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16 settembre, 2017

Idolatria



Gli uomini non riescono a trovare la loro identità per varie ragioni, ma soprattutto perché essi cercano sempre idoli da venerare: l’adolescente adora il campione sportivo o il cantante di successo, l’adulto il “politico” che finalmente risolverà tutti i problemi, persino le persone più sagaci pendono dalle labbra del fondatore di un movimento che promuove la “spiritualità” o divora gli scritti di un giornalista sedicente “libero”.

E’ così: si delega, si affida ad altri il proprio destino, si abdica alla propria coscienza: anche se sopita, tutti hanno una coscienza. Ascoltiamone la voce: è la voce del Maestro interiore – nel Medioevo, età spesso ingiustamente vituperata, dipinta solo come un’epoca di oscurantismo e di superstizione – da taluni teologi era definita il Cristo. Questa voce ci può guidare, può indicarci se non la strada, il momento in cui è necessario intraprendere il cammino. Recuperiamo la libertà, senza attenderci che altri la difendano. Recuperiamo il discernimento, senza attenderci che altri distinguano per noi. Non è superbia, non è egocentrismo, bensì consapevolezza che i nostri limiti, in talune circostanze, devono e possono essere trascesi. Se perdiamo noi stessi, il rischio è abnorme, perché, fino a quando si celebra, con ingenuo ma innocuo entusiasmo un totem di silicone - un attorucolo, un atleta dopato – totem innalzato dal piccolo schermo, si alimenta la superficialità che si può ancora tentare di combattere.

Tuttavia, se costruiamo i nostri valori sui disvalori, spacciati per ideali, propagandati ed inculcati da cattivi maestri, il danno è irreparabile: “scienziati”, esponenti delle istituzioni, ministri, editorialisti, “intellettuali”, accademici… sono impostori prestigiosi, cialtroni di lusso, dai modi brillanti ed affabili, dal contegno vellutato. I loro discorsi sono conversevoli, le argomentazioni melliflue, i concetti distorti sono insinuati nelle menti con astuzia e perfino con delicatezza. Tali maîtres à “penser”, assertori del non-pensiero unico, sono i classici sepolcri imbiancati: incarnano l’ipocrisia della nostra società dove il cuore della cultura e della passione per la verità, la scuola, è, nonostante qualche commendevole eccezione, ormai il cuore nero della menzogna, anche involontaria. Pulsa, ma il suo palpito non è quello della vita, bensì il battito di un ingranaggio che stritola l’anima.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

18 agosto, 2013

Idoli ed idee

Gli uomini passano, le Idee restano.

Uno degli atteggiamenti consueti anche fra chi si è allontanato dall’ideologia dominante è l’inclinazione ad adorare un nuovo idolo. “Caduto un idolo, se ne fa un altro”. Così, dopo che un “uomo politico” ha deluso, perché non ha mantenuto le sue promesse, si diventa fan di qualche altro demagogo.

Ciò purtroppo avviene pure nel variegato mondo dell’informazione più o meno non allineata (o considerata tale): Barnard, Benetazzo, Chiesa, Grillo, Mazzucco, Zagami... sono i nuovi idoli. Le loro valutazioni hanno lo stesso valore dell’ipse dixit, mentre dovrebbero essere recepite con acume, cercando di sceverare le diverse informazioni.

E’ una condotta irrazionale: ognuno dovrebbe dimostrare discernimento e spirito critico per attenersi alle analisi, alle acquisizioni, ai risultati, prescindendo da chi li divulga. Non bisogna confondere, anzi identificare il messaggio ed il messaggero. Il messaggio va sviscerato, le fonti, pur con tutte le abnormi difficoltà inerenti al problema della documentazione, devono essere vagliate. E’ opportuno poi focalizzare le notizie per mezzo dell’osservazione e del giudizio personale. Non basta: sono necessari ulteriori riscontri, comparazioni e verifiche.

Se l’esito dell’indagine non si sovrappone del tutto o in parte alle asserzioni degli “idoli”, pazienza. Se ci si ostina a pendere dalle labbra del guru che ha informato in modo più o meno plausibile, si dimostra un contegno infantile. Si resta attaccati alla sottana. Ogni fruitore, alla fine, si formerà le sue idee e persino i suoi convincimenti. Dimostrerà intelligenza ed elasticità mentale, se sarà disposto ad adattare ed a completare la sua visione del mondo, dopo aver acquisito ed assimilato altre conoscenze.

Bisogna rifuggire dalla personalizzazione: un attacco ad un ricercatore indipendente, ad uno scienziato anti-sistema, ad un cittadino non omologato, non è tanto un’aggressione alla persona, piuttosto un tentativo di soffocare un’idea, di calpestare la libertà d’espressione. Quando questo accade, non è in pericolo il singolo, ma il diritto.

Il discorso circa l’indipendenza vale per le verità empiriche, per i cosiddetti “fatti”. E’ naturale che, qualora si intenda intraprendere un percorso di Gnosi, è indispensabile affidarsi ad una guida. Dante fu accompagnato nel suo viaggio iniziatico da Virgilio e da Beatrice. [1] Da soli, si può solo vagare per sempre nella “selva oscura”.

Così ciascuno dovrebbe essere tanto autosufficiente da capire in quali situazioni può e deve camminare sulle proprie gambe; tanto umile da sapere quando, invece, ha bisogno di un mentore.

[1] Virgilio è il Maestro che conduce dall’esperienza terrena alle soglie del mondo intelligibile; Beatrice la Guida nella sfera spirituale.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

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