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02 luglio, 2016

La Fenice



Pochissimi hanno compreso il vero significato della secessione britannica: fra questi Zen Gardner che, in un documentato e lungimirante articolo intitolato “Why the globalists are demolishing the E.U. and what its replacement will look like”, 2016, dimostra di aver intuito i veri piani degli Ottenebrati.

Prima di accennare ai contenuti dell’editoriale sopra menzionato, è necessario ribadire che ormai in politica termini come “comunista”, “socialista”, “fascista”, “liberale” etc. hanno perso ogni significato, se mai l’hanno avuto: oggi sopravvivono solo due ideologie, il mondialismo e l’antimondialismo. Bisogna anche ricordare che non ha alcuna raison d'être un assetto multipolare, poiché i governi nazionali sono diretti da un’unica regia che usa le effimere e fittizie contrapposizioni tra unioni con lo scopo precipuo di instaurare un esecutivo mondiale tirannico sotto l’ombrello dell’O.N.U. (Organizzazione dei nazisti uniti). Questa è la cornice in cui vanno collocate le interpretazioni delle dinamiche politiche, economiche e sociali.

L’indebolimento dell’Unione europea è quindi funzionale ad una destabilizzazione sociale, produttiva e monetaria (ab chaos ordo), serve a creare i presupposti di una moneta planetaria, naturalmente digitale, idea già vagheggiata nel 1988 per il 2018 dall’orribile testata “The economist”. La disarticolazione degli Stati Uniti d’America e più in generale delle nazioni occidentali, rimpiccioliti a stati-regioni multietnici (vedi il piano Kalergi), è il presupposto per il rafforzamento dell’O.N.U. destinata ad ergersi come Superdittatura globale. [1]

Non esiste un Nuovo ordine mondiale “buono”, quello dei B.R.I.C.S., contrapposto ad un Nuovo ordine mondiale cattivo, quello israelo-europeo-nordamericano: il progetto prevede che Russia e Cina, attraverso crisi reali o finte, rinuncino per gradi alla loro moneta e che cooperino all’abbattimento delle frontiere tra superpotenze.

Stando a Zen Gardner, la Tirannide globale nascerà dalle ceneri delle Unioni attuali: per questa ragione sull'infame copertina della pubblicazione “The economist” (2015) sono raffigurati i principali leader del globo in grigio, insieme con l’immagine della mitica Fenice che risorge dalle sue grigie ceneri. Nel novero dei boiardi si trova Putin (o un suo clone) il cui ruolo non è certo quello di elargire ai popoli la libertà e la pace contro i malvagi di U.S.A.Tana & co.: Putin sarà presumibilmente sfruttato per portare le relazioni tra Oriente (Gog e Magog) ed Occidente ad un punto di rottura affinché deflagri la tanto agognata (da loro) Terza guerra planetaria.

Questo è lo scenario paventato da Gardner e da chi scrive: come lui possiamo solo augurarci che il classico granello faccia inceppare il mostruoso congegno. Altrimenti, si salvi chi può...

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APOCALISSI ALIENE: il libro

22 agosto, 2015

China crisis



11 agosto 2015: il governo cinese decide di svalutare lo yuan dell’1,9 per cento, generando pesanti onde d’urto sulle borse mondiali e sull’economia statunitense.

12 agosto 2015: la città di Tianjin è colpita da un’arma del Pentagono "Rod of God", un dispositivo bellico che dallo spazio può centrare qualsiasi bersaglio sulla Terra. Sono distrutti sei isolati della città, dove si trovano alcuni depositi per lo stoccaggio di composti chimici.” Così scrive Mike Adams.

La rovina è immane, numerose sono le vittime anche tra i vigili del fuoco: essi, accorsi sul teatro dell’esplosione, per spegnervi il gigantesco rogo, sono investiti da una seconda, micidiale deflagrazione.

Mike Adams di "Natural news" ipotizza che il disastro non sia stato un incidente, ma una ritorsione dell’esecutivo statunitense contro Pechino che, per ridare fiato ad un’economia in affanno, ha deciso di deprezzare lo yuan in modo da favorire le esportazioni. Naturalmente quella di Adams è solo una congettura, suscettibile di essere verificata o smentita, comunque suffragata da molti e convincenti indizi. L’autore riferisce di dissidenti cinesi che vedono nella sciagura un attacco perpetrato da Washington: questi dissidenti, però, bollati dalle autorità cinesi come “teorici del complotto,” sono stati minacciati ed è stato intimato loro di tacere.

Perché avviene ciò? Se davvero gli Stati Uniti sono gli autori del misfatto, perché Pechino non muove le sue accuse contro il suo principale "rivale" economico? Per rispondere bisogna in primo luogo analizzare lo scacchiere economico e finanziario internazionale, in cui l’apparato produttivo di ciascuna superpotenza è legato a doppio filo a quella delle altre. Ad esempio, l’ex Celeste Impero detiene gran parte del debito pubblico statunitense. Se gli U.S.A. dovessero fallire, la Cina si ritroverebbe con carta straccia. Questo chiarisce perché le guerre commerciali, nell’ambito del turbocapitalismo mondializzato, non sono guerreggiate, limitandosi a qualche colpo basso di natura tattica. D’altronde quante imprese occidentali hanno delocalizzato gli stabilimenti in Estremo Oriente pur di sfruttare una manodopera a basso costo e non sindacalizzata! La caduta di un gigante trascinerebbe con sé nel baratro altre nazioni, con un effetto domino, giacché globalizzazione è sinonimo di interdipendenza, una precaria e fragilissima interdipendenza. La bancarotta di uno stato o di un altro non conviene, almeno per ora, ad alcuno: né alle multinazionali né al complesso militare né ai vari governi. Si persegue un equilibrio globale che permetta di privatizzare e massimizzare i profitti, scaricare i debiti sui cittadini, proletarizzare i ceti medi, trasformare gli operai in schiavi, spolpare le risorse naturali per tirare avanti in questo modo fino a quando la corda non si spezzerà.

Questo è il cinico piano a breve termine: esiste, però, un progetto a lungo termine che ci è illustrato dallo studioso John Coleman. Questo disegno prevede: “Un unico governo mondiale ed un unico sistema monetario, sotto l’egida di plutocrati non eletti. Questa Entità globale porterà alla riduzione demografica per mezzo di malattie, conflitti, carestie, con il fine di stabilizzare la popolazione in un miliardo di persone: sarà questo il numero utile alla feccia, nei settori che saranno strettamente e chiaramente definiti.

Non esisterà nessuna classe media: esisteranno solo i governanti ed i servi. Tutte le leggi saranno uniformi nell'ambito di un complesso giuridico di tribunali internazionali che applicheranno lo stesso codice di leggi. Sarà insediato un Governo mondiale con un'unica forza di polizia ed un unico esercito per far rispettare le leggi in tutti gli ex paesi dove esistevano i confini nazionali. Il sistema sarà attuato sulla base di uno stato sociale: coloro che saranno obbedienti e sottomessi al Potere mondiale saranno premiati ed avranno i mezzi per vivere; coloro che si ribelleranno saranno dichiarati fuori legge e/o semplicemente moriranno di fame e saranno così un bersaglio per chiunque desideri ucciderli. La proprietà privata non esisterà più, perché sarà vietata, così come saranno proibite le armi da fuoco e qualsiasi altro tipo di armi".

E’ evidente che una crisi cinese sarebbe il preludio di un collasso statunitense, a sua volta prodromo di un tracollo pressoché generalizzato. La Terza forza (quella dei nerovestiti che hanno il loro portavoce in un piazzista argentino?) lascia pure mano libera ad U.S.A.tana, acconsente, fino ad un certo punto, che i vari potentati si scannino fra loro, poiché il caos politico, sociale, economico e persino climatico è il necessario presupposto per la progressiva, quasi indolore instaurazione della Tirannide finale. E’ soltanto questione di tempo... un tempo che congiura contro di noi, ma forse anche contro di loro.

[1] Che l’esplosione sia stata un attacco o la conseguenza dell’incuria che contraddistingue le istituzioni ad ogni latitudine, la sostanza delle cose non cambia: siamo sempre al cospetto di una tragedia, una delle tante...

Fonti:

- Naturalnews
- Ningizhzidda

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

28 luglio, 2014

Other B.R.I.C.S. in the wall: strategie globali per una dittatura planetaria?


Nota: il presente testo non vuole essere per nessuna ragione una difesa delle cosiddette "democrazie occidentali" né tanto meno dei diabolici Stati Uniti d'America.

Sono stati raggruppati in una sorta di acronimo, B.R.I.C.S., ossia Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa. Sono paesi rampanti nell’economia del mondo globalizzato: ricchi di risorse naturali, di manodopera a basso costo, poco o punto sindacalizzata, dinamici nella finanza, i B.R.I.C.S. sono formidabili concorrenti di Stati Uniti, Unione europea, Giappone. In particolare gli Stati Uniti, pur essendo ancora tra le maggiori potenze militari, stanno attraversando una grave crisi economica e sociale, ma soprattutto di immagine a livello internazionale. Non sono più percepiti come il paese delle opportunities né i difensori della “democrazia”, ma come uno stato canaglia che esporta guerre e distruzione in ogni angolo del pianeta. Dominato da un’élite tanto ottusa quanto feroce, gli U.S.A. cercano di procrastinare il crollo del dollaro, con politiche che incrementano un debito pubblico abnorme, inimmaginabile.

E’ questo, a grandi linee, lo scenario geo-politico odierno, ma sarebbe un errore ritenere che l’assetto sia multipolare (B.R.I.C.S. contro i paesi occidentali). Lo è, ma solo in apparenza. Infatti i banchieri internazionali (e coloro che li manovrano su cui qui non ci soffermiamo) non sono animati da alcuno spirito patriottico e nemmeno sciovinista: essi dirigono il film come un regista sul set dirige gli attori, il “buono” contro il “cattivo”. Come in una pellicola, è tutta una finzione. Ai banchieri non interessa se l’egemonia appartenga agli Stati Uniti o alla Russia: essi controllano il denaro, i governi che non governano, gli apparati produttivi. A loro interessa instaurare un unico esecutivo planetario, fomentando odi e divisioni in ogni dove.

Che cosa sta succedendo in Israele e Palestina? Dopo l’uccisione di tre coloni ebrei per opera di non si sa chi (un false flag?), il governo di Netanyahu ha trovato l’alibi per scatenare l’inferno. Hamas ha risposto con il lancio di missili su alcune località israeliane. Ecco che subito l’opinione pubblica si schiera, con uno dei due contendenti. E’ evidente, però, che qualcuno molto in alto (i vertici israeliani e palestinesi stessi, che poi non sono, a ben vedere, né israeliani né palestinesi) è in combutta per creare le premesse di una terza guerra mondiale, secondo i programmi enunciati nel carteggio Pike-Mazzini. Come sempre i popoli sono due volte danneggiati: in primo luogo Palestinesi ed Israeliani sono massacrati (chi più chi meno), inoltre sono indotti a credere che la loro dirigenza li difenda dai nemici malvagi. Certo, alcuni hanno maggiori responsabilità rispetto ad altri, ma nessuno nelle alte sfere è innocente. Lo stesso papa Imbroglio che, a parole, tuona contro le ingiustizie e gli eccidi, se non è un congiurato, è per lo meno un inetto, incapace di opporsi ai guerrafondai. Che cosa ci si può aspettare d’altro canto da un pontefice massone?

Insomma i criteri storiografici per comprendere gli eventi devono essere rivoluzionati: alla concezione orizzontale della storia bisogna sostituire quella verticale. Non solo, le vere radici delle dinamiche storiche non sono tanto le cause profonde, intermedie ed occasionali (i precipitanti), ma stratagemmi come le operazioni false flag e gli inside jobs. Si pensi all’incendio del Reichstag, rogo ideato dai nazionalsocialisti e di cui furono accusati alcuni comunisti olandesi: fu un inside job che permise ad Hitler di accelerare la sua scalata al potere. Fu un espediente molto efficace. Perché oggigiorno i mondialisti non dovrebbero ricorrere a questo collaudato strumento per perseguire i loro piani di dominio? Squadra che vince non si cambia, tattica che funziona neanche.

Dopo la Seconda guerra mondiale gli usurai apolidi non esitarono a strappare il testimone della supremazia mondiale al Regno Unito per darlo agli Stati Uniti. Oggi sono in procinto di consegnarlo alla Russia o alla Cina, comunque ad uno stato che dubitiamo creerà il paradiso sulla terra. O forse la Cina è un modello di democrazia? I B.R.I.C.S. sono, pur con qualche differenza, altri mattoni nel muro, il muro dell’inganno e della sopraffazione. Vero è che, complici anche molti “giornalisti”, essi paiono come il fronte che addirittura si oppone al Novus ordo seclorum. Non sarà, invece, un’altra azione gattopardesca? L’opinione pubblica in ogni caso è indotta a schierarsi sino all’astio ed alla vendetta: vuoi che a farsi sgozzare, decapitare, squartare e sbudellare sul campo di battaglia sia un presidente della repubblica o un primo ministro? Non sia mai! E’ sempre è solo il soldato di leva o quello convinto dalla propaganda a sacrificare la sua vita sul fronte per gli strozzini, pardon per la patria. Aggiungiamoci poi le numerose vittime tra i civili (i famosi danni collaterali) e si sfoltisce anche un po’ la popolazione: il che non guasta.

Per conseguire questi scopi, però, i manigoldi devono prima spronare i rivali a lottare fino all’ultimo sangue, come in un combattimento di galli. Dopodiché sulle rovine fumanti di una sconfinata waste land, apparirà il Salvatore del genere umano pronto ad offrire pace, benessere e sicurezza in cambio di…

L’epilogo non è scontato, ma non è neppure garantito che potremo scegliere la conclusione che più ci aggrada.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

28 febbraio, 2014

Mimetismo


In un recente editoriale Maurizio Baiata torna sul tema delle mancate rivelazioni per opera di Stati Uniti ed O.N.U. a proposito della vita extraterrestre. L’analisi del ricercatore è piuttosto lucida: a differenza di Pinotti, che addita nell’anomia, cioè il disordine sociale ed il sovvertimento dei valori etico-religiosi, la ragione per cui le autorità sono tanto reticenti sul tema, il Nostro è più perspicace. Una certa dose di caos, anzi, è ritenuta necessaria dagli apparati al fine di mantenere il controllo sociale. D’altronde la crisi finanziaria ed economica, che sta straziando gran parte del mondo occidentale, è proprio volta a generare condizioni di instabilità e di insicurezza nelle masse: in questo modo è più facile pilotarle.

In verità, i presidenti delle superpotenze hanno tutto l’interesse a tenere la bocca ben cucita, almeno per le seguenti ragioni.

1. Gli esecutivi hanno probabilmente stipulate delle scellerate alleanze con visitatori spregiudicati, ottenendo tecnologia in cambio di... Rivelare che i vertici di alcuni stati sono in combutta con alieni carnefici non è proprio il sogno dei vari presidenti-fantocci: costoro si esporrebbero per lo meno alla riprovazione dei cittadini venduti al nemico per un piatto di lenticchie.

2. Cominciare un rilascio di informazioni circa la presenza aliena sul nostro pianeta potrebbe significare dover cedere e condividere con i civili e con le nazioni più fragili alcune tecnologie avveniristiche. Sono tecnologie utili per l’umanità, ma che le multinazionali vedono come il fumo negli occhi. Preferiscono che certe conoscenze restino appannaggio di una cerchia ristretta.

3. La decisione di palesare notizie riguardanti le civiltà stellari non spetta certo a quei buffoni che s’insediano alla Casa Bianca e neppure ai pur influenti militari, quanto agli Altri. Gli Stranieri sembrano motivati a preservare lo status quo, a restare ben nascosti dietro i loro mandanti. Quali benefici potrebbero trarre da una disclosure? Non conviene loro agire per interposta persona, come sovrani che riscuotono i tributi per mezzo di esattori?

E’ difficile che la Cina o la Russia perseguano fini diversi dagli obiettivi cui mirano gli Stati Uniti: forse all’interno delle classi dirigenti opera qualche frangia dissidente, ma appare debole. Ergo è illusorio attendersi una svolta in tempi brevi.

Infine sarebbe anche ora di smettere di elemosinare brandelli di segreti da istituzioni il cui ruolo istituzionale è la diffusione di menzogne. Meglio un brandello di verità strappato alla censura grazie a lunghe e faticose ricerche che una “verità” ufficiale.

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La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

26 ottobre, 2013

Skull school

Nulla è più storto del diritto.



Sempre più spesso si addita l’esempio della Cina. I Cinesi sono esaltati per la loro efficienza ed alacrità. La "Repubblica popolare" è una superpotenza mondiale ai primi posti in parecchi settori dell’economia. Soprattutto si elogiano gli studenti del Celeste Impero che dimostrano capacità fuori dal comune: sono tenaci, infaticabili, assai versati nelle discipline scientifiche... Molti analisti ritengono che in un futuro non lontano la Cina sarà il vivaio di ricercatori nei campi più avveniristici, ad alto contenuto tecnologico.

Senza misconoscere alcune qualità degli allievi cinesi, bisogna, però, chiedersi che senso abbia un tipo di insegnamento che forma solo dei tecnici, anzi degli automi produttivi. Certo, sono adatti alla nostra società ipertecnologica, prossima ad una mutazione sotto il segno del Transumanesimo. Nondimeno il vero sapere è altra cosa.

Il discorso investe la scuola tout court: restano poche oasi culturali destinate ad essere fagocitate dalla sabbia rovente dell’ignoranza telematica. Il sistema (mai parola fu più idonea) “educativo” sforna dei diligenti esecutori, degli schiavi contenti di esserlo, dei sudditi che si credono liberi, perché hanno partecipato al progetto sulla “legalità” o sulla “cittadinanza attiva”.

Gli istituti scolastici attualmente sono il tempio dell’ipocrisia: quando sopravvive qualche interesse culturale è come un filo d’erba soffocato dal cemento.

Lucio Mastronardi è autore di un racconto ironico ed amaro intitolato “La sigaretta”. Il protagonista è un maestro che cerca in modo ossessivo di ottenere la stima dei superiori. Nei locali dell’istituto – come è ovvio – è vietato fumare, ma il docente è abituato a trasgredire finché un giorno, entrata all’improvviso la preside nell’aula, egli in fretta e furia nasconde il mozzicone in una tasca che si brucia. Il figlio, che è un suo scolaro, racconta con sadico compiacimento l’episodio alla mamma ed alla nonna. Le donne ne traggono motivo per umiliare l’insegnante.

Servilismo, adulazione, insincerità nei rapporti umani sono i disvalori che regnano negli ambienti di lavoro. Mastronardi dipinge un milieu soffocante dove la proibizione di fumare è la testimonianza più luminosa di un’istituzione che è “palestra di virtù”. Demonizziamo il tabagismo, ma che ci avvelenino con mille altre pozioni! “Virtù”... dolciastro termine deamicisiano, quanto mai adatto a rendere quell’atmosfera appiccicosa che si respira nei “licei” di oggi, invasi da slogan, da reboanti ma vuote iniziative sulla tolleranza, il multiculturalismo, la tutela dell’ambiente (sic)... Aria fritta! Fumo per gli allocchi! E’ un paese di tristi balocchi: appena varcata la soglia dell’edificio scolastico si è risucchiati nel mondo dove la tanto glorificata legalità è ridotta ad un diritto storto come un ramo secco.

Gli obiettivi che dovrebbe prefiggersi l’educazione sono la capacità di pensare, l’abitudine ad osservare, specialmente la creatività. Sono tutte mete che trovano poco o punto spazio nelle scuole attuali. Pazienza: ciò che è essenziale – ci ricorda Oscar Wilde - non si apprende quasi mai sui banchi e l”istruzione” è destinata ad essere spazzata via insieme con il ciarpame di questo sistema decrepito e fatiscente.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

01 aprile, 2011

Apologia del male (prima parte)

L’abbiamo accusato, difeso, scagionato, implorato, negato… Non manca chi attribuisce il male a Dio stesso. Così in Lamentazioni 3:38 si legge “Dalla bocca dell'Altissimo non procedono forse le sventure e il bene?” Il profeta Amos (3:6) è d’accordo: “Risuona forse la tromba nella città, senza che il popolo si metta in allarme? Avviene forse nella città una sventura, che non sia causata dal Signore?” Sarà…

Assai più intelligente è l’idea di Schelling che, tentando di dar conto di ciò che nei conti non torna, ipotizzò che l’Assoluto contenesse in sé le tenebre stesse, con buona pace di Hegel e delle sue vacche nere. Quanto è diversa l’idea di Schelling, risultato di una speculazione sofferta ed interrogativa, rispetto al quietismo anestetico dei “filosofi” che proclamano “Tutto è uno”!

Secondo alcuni, il male è uno strumento per promuovere l’evoluzione umana. Se il dolore è un viatico dell’esistenza, un mezzo per l’introspezione, la conoscenza, persino il miglioramento di sé, la sua sovrabbondanza a nulla conduce, se non alla pazzia. Est modus in rebus: esiste una misura per tutte le cose. Eppure taluni non esitano a vedere il male ipertrofico ed assurdo come una sfida: vediamo per quanto resisti alle sevizie. Vediamo come va a finire: somma incongruenza per chi dovrebbe conoscere, se non il fine, almeno la fine.

Avremo l’umiltà di ammettere che il male eccessivo non trova né giustificazione né motivazione?

No! Ecco allora le legioni di teologi dilettanti che spiegano, disquisiscono, chiariscono, illustrano. “Il male ti serve per evolvere ed è una meravigliosa dimostrazione che esiste il libero arbitrio. Se tu non esistessero il bene ed il male, non saresti libero di scegliere. Se hai scelto il male, significa che sei libero di sbagliare, anche se poi ne pagherai le conseguenze, anzi già stai pagando perché il tuo karma è negativo. Che bello! L’universo è duale e nella dualità si esplica il dinamismo del cosmo. D’altronde lo yin e lo yang sono lì a dimostrare che ho ragione. Non vedi? Anche i Cinesi, prima dei geniali maestri della New age, avevano capito che tutto è basato sul magnifico contrasto tra bene e male, da cui provengono tutte le stupende atrocità che ti permettono di crescere: le guerre, le torture, le malattie, l’agonia, la morte, la fame, la sete, l’infelicità, la disperazione, le ingiustizie, le sopraffazioni… Che l’introduzione del male consuoni con il libero arbitrio, è petizione di principio, mentre il concetto di libero arbitrio è e può essere solo un postulato della ragion pratica. La vera libertà è scegliere il bene: i malvagi sono schiavi. Non a caso, il termine cattivo deriva da “captivus diaboli”, prigioniero del diavolo. E’ difficile comprendere come un prigioniero possa essere libero.

Aveva ragione Gerolamo: Venter plenus facile de ieuniis disputat, ossia “Quelli che hanno la pancia piena facilmente disquisiscono di digiuni”. Quindi chi, per un fortunato concorso di circostanze, nella sua vita, non è stato mai scuoiato da patimenti fisici e morali, ma semmai è stato solo lambito da qualche contrarietà, è subito pronto a spiegare origini e scopi del male. Invece di tacere, di fronte all’inquietante enigma, si offrono risposte tanto dozzinali, quanto categoriche. E’ così e basta. Dall’apologia del male all’apologia dei malfattori il passo è breve. Essi sono i nostri addestratori, anzi i nostri redentori: senza i tagliagole, quale possibilità avremmo di evolvere? Commossi, ringraziamo. Ringraziano in primis i seviziati che, rivolgendosi ai loro benevolentissimi carnefici, chiedono: “Raddoppia i supplizi , intensifica la brutalità: in questo modo ci assottiglierai il karma”. [1]

Insomma, siamo noi ignoranti che non comprendiamo: i campi di battaglia pieni di soldati semivivi maciullati e ridotti a moncherini, gli ospizi dove gli anziani si riempiono di piaghe purulente, le strade in cui le prostitute sono percosse in modo selvaggio dai protettori, le camere di tortura che echeggiano di grida laceranti, gli ospedali psichiatrici, albergo di un’umanità disfatta ed umiliata, le caserme dove le reclute subiscono vessazioni indicibili e, perché no? Gli strazi psicologici, tutto questo e molto altro ancora – non ce ne eravamo accorti, a causa di un’imperdonabile distrazione – se non è l’Eden, è l’anticamera del Paradiso. Neanche Jacopone da Todi era così autolesionista.

[1] Ha scritto l’amica Ginger sulle folli motivazioni di Hidden hand: “Male intenzionale chiama male e non si capisce come questo potrebbe mai condurre al bene. Chi ordina il male o lo procura ad altri, lo riceva in cambio. Siamo già abbastanza bravi a farci del male con le nostre stesse mani, certe volte. Rifiuto di dar credito alle entità propagandate che si professano in diritto di giudicare i vivi ed i morti. Tutti abbiamo il nostro margine di miglioramento, forse siamo proprio qua per questo ma la strada non è quella prospettata dal fantasioso Hidden hand e dalle sue "muse ispiratrici". Mi spiace per lui e per chi ci crede".

APOCALISSI ALIENE: il libro

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