupi dei tempi finali, tra cui Wladimir Putin e Hillary Clinton (o chi per loro). I cosiddetti potenti sono nel contempo burattinai e burattini: tengono dei fili, ma sono altresì mossi da un’entità al di sopra di loro. [1]

Un artiglio pigia un pulsante e deflagra la Terza guerra planetaria, cui subentra un inverno nucleare, preludio di una nuova preistoria, in una sorta di eterno ritorno dell’uguale.

Mai come in questo periodo sembra che le notizie circa una prossima catastrofe bellica di proporzioni internazionali siano fondate: la cronaca, pur censurata e distorta dei media di regime, lascia presagire un’epocale conflagrazione fortemente voluta e fomentata dai banchieri internazionali e dai loro controllori neri, i famigerati G.

Purtroppo le calamità si abbatteranno in maniera indiscriminata: sia i pochi uomini degni sia la moltitudine delle persone degeneri, quelle che vivono in simbiosi con il cellulare, saranno colpiti da tribolazioni inimmaginabili.

Sarebbe da considerare necessaria, persino desiderabile una scopa che spazzasse via un’”umanità” ridotta a patetica parodia di sé stessa, a volgo volgare e vuoto. Auspichiamo che, quando si compirà ciò che si deve compiere (ciò ch’ha esser convien sia), qualcuno o qualcosa agirà per separare anche all’ultimo momento il grano dal loglio... ed il loglio bruciato formerà un’immensa colonna di fumo. E’ un auspicio, quasi una speranza…

[1] Il video lascerebbe intuire che nel “duello” per la Casa bianca tra la Clinton e Trump, alla fine prevarrà la psicopatica.

Si ringrazia ^J^ per la preziosa segnalazione.

Articolo correlato: Venti di guerra, 2016

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

04 ottobre, 2016

Efficacia dell’azione pedagogica



Si ripone eccessiva fiducia nell’efficacia dell’azione pedagogica: pochissimi intellettuali dovrebbero riuscire, con il loro esempio ed i loro argomenti, ad educare le nuove generazioni e, più in generale, gli individui. Adolescenti, giovani e no, quando non sono già in loro radicati pregiudizi e comportamenti inculcati dal sistema – scolastico in primis – non nutrono un vero, spassionato interesse per la verità, per la cultura. Esistono le eccezioni che sono, però, simili a bicchieri con cui si toglie l’acqua da una nave che sta affondando e che è destinata ad inabissarsi.

Tutto congiura contro il successo di interventi formativi: l’establishment “scientifico”, la natura umana tra l’altro sempre più degradata, il tempo. Per dirozzare occorre molto tempo ed è proprio ciò che manca. E’ necessario anche insegnare la gradualità: non si può pretendere di imparare tutto subito, senza passaggi intermedi che richiedono abnegazione e tenacia. Spesso coloro che desiderano intraprendere un percorso conoscitivo manifestano una superficiale curiosità che conduce verso conclusioni affrettate, verso una comprensione parziale dei problemi, ammesso che una comprensione siffatta sia intelligenza del reale.

Bisogna instillare il discernimento con cui far capire quali sono le priorità: gli antichi dicevano “Primum vivere, deinde philosophari”. E’ un detto per lo più ignorato: ci si avventura in elucubrazioni, si formulano teorie complesse, senza neppure accorgersi che l’esistenza e la salute sono minacciate in modo spaventoso, come i residui diritti. Così, mentre immense risorse intellettuali sono impiegate per definire i presupposti del modello inerente alla Terra piatta o alla Terra sferica, il baluardo dove ormai si tenta di sopravvivere è assediato dalle feroci legioni della dissoluzione. La scala delle priorità è stravolta, dimenticando che l’essere umano quasi sempre ha un’indole pragmatica, non teoretica. Sarebbe più utile, se si avessero gli strumenti idonei, un progetto educativo globale sul signoraggio e sulla geoingegneria clandestina: il cambiamento di paradigma potrebbe essere propiziato da conoscenze che toccano nel vivo le persone, piuttosto che dal ritorno ad una visione geocentrica ed antropocentrica, Weltanschauung collegata alla dottrina della Terra piatta.

Ipotizziamo che un giorno i media di regime decidano di rivelare che il 9 11 fu orchestrato e perpetrato dai servizi segreti internazionali: quale sarebbe il feedback dell’opinione pubblica? Non crediamo che si realizzerebbe una rivoluzione copernicana nel modo di vedere il mondo; molti probabilmente esclamerebbero: “Va be’, si sapeva, qualcuno aveva sospettato che gli Americani se l’erano fatto da soli… Ma pensiamo a cose serie: votiamo P.D. o Cinquestelle?”. Figuriamoci quindi quali cambiamenti profondi potrebbe favorire l'adesione ad un nuovo paradigma.

Questo è il livello e sperare che un’azione pedagogica, pur oculata e capillare, possa conseguire un successo, è ben oltre l’utopia.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

01 ottobre, 2016

Un esempio di programmazione predittiva?



E’ stata definita “programmazione predittiva” la strategia, usata soprattutto nelle pellicole cinematografiche, con cui si preannunciano (forse si propiziano pure tramite la creazione di eggregore), in modo obliquo e subliminale eventi ideati e poi attuati dalle sedicenti élites. L’esempio più celebre riguarda l’inside job del giorno 11 settembre 2001, autoattentato preconizzato in decine di produzioni. [1]

Il vaticinio di conflitti, calamità “naturali”, operazioni falsa bandiera, “incidenti” etc. è affidato, come si accennava, quasi sempre al cinema dove le intuizioni di registi e sceneggiatori si abbinano a vere e proprie flash forward alias prolessi. Nondimeno a volte queste profezie sono disseminate in canzoni, pubblicità, fumetti e via discorrendo.

Ci ha colpito in questi ultimi tempi una composizione di Ligabue intitolata “G come giungla”: sappiamo che stelle dello spettacolo, della musica e dello sport sono quasi sempre, volenti o nolenti, figure integrate nel sistema, eppure il motivo sopra citato ha un testo che è piuttosto esplicito e, più che essere riconducibile alla programmazione predittiva, pare un avvertimento, se non addirittura una denuncia circa una nuova possibile guerra mondiale fomentata, come la Prima e la Seconda, dai banchieri internazionali, chiamati in causa senza tanti giri di parole. Gli usurai sono per di più evocati come una genìa che da tempo pilota i destini del pianeta. Siamo dunque al cospetto di un monito (che resterà inascoltato) o è solo un’operazione commerciale, nonostante il riferimento all’attualità più scottante?

Di seguito il testo della canzone: in neretto le espressioni e le frasi più incisive ed eloquenti.

G come giungla
la notte comunque si allunga
le regole sono saltate
le favole sono dimenticate

G come guerra
e giù tutti quanti per terra
non basta restare al riparo
chi vuol sopravvivere deve cambiare

E' sorto il sole su un piccolo mondo
e vecchi banchieri stanno pranzando
ti devi spingere ancora più fuori
ché qui sei cacciato o cacciatore

La polveriera su cui sei seduto
aspetta solo il gesto compiuto

e tutti fumano e buttano cicche
hai visto il fuoco come si appicca?

G come giungla
la notte comunque si allunga
le regole sono saltate
le favole sono dimenticate

G come guerra
e giù tutti quanti per terra
non basta restare al riparo
chi vuol sopravvivere deve cambiare

Il sole ti è contro ti porta la luce
non riesci a distinguere tutti i nemici
è proprio quando ti senti un po' in pace
che sa presentarsi la bestia feroce

Anche fra loro si stanno sbranando
non hanno fame ma mangiano intanto
è l'abitudine che li mantiene
così spietati così senza fine


G come giungla
la notte comunque si allunga
le regole sono saltate
le favole sono dimenticate

G come guerra
e giù tutti quanti per terra
non basta restare al riparo
chi vuol sopravvivere deve cambiare


[1] Semplificando, la “programmazione predittiva” è un progetto che è preannunciato dai mondialisti, diffondendone indizi nei media con il fine di abituare l’opinione pubblica, in modo dissimulato e graduale, ai cambiamenti che l’accadimento, una volta occorso, porterà con sé.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

26 settembre, 2016

Decomposizione



Qualcuno ha scritto ”Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. E’ un consiglio quanto mai inattuale, visto che oggigiorno la stragrande maggioranza degli uomini non vuole alcun cambiamento, anzi moltissimi sono non soddisfatti, ma entusiasti del mondo orribile che è stato costruito.

Se ormai non resta più spazio per la libertà, se la natura è stata amputata, se della cultura e della giustizia è stato fatto strame, che importa? L’importante è che si possa disporre di un cellulare o di qualche altro marchingegno per essere sempre connessi, mentre il wireless ti uccide lentamente. E’ sufficiente un programma televisivo becero per massacrare la psiche della massa, per incatenarla ad una schiavitù tanto più amata quanto più è repressiva. L’unico cambiamento agognato è nella direzione di una tecnologia formidabile, quella tecnologia che strappa l’identità.

Intanto l’attualità continua a subissarci con le sue tragedie, ma esse più che indignazione o empatia, oggi generano disgusto. Ovunque ci si volti, ovunque si vada, si trovano solo ragioni di nausea, di noia, di insofferenza.

Resta – è vero – un’aristocrazia intellettuale che potrebbe additare qualche risoluzione, ma questa élite non è compresa e, se lo fosse, sarebbe motivo di apprensione. La misantropia è l’unico modo di rispettare l’idea di umanità, mentre i rapporti umani sono diventati spesso disumani. Resta – è vero – la speranza per credere che l’impossibile diventi possibile, salvo poi accorgersi che l’impossibile è destinato a restare tale. Il sogno di una palingenesi si sgretola nell’indifferenza e nell’ignavia.

La nostra società è ormai decomposta, affetta da una malattia dello spirito che non conduce ad una morte rapida, piuttosto ad un’agonia lentissima e penosa. È una decadenza senza grandezza, senza i bagliori corruschi degli ultimi aneliti, delle ultime creazioni. La società è una palude mefitica i cui miasmi ammorbanti sono appena coperti da fragranze sintetiche.

Ci sembra di vivere sotto l’imperio della fatalità, ma potevamo immaginare che il fato fosse così fatuo?

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

10 agosto, 2016

Petrus Romanus?



Il potere ha tanti volti, ma un’unica anima... nera.

Stando alle profezie (autentiche?) di San Malachia, l’attuale papa, il centesimo ed undecimo della serie, è l’ultimo della Chiesa cattolica. È noto che il monaco identificò ciascun pontefice con un breve sintagma: Francesco sarebbe Petrus Romanus. E’ un epiteto che, a differenza di molti altri, risulta generico e comunque inidoneo a contraddistinguere l’attuale vescovo di Roma. [2] Petrus di per sé pare riferirsi ad un papa tout court, come l’aggettivo Romanus. Bergoglio forse non è stato neppure eletto dal conclave in modo regolare, inoltre Benedetto XVI è ancora pontefice: abbiamo quindi uno pseudo-papa (il falso profeta?) ed un “pontefice emerito”.

Chi è veramente poi Bergoglio? Ci sembra il “Sommo Sacerdote” della futura esecranda chiesa mondiale, vista la sua politica “ecumenica” e demagogica nei confronti dell’Islam e del Giudaismo. E’ la trista Confraternita neo-babilonese in cui paiono destinate a confluire per lo meno le tre religioni medio-orientali: la fede maomettana, l’Ebraismo ed il Cattolicesimo, tutt’e tre culti arcontici in cui, tuttavia, come in un’emulsione, restano gocce di spiritualità. Dunque potrebbe essere qualcun altro il "vicario di Cristo", l’ultimo? I giochi e le lotte di potere all’interno del Vaticano ci riserveranno forse ancora qualche sorpresa…

[1] “In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus qui pascet oves in multis tribulationibus; quibus transactis, civitas septicollis diruetur et Judex tremendus iudicabit populum suum. Finis”. “Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà [un] Pietro [il] Romano che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dai sette colli sarà distrutta ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Fine”. Alcuni esegeti opinano che la città sui sette colli non sia Roma ma Gerusalemme.

[2] En passant osserviamo che l’espressione designante Giovanni Paolo II, ossia De labore solis, a nostro parere, non rinvia al prosaico fatto che egli proveniva dall’Europa orientale, ma all’oscurità che colui impersonò, poiché Karol Woytila fu un collaboratore della C.I.A. e strenuo fautore del Novus ordo seclorum.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

10 giugno, 2016

Varchi

Il compianto John Mack, nel volume “Passaporto per il cosmo”, riferisce il racconto di Isabel, una rapita che “ha vissuto diverse esperienze in uno stato percettivo insolito o alterato. Un giorno, all’inizio del 1998, ella era in treno con un amico. Seduto nel loro scompartimento c’era un uomo o meglio una ‘creatura’, come l’ha definita Isabel, che guardava davanti a sé come un comunissimo essere umano. Guardando, però, con la coda dell’occhio la testimone rimase impietrita. Infatti in quell’istante, in luogo del passeggero, la testimone vide un enorme insetto senza braccia: somigliava ad una mantide religiosa o a qualcosa del genere.

Isabel raccontò all’amico quello che aveva scorto e, data la sua incredulità, ripeté la prova. Osservò lo sconosciuto frontalmente e poi di sfuggita, con la coda dell’occhio, e lo rivide cambiare aspetto. Si domandò se quell’uomo non fosse in grado di creare un’illusione visiva percepibile solo da chi voleva lui”.

Osserva l’autore: “L’alterazione della percezione spazio-temporale, che contraddistingue molti rapimenti alieni, si associa spesso alla sensazione di penetrare in una realtà o dimensione diversa”.

Nel vasto campionario delle abductions e dei fenomeni collegati, lo specialista estrapola un’eccezionale resoconto che riesce almeno in parte a spiegare in che modo si verifica quella circostanza paradossale per cui un ente materiale attraversa un altro oggetto solido.

Ecco a tale proposito la testimonianza di Karin: “Passare attraverso la finestra è un’esperienza dolorosissima, perché, per permettere ad un corpo solido di penetrare un altro corpo, gli alieni devono modificare la nostra stessa vibrazione ed è esattamente quello che fanno. Quando si passa attraverso un muro o una finestra, è come se tutte le molecole cominciassero… Ci si sente quasi separati da sé e poi ci si ritrova sul fondo di questa cosa (?) che in qualche modo è viva (?), infine distesi su un tavolo. Credo che solo in quel momento gli alieni smettano di alterare la nostra vibrazione, dopo averci condotti attraverso diversi piani spaziali e temporali, finché non ci manifestiamo fisicamente nel loro livello”.

La sagace benché frammentaria relazione di Karin ci induce a ritenere che in parecchie occasioni gli Altri prelevino non il soma vero e proprio, ma quello che è denominato “corpo astrale”: esso trapassa la materia per mezzo di una sorta di scomposizione e ricomposizione molecolare, come lascerebbe supporre il ragguaglio in esame?

Le due testimonianze qui riassunte ci spingono ad apparentare taluni vissuti ufologici ai cosiddetti viaggi astrali che implicano l’attraversamento di pareti, porte, vetri etc. Sono altresì situazioni in cui la percezione del “reale” e delle sue numerose sfaccettature subisce notevoli cambiamenti, soprattutto in merito alle coordinate cronotopiche ora, per così dire, stirate ora contratte, spesso annullate, un po’ come accade nei sogni.

Così la xenologia può aprire varchi sul regno dei sogni… o degli incubi.

Fonte: J. E. Mack, Passaporto per il cosmo, 1999, pp. 74-75

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

01 novembre, 2015

Assolutamente



Ormai ci si imbatte sempre più spesso nell’abominevole “Assolutamente”. Donde sia spuntato questo mantra e perché si sia diffuso a macchia d’olio è difficile da comprendere. Fatto sta che l’avverbio ormai impazza e non ce ne liberiamo più: “giornalisti”, “politici”, “esperti”, persone comuni a qualsiasi domanda rispondono con “assolutamente” oppure per giunta con “assolutamente sì” o “assolutamente no”. Il lessema è usato come sinonimo di “certo”, “senza dubbio”, “affatto”, ma ormai è anche fine a sé stesso. Il vaniloquio degli hollow men alla fine ruota attorno a due o tre luoghi comuni, infarciti di codesta parola-intercalare che, con la sua lunghezza e la s geminata, forse aiuta a colmare il vuoto da cui è fagocitato il nostro decadente corpo sociale. Non abbiamo più alcunché da dire: possiamo dichiarare soltanto la nostra assoluta relatività, anzi trascurabilità.

Anche “assolutamente” è un segno dei tempi, come gli ormai quasi estinti “cioè”, “ovviamente”, “voglio dire”…: sono tempi in cui l’incommensurabile numero di parole che invadono lo spazio della “comunicazione” è poco più di un borborigmo.

Si racconta che Diogene andasse in giro con una lanterna per cercare l’”uomo”: il filosofo cinico intendeva in quel modo irridere i pensatori secondo cui esiste un archetipo “uomo” di cui i singoli sono accidenti.

Oggi qualcuno ancora si ostina a cercare un’ombra di humanitas tra la gente, ma è impresa vana. La maggioranza degli uomini non è formata da individui malvagi, bensì da ignavi. Basta camminare per strada: si incrociano non esseri coscienti, ma quasi sempre sagome senza identità. I volti sono vuoti, piatti, inespressivi. Oltre quelle superfici il niente. Le silhouettes si muovono sotto un cielo d’asfalto, percorrendo strade senza direzione, con la testa incollata al cellulare. Si ha il sentore che siano esistenze abortite nel cimitero della storia.

Articolo correlato: Umanità?, 2015

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

24 ottobre, 2015

Il monumento a Washington codifica l’Armageddon?



Il monumento a Washington è un obelisco di marmo, eretto a Washington D.C. per commemorare George Washington, padre fondatore e primo presidente degli Stati Uniti d'America. La costruzione dell’obelisco cominciò nel 1848 su progetto dell’architetto Robert Mills. Alta 169 metri, l’opera fu aperta al pubblico il 21 febbraio 1885.

Poiché George Washington fu, come altri padri fondatori, affiliato alla Massoneria, (una Massoneria non ancora infiltrata e traviata?), il monumento a lui dedicato non ha mero valore commemorativo, ma, stando ad alcuni ricercatori, codificherebbe, tramite i suoi piani, gli stadi e le svolte principali della storia moderna e contemporanea dalla caduta dell’Impero romano d’Oriente nel 1453, quando Bisanzio fu espugnata dai Turchi, fino all’anno 2022. Il 2022 sarebbe l’anno conclusivo della civiltà (?) umana (?), preceduto da un periodo di sconvolgimenti ambientali, politici e socio-economici culminanti nell’Armageddon, la battaglia finale tra le schiere della Luce e le armate delle Tenebre. Il teatro dello scontro decisivo è, nelle varie tradizioni, la Palestina. [1]

Davvero il 2022 sarà un anno spartiacque o capolinea? Il mondo è in subbuglio e non è improbabile che il Medio Oriente sarà il focolaio del Terzo conflitto mondiale vagheggiato nel cosiddetto carteggio Pike-Mazzini. Che siamo prossimi ad un cambiamento epocale è possibile; che questa società sia ormai del tutto perduta e non riformabile è certo.

[1] Anche la piramide effigiata sulla banconota da un dollaro cripterebbe gli snodi della storia contemporanea. Essa è considerata simbolo massonico, anche se fu ideata dal gesuita Athanasius Kircher.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

22 febbraio, 2015

Iside velata

La storia ama ammantarsi di simboli. Così anche il sedicente "califfato islamico", l’I.S.I.S., adombra, come hanno notato alcuni accorti autori, per mezzo del suo acrostico, la dea egizia Iside. I vessilli neri di Al Baghdadi evocano il lato notturno della realtà, quel lato oscuro che la dea primigenia incarna in una delle sue innumeri, mutevoli ipostasi.



Siamo ormai giunti ad una cruciale fase delle vicende “umane” la cui natura emblematica, abilmente offuscata dietro una cortina di pretesti economici e politici, si palesa in una simbiosi tra verità e finzione, tra dura razionalità ed eterea fantasia. Tutto è simbolo, poiché, in senso letterale, tutto è gettato insieme, saldato, fuso in un denso coagulo.

E’ questa un’era di angeli furiosi e di demoni patetici, un’epoca in cui la ferocia stessa è coperta da una glassa dolcissima sino ad essere stomachevole. Oggi ogni cambiamento, per quanto spaventoso, si insinua con la soavità di un sopore. E’ in questo modo che, quasi inavvertito, il microprocessore, si infila sottopelle, con la lieve, quasi piacevole trafittura di una sinistra iniziazione. E’ in questa maniera che l’umanità affluisce verso il cimitero delle macchine, come se si riversasse nei Campi Elisi.

Oggidì la Coscienza, là dove ne sopravvive una larvale ombra, non riesce a destarsi da un sonno popolato di incubi setosi.

Si è innescata una reazione a catena e di questa catena non troviamo l’anello debole.

Siamo prigionieri della precarietà, tutti contratti in un hic et nunc che ci stringe sino a strangolarci. Le nostre vite sono spanate: continuano a ruotare su sé stesse a vuoto, senza interruzione.

Solo un drappello di uomini oggigiorno interroga il mondo, cerca di comprendere la morfo-sintassi del reale, le regole dell’universo. Invano, perché la grammatica di Dio conosce solo eccezioni. Che cosa può offrire la filosofia? La filosofia è il gancio cui ci aggrappiamo per non precipitare nell’abisso, ma quel gancio è confitto nel nulla.

Mai come in questi tempi crepuscolari, la storia collettiva si incunea nell’esistenza individuale. Siamo incastrati in un meccanismo impazzito: dal sangue che sprizza dagli arti stritolati comprendiamo che la fine è prossima, ma che siamo noi ad essere i vivi.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

AddThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...