
I cipressi stanno morendo: come tristi vegliardi scrutano rassegnati il cielo vuoto, opaco. Con volo ebbro, sola una rondine sega il cielo arido, sfregiato da bianche cicatrici. La luce soffoca dietro un velo: ansima debole sui declivi. Rotola un tuono metallico sulla città, cimitero dei vivi. Serrati nella notte di piombo, si sbriciola la cenere dei nostri sogni.

