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19 giugno, 2017

Viviamo veramente gli ultimi tempi?



Ultimi tempi?

Viviamo veramente gli ultimi tempi? Quante volte nel passato, sia nel Medioevo sia in età moderna e contemporanea, è stata preannunciato l’epilogo della storia, con il ritorno, la parousia del Salvatore! La cosiddetta apocalisse di Matteo enuncia i segni della fine: terremoti, nazioni che insorgono contro altre nazioni, carestie, iniquità...

Se fossimo vissuti nell’età di Giustiniano, (527-565 d.C.), avremmo pensato che fosse imminente quanto profetizzato in Matteo e nella Rivelazione: fu, infatti, un’età afflitta da conflitti, da miseria, da varie calamità tra cui la misteriosa “peste di Giustiniano”. Anche altre età si adattano ai foschi scenari descritti nel Libro di Daniele ed in alcune parti del Nuovo Testamento. Per questa ragione Gioacchino da Fiore potè vaticinare l’avvento dell’età dello Spirito, ritenendo che la corruzione della società, insieme con vari flagelli, fossero i segni degli ultimi giorni. Discorso analogo vale per Gerolamo Savonarola e per molti altri vati o sedicenti tali dopo di lui.

Tra XIX e XX secolo numerosi sono stati i fondatori o capi di sette e di comunità apocalittiche: essi hanno preconizzato la fine, indicando sovente una data precisa. Tuttavia sono stati puntualmente smentiti. Dunque forse anche gli attuali oracoli errano quando reputano prossima la fine del mondo.

Uno Stato-Erode

Certo, la Terra è dilaniata da conflagrazioni, la scarsità di cibo e di acqua potabile è una triste realtà per miliardi di uomini e donne, i sismi sono divenuti sempre più frequenti e disastrosi, la perversità ha toccato livelli parossistici. Niente di nuovo sotto il sole... chimico? Niente di nuovo? A ben riflettere, qualcosa si discosta e si aggiunge rispetto alle prefigurazioni fin qui accennate: la nostra epoca ferrigna pare manifestare una natura diabolica non più dissimulata dietro ipocriti veli. Davvero pare che l’Anticristo, con i suoi diabolici emissari, tra cui l’esiziale e gesuitico papa Bergoglio, sia qui.

Quando nei secoli trascorsi al disfacimento etico dell’umanità si è associato l’odierno, spaventevole snaturamento della natura per cui il cielo vero è stato sostituito da un cielo sintetico, per cui lo stesso clima planetario è ormai in toto artificiale? Soprattutto quando il potere ha assunto atteggiamenti squisitamente satanici? Napoleone Bonaparte da taluni esegeti è stato considerato l’Anticristo, ma né lo Stato francese né le istituzioni dell’ancien régime e della Restaurazione possono essere confrontati con gli attuali mostri sanguinari! Si pensi – è un esempio fra molti – al ducato di Parma con Maria Luisa d’Austria d’Asburgo-Lorena, staterello creato dopo il Congresso di Vienna (1814-1815): i sudditi, piuttosto liberi di esprimersi, non versavano tributi e non erano vessati dal servizio militare obbligatorio. Oggi ci definiamo cittadini, ma non siamo neppure sudditi: siamo schiavi, spesso ignari, se non addirittura contenti di esserlo. [1]

Le vaccinazioni obbligatorie manifestano l’indole demoniaca di uno Stato-Erode che mira a massacrare i bambini e gli adolescenti, senza neppure ricorrere alle blandizie o ad orpelli che possano occultare le intenzioni omicide. [2] Quale uomo politico nel Medioevo o nell’età moderna ebbe un’essenza infernale? Da Alessandro Magno fino a Mussolini, passando per Federico II Hohenstaufen, stupor mundi, generali e statisti erano persone con i loro pregi e limiti, anche gravi, ma essi non pensavano solo ai loro interessi e, pur tra mille contraddizioni, avevano a cuore la gloria e la prosperità della patria, persino la cultura. Oggi abbiamo il ministro dell’”Istruzione”, Signora Valeria Fedeli, idonea titolare di un dicastero che, nonostante l’altisonante nome, di culturale non ha un fico secco. Questa non è decadenza! Questo è il nulla che, come nel celebre romanzo di Ende, tutto divora.



Spezzare la corda

Analizziamo infine le tragedie di questi ultimi anni: le disgrazie purtroppo sono sempre avvenute, ma mai sono state inscritte in una simbologia occulta, di taglio mefistofelico. Non di rado si ha l’impressione che roghi, incidenti, crolli di edifici e di ponti non siano mere fatalità, ma olocausti in onore di “iddii pestilenziali”. Anche quando sono sciagure non orchestrate dalle confraternite degli Ottenebrati – come si accennava – sono reinterpretate in chiave malefica con il consueto apparato di rose rosse, di crisis actors, di cifre emblematiche (il numero 11 si ripete in modo ossessivo). Di nuovo: il potere mostra il suo volto sfigurato, senza più nasconderlo con una maschera.

Qualcuno afferma che il pensiero crea. Non è facile dirimere la questione inerente al rapporto tra pensiero e “realtà”. Nondimeno, visto che tentar non nuoce, proviamo tutti a concentrare l’immaginazione eidetica su un imminente tracollo dell’attuale sistema, sulla distruzione di Babilonia la Grande. Credenti e non credenti alimentino l’incessante desiderio, coltivino la viva speranza di un cambiamento totale, di una palingenesi, perché è evidente che così non si può continuare.

[1] Naturalmente diamo qui per scontato che i contenuti danielini, di Rivelazione e pure le fonti ebraiche ed islamiche su Gog e Magog siano almeno in parte prolessi del futuro e non immagini allegoriche; d’altronde idee come quella del Cristo che verrà sulle nubi, del rapimento, del millennio etc. devono essere interpretate in senso letterale o sono di natura simbolica o entrambe le cose?

[2] Usiamo l’espressione Stato-Erode per designare in modo figurato una compagine criminale, pur consapevoli che il re di Giudea era probabilmente morto, quando nacque il Messia. L’episodio, noto come “strage degli innocenti”, è presumibilmente leggendario, anche se Erode fu monarca feroce e spregiudicato.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

25 maggio, 2017

Necessità della Terza guerra mondiale



E' tipico dell'uomo rincorrere una palla o una lepre e dimenticare le cose importanti. (B. Pascal)

Molti paventano, vista la precaria situazione degli equilibri planetari, i numerosi focolai e soprattutto i progetti escogitati dalla cricca, lo scoppio di una Terza guerra mondiale. Ragioniamo: dobbiamo temerla o desiderarla? Non sembri un atteggiamento bellicista, ma siamo inclini ad auspicare una deflagrazione totale, considerata l’irremissibile decadenza del genere umano. Si pensi alle nuove generazioni che, esclusa una manciata di individui, sebbene non siano del tutto corrotte, sono ormai formate da enfants gâté, da adolescenti viziati che dilapidano il loro vacuo tempo ad armeggiare con i cellulari, a cianciare di demenziali partite o di becere serie televisive. Intorno tutto si deteriora, si sgretola, crolla, ma a chi importa?

E’ questa l’umanità attuale: più spregevole che malvagia, poiché il male può assurgere ad una sua grandezza che oggi ci è negata. La “civiltà” occidentale non conosce veramente né i morsi della vera fame né l’arsura della vera sete; ignora gli orrori della guerra, rimpiazzati da surrogati catodici che nemmeno sfiorano spettatori annoiati ed insensibili.

Dispiace che, se dovesse abbattersi una sciagura epocale su questa miserabile umanità, anche chi sa ancora apprezzare i valori dell’esistenza, chi si indigna e si amareggia non per la sconfitta subita dalla squadra del cuore, ma per la distruzione del pianeta, della cultura, della dignità, di tutto, sarà colpito, spazzato via come gli altri.

Tuttavia forse - così suggeriscono talune tradizioni - alla fine (o prima della fine), dopo la grande tribolazione, il grano sarà separato dal loglio: il loglio sarà bruciato e, dopo un po’ di tempo, i venti ne disperderanno la cenere. Per sempre.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

13 aprile, 2017

Una pura paura



Che cosa spinge Trump the pump e gli altri orrendi burattini della feccia mondialista a pigiare sul pedale dell’acceleratore con il fine di accendere quanto prima un conflitto planetario, non importa contro chi, con quale pretesto e con quali belligeranti? Forse la consapevolezza che il tempo stringe? Possibile. E’ palese che il guerrafondaio dell’Impero di U.S.A.tana mena colpi a casaccio: rinfocola odi, si accanisce contro la Siria, provoca la Corea del Nord, fomenta controversie con la Federazione russa (avversario fittizio) con cui fino a pochi mesi addietro pareva in buoni rapporti. L’importante è riuscire ad accendere la miccia.

Il clima è sempre più rovente: attentati finti e veri generano timore e senso di insicurezza nella popolazione abituata ad abbeverarsi alle fonti inquinate dei media ufficiali. Il terrore si diffonde dappertutto: stupri, rapine, omicidi, stragi, calamità “naturali” sono enfatizzati ed ingigantiti dagli organi di regime nei loro tratti più macabri ed efferati affinché la gente non si senta sicura neppure più a casa propria… casa di cui, tra l’altro, potrebbe presto essere defraudata. Quanti invocano sicurezza, protezione, legge ed ordine! Sono garanzie che il sistema sistematicamente distrugge, anche se finge di promuoverle, soprattutto perché rivendicate da cittadini sempre più spaventati, sempre più inermi. Il tutto mentre papa Imbroglio lancia messaggi sibillini sui prossimi cambiamenti...

Oggi non si governano i popoli neppure più con la costrizione, ma con la paura, una paura fuori controllo, folle, incommensurabile. Non passa giorno senza che un autocarro, in una tragica finzione, schiacci qualche passante; non passa giorno senza che bambini innocenti, in una tragica finzione, siano scorticati con armi chimiche. La verità soccombe al cospetto della dittatura televisiva, mentre l’incubo di vivere in un mondo stravolto, assediato da criminali e da minacce, abbatte le ultime barriere della razionalità.

In questo parossismo si può intravedere uno spiraglio? Il 2017 pare anno cruciale: oltre ad essere il centenario delle “apparizioni” di Fatima, è anche quello della Rivoluzione russa, sono inoltre trascorsi cinque secoli dalla Riforma luterana. Sappiamo quanto i Fulminati siano fissati con le simbologie numeriche e con le ricorrenze. Quest’anno potrebbe non passare senza offrire sorprese nel bene e nel male. La corda è molto tesa: o si spezzerà o ci colpirà in fronte... nel terzo occhio.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

10 agosto, 2016

Petrus Romanus?



Il potere ha tanti volti, ma un’unica anima... nera.

Stando alle profezie (autentiche?) di San Malachia, l’attuale papa, il centesimo ed undecimo della serie, è l’ultimo della Chiesa cattolica. È noto che il monaco identificò ciascun pontefice con un breve sintagma: Francesco sarebbe Petrus Romanus. E’ un epiteto che, a differenza di molti altri, risulta generico e comunque inidoneo a contraddistinguere l’attuale vescovo di Roma. [2] Petrus di per sé pare riferirsi ad un papa tout court, come l’aggettivo Romanus. Bergoglio forse non è stato neppure eletto dal conclave in modo regolare, inoltre Benedetto XVI è ancora pontefice: abbiamo quindi uno pseudo-papa (il falso profeta?) ed un “pontefice emerito”.

Chi è veramente poi Bergoglio? Ci sembra il “Sommo Sacerdote” della futura esecranda chiesa mondiale, vista la sua politica “ecumenica” e demagogica nei confronti dell’Islam e del Giudaismo. E’ la trista Confraternita neo-babilonese in cui paiono destinate a confluire per lo meno le tre religioni medio-orientali: la fede maomettana, l’Ebraismo ed il Cattolicesimo, tutt’e tre culti arcontici in cui, tuttavia, come in un’emulsione, restano gocce di spiritualità. Dunque potrebbe essere qualcun altro il "vicario di Cristo", l’ultimo? I giochi e le lotte di potere all’interno del Vaticano ci riserveranno forse ancora qualche sorpresa…

[1] “In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus qui pascet oves in multis tribulationibus; quibus transactis, civitas septicollis diruetur et Judex tremendus iudicabit populum suum. Finis”. “Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà [un] Pietro [il] Romano che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dai sette colli sarà distrutta ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Fine”. Alcuni esegeti opinano che la città sui sette colli non sia Roma ma Gerusalemme.

[2] En passant osserviamo che l’espressione designante Giovanni Paolo II, ossia De labore solis, a nostro parere, non rinvia al prosaico fatto che egli proveniva dall’Europa orientale, ma all’oscurità che colui impersonò, poiché Karol Woytila fu un collaboratore della C.I.A. e strenuo fautore del Novus ordo seclorum.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

14 maggio, 2016

Nemesi



Un’oscura necessità pare dominare gli eventi. Così oggi assistiamo all’invasione di profughi e di clandestini destinati a snaturare le nazioni europee: ai campanili delle chiese si affiancano i minareti delle moschee, ai rintocchi delle campane si mescola la voce del muezzin, diffusa dagli altoparlanti.

E’ ovvio che la distruzione della decrepita cultura occidentale non è un effetto di circostanze casuali né di una politica insipiente: è un progetto oggi attuato con sempre maggiore efficacia e persino spudoratezza. Riflettiamo: ha senso che un abitante dell’Africa o del Medio Oriente decida di lasciare la sua terra, le sue radici, la sua famiglia in modo del tutto spontaneo? Con la somma astronomica che deve sborsare per il viaggio ed i passeurs, non potrebbe impiantare una proficua attività economica nel paese d’origine? Li chiamano “migranti”, ma spesso vengono rapiti: assistiamo ad un’abduction di massa.

Un’implacabile nemesi pare dominare gli eventi. Dopo che i tagliagole occidentali ed i loro vili alleati levantini (Sauditi in primis) ebbero sferrato proditori attacchi, dopo aver occupato l’Iraq e l’Afghanistan, destabilizzato la Siria e lo Yemen, causando immani carneficine e devastazioni, la crepuscolare Europa è stata colpita dal rinculo dell’avanzata islamica o pseudo-islamica. Il tutto mentre gli orchi mondialisti si fregano le mani, contenti degli eccellenti risultati: le tensioni interetniche ed interreligiose sono pane per i loro vampireschi denti.

Non stupisca se papa Ciccio, uno dei pontefici più pericolosi della storia, approfitti di ogni occasione per la sua sfacciata propaganda a favore del mondialismo che è, senza giri di parole, una perfetta tirannide planetaria. Abiurando i pur pochi princìpi su cui ancora si reggeva una larvale Chiesa cattolica, questo papa apostata sta conducendo l’umanità verso il mattatoio del XXI secolo.

Ci domandiamo come i Cattolici – i fedeli, non le gerarchie che sono quasi tutte corrotte – possano tollerare le bizze e l’empietà di papa Imbroglio. Perché non ne hanno preteso l’abdicazione? Certo, i fedeli per lo più dormono della grossa e, mentre si dorme, il ladro entra in casa.

Vero è che uno scisma all’interno della Chiesa di Roma, scisma che ci pare probabile, sarà uno fra i segni degli ultimi tempi, quelli che stiamo “vivendo” sotto un cielo senza più nuvole, senza colori, senz’anima. E’ un cielo che sta per crollarci addosso.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

19 ottobre, 2013

Stillicidio

Quousque tandem?

Il potere non corrompe: il potere è corruzione.



La situazione diventa sempre più intollerabile, giorno dopo giorno. Non sono tanto le criminali decisioni dei governi tutti ad esasperarci, misure cui siamo purtroppo avvezzi, quanto la viscosa ipocrisia con cui il potere ammanta ogni suo atto. Questa disgustosa doppiezza è amplificata dai media di regime, in particolare dalla televisione di Stato. La televisione – si sa – è la quintessenza della menzogna e, quando essa enfatizza certi eventi (non di rado sono accadimenti inventati), sentiamo puzza di bruciato.

Combinazione (come no...) le esequie negate a Priebke sono concomitanti con il tentativo parlamentare di perseguire il "reato d’opinione", introducendo, ope legis, il delitto di negazionismo (qui inteso come disconoscimento del cosiddetto “olocausto” e non come adesione alla balzana “teoria della condensazione”). Tutta questa gazzarra serve a stordire l’opinione pubblica, ad annebbiarne le menti, ad esacerbare gli animi. Giustamente si condannano le atrocità perpetrate dall’ex capitano tedesco che obbedì ad ordini precisi, ma si cancellano con un colpo di spugna le scelleratezze del sistema di ieri, di oggi, di domani, soprattutto dei "buoni", gli Alleati, i Salvatori.

Virgilio insegna “Parce sepulto” (Eneide, III, 41), ossia “Sii indulgente con chi è morto”. Anche il Tasso (Gerusalemme liberata, XIII, 39) scrive: “Non dee co’ morti guerra aver chi vive”, mentre l'autore Vincenzo Monti conia un verso che è passato in proverbio: “Oltre il rogo non vive ira nemica”. (In morte di Ugo Basville). Esecriamo Priebke, ma perché non siamo altrettanto implacabili con Bush senior e Jr, colpevoli di aver massacrato oltre 600.000 Irakeni? Quando i Bush moriranno, assisteremo a simili manifestazioni di barbarie, all’impedimento dei funerali o, piuttosto, saranno celebrati come gli statisti che beneficaromo la nazione ed il mondo, come gli intrepidi eroi che combatterono contro il “terrorismo islamico”? E’ naturale che l’esempio dei ribaldi Bush è solo uno fra i numerosi che si potrebbero proporre.

Fino a quando dovremo tollerare i soprusi compiuti dagli usurai internazionali, dai militari, dai mercanti di morte? Fino a quando dovremo ascoltare le bugie di pennivendoli vigliacchi ed ignoranti? Fino a quando dovremo sorbirci le zuccherose prediche di papa Imbroglio? Fino a quando dovremo leggere le volgari mistificazioni dei negazionisti?

E’ un'agonia: sarebbe preferibile il fendente netto della ghigliottina al lento supplizio che ci lascia semivivi, tramortiti.

Il sistema è malvagio e corrotto sino al midollo. Non si può in nessun modo riformare: esso va rovesciato, sradicato dalle fondamenta e ridotto in polvere.

E’ uno stillicidio: il tracollo dell’economia e lo sfacelo della società, ideato dalle luride élites, stanno flagellando quasi tutto il pianeta e la sua popolazione. E’ uno sconquasso universale che è destinato a creare le condizioni, i presupposti per il “mondo nuovo”. Più ancora del crollo produttivo con la deindustrializzazione e lo sterminio della piccola e media imprenditoria, inquieta la rovina ambientale provocata dalla biogeoingegneria assassina e dalle radiazioni nucleari di Fukushima. La natura sta languendo, rantola tra l’indifferenza di un’umanità snaturata. E’ proprio questo motivo di profondissimo disagio: essere assediati da una moltitudine di larve abuliche. Come Diogene, ci aggiriamo per le strade cercando l’uomo, ma la nostra lanterna è in frantumi...

Siamo alla mercé di gentaglia, di infami che non hanno neanche venduto l’anima al Diavolo, semplicemente perché non l’hanno.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

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