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13 febbraio, 2017

The November man

The November man” è una pellicola del 2014 per la regia di Roger Donaldson.

Peter Deveraux, (Pierce Brosnan) ex uomo di punta dell'"Intelligence" statunitense, conduce una tranquilla ed elegante vita in Svizzera. Quando è convinto a rinunciare al suo buen retiro per compiere un'ultima missione, si trova a dover proteggere la giovane Alice Fournier, custode di segreti scottanti. Deveraux diventa allora il bersaglio di un agente (Luke Bracey) di cui è stato mentore. Conscio della possibilità che un infiltrato agisca all'interno della C.I.A., il protagonista ricorre a metodi estremi per salvare sé stesso, la donna e per snidare la talpa.

“The November man” è un’opera adrenalinica e dal ritmo serrato in cui l’azione è intercalata ad una buona pittura dei due agenti amici-nemici, fotografati nella loro ambivalenza morale: spregiudicati, eppure non privi di umanità. Il film colloca al centro delle disavventure la volontaria Alice Fournier, la splendida e versatile attrice ucraina Olga Kurylenko. La donna, tallonata da ubiqui sicari, è costretta dalle circostanze a confrontarsi con un istinto di vendetta che la conduce sull’orlo della tragedia.

L’interesse maggiore del lungometraggio risiede nell’esplicita denuncia delle operazioni falsa bandiera (false flag) per opera della C.I.A.: dopo la disgregazione dell’Unione sovietica, il Caucaso è teatro di sanguinari conflitti e loschi traffici con importanti funzionari della famigerata agenzia che architettano atti terroristici con il fine di destabilizzare la regione, lucrando nel contempo sulle attività criminali.

Lo stereotipo della figlia del protagonista rapita dai suoi avversari per costringere Deveraux a venire a patti è forse l’unico limite di una produzione altrimenti incisiva, un buon connubio tra intrattenimento e riflessione su una realtà politica internazionale irrimediabilmente corrotta.

Scheda del film

SOTTOGENERE: azione
ANNO: 2014
REGIA: Roger Donaldson
ATTORI: Pierce Brosnan, Olga Kurylenko, Luke Bracey, Bill Smitrovich, Will Patton, Eliza Taylor, Lazar Ristovski, Caterina Scorsone, Patrick Kennedy
SCENEGGIATURA: Michael Finch, Karl Gajdusek
FOTOGRAFIA: Romain Lacourbas
MONTAGGIO: John Gilbert
MUSICHE: Marco Beltrami
PRODUZIONE: Pierce Brosnan - Das Films, Envision Entertainment, Irish DreamTime, Merced Media Partners, No Spies, Solution Entertainment Group
PAESE: Stati Uniti d’America

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

11 febbraio, 2017

I versi sulla speranza del poeta persiano Gurgani

Il poeta persiano islamico Fakhr al-din As’sad Gurgani è un autore della cui vita si sa pochissimo: a lui si deve un poema-epico-cavalleresco composto intorno al 1054.

I suoi magnifici versi sulla speranza meritano di essere riportati.

“Speranza, dolcissima speranza, desiderio dei giorni./ Solitudine, noia, eppure speranza,/ speranza, salda certezza,/ speranza, acqua di vita […] Oh, cuore giardiniere, magnifico rosaio! / Contadino devoto di un amore casto e insonne, / che poti, zappi e speri, / col palmo pieno di spine, / perché un giorno vedrai la gloria delle rose”.

“Desiderio e speranza: d’essi / solo sentiamo grande bisogno / noi qui di questo mondo. / Finché s’accende il sole, / finché la luna è bianca, / voglio amare e sperare in questo amore”.

“Sono un ramo ed ho sete, /cielo annuvolato. / Sono straniero e fitta / mi dimora nel cuore la nostalgia. / Chiedo di te sull’orlo / dei sentieri al passante; / quello mi risponde: ‘Rinuncia al tuo anelito vano. / Sarà disperato chi tanto spera”.

L’intuizione di Gurgani è scintillante: la speranza è non solo insopprimibile sogno del cuore, sempre vano, eppure sempre risorgente, ma pure sentimento contiguo alla disperazione.

William Shakespeare, anzi John Florio nel dramma “La tempesta” scolpisce l’identità tra speranza e disperazione: “La disperazione significa una speranza così alta / che neanche l’ambizione riesce a guardare più in alto / e anzi dubita di ciò che ha già scoperto”.

Che cos’è la speranza? Attesa senza aspettativa alcuna, futuro senza avvenire, seguitare ad affacciarsi sull’orizzonte del mattino, anche quando è sempre buio. La speranza tende l’anima in modo parossistico, stira i legamenti, strappa i tendini. Essa è un letto di Procuste, un tenebroso inferno appena rischiarato dal raggio di una stella cadente. La speranza è la dimora degli uomini che non si rassegnano all’ineluttabilità del male. E’ labirinto senza uscita, ma dove continuiamo ad aggirarci. La speranza è disperazione, sguardo lucido, disincantato sul mondo. La speranza è attraversare la notte infinita, invece che rinunciare ad inoltrarvisi.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

08 febbraio, 2017

Resurrezione



E’ inevitabile: simili ad erbe infestanti, alla polvere che subito tende ad accumularsi, dopo che una superficie è stata pulita, simili alle increspature di un foglio mal incollato su un altro, risorgono le illusioni.

Non è bastato che il vagheggiato 2012 si sia rivelato poco più di uno spartiacque simbolico: molti ancora si aggrappano alla chimera di un’imminente palingenesi. Non basta che la situazione planetaria e nazionale degeneri ogni giorno di più: quanti continuano ad ingannarsi, convincendosi che l’astro di un nuovo “uomo politico” porterà la luce!

Qualcuno ritiene prossima la Parousia del Redentore, qualcuno sogna un mondo emancipato dalla schiavitù nei confronti dello Stato-Leviatano, grazie ad una non meglio definita presa di coscienza. Altri confida nella "legge dell’attrazione", altri nella forza del “pensiero quantico”, altri nell’avvento di salvatori cosmici.

Ci chiediamo: dov’è il confine tra allucinazione e speranza? Quante illusioni, così amorevolmente coltivate, saranno mietute dalla falce del destino? Quante ne resteranno, dopo che sarà finita la breve primavera del sogno? Quante ali saranno spezzate dalla burrasca?

La consapevolezza che la fine dell’attuale detestato sistema non è dietro l’angolo non significa negare la possibilità di un reale cambiamento, ma rammentare che la strada è ancora lunga e tortuosa, piena di insidie ad ogni svolta. [1] Soprattutto significa ricordare che nulla ci è elargito senza impegno e sacrificio, senza aver percorso sino alla fine il cammino che la sorte ha tracciato per ciascuno di noi.

[1] E’ necessario, prima di costruire una nuova società, sovvertire lo status quo. La domanda è la seguente: in che modo? Ci occuperemo del tema, appena possibile.


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APOCALISSI ALIENE: il libro

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