25 marzo, 2009

Evoluzione: qualche nota frammentaria e disomogenea

Tornare alla Fonte

Che cosa si può intendere per evoluzione? Le persone evolute sono quelle che riescono a staccarsi dal possesso, dall'effimero, a valorizzare gli aspetti più profondi e veri della vita. Il sistema ha instillato nella massa un attaccamento al denaro per il denaro, agli oggetti più spesso dannosi che inutili.

Omnia mea mecum porto, porto con me tutto l'essenziale: è il motto del saggio che quasi nessuno segue. D'altronde anche chi pensa di essere ormai affrancato da vincoli, è spesso avvinto da catene, ancorché invisibili.

Rebus sic stantibus, mi chiedo che significato assuma il concetto di evoluzione, forse mito darwiniano trasfusosi in correnti new age. Ora, Niccolò Machiavelli aveva forse torto quando considerava la natura umana sempre uguale a sé stessa, ma è possibile che un avanzamento sia affidato non tanto alla forza di volontà, ad un impulso verso l'automiglioramento, ma a qualcosa, per dir così, di esterno, pur con tutta l'ambivalenza ed ambiguità che possiede questo aggettivo.

Ancora prima dei biologi statunitensi Eldredge e Gould, gli ideatori della teoria denominata degli equilibri punteggiati, secondo la quale alcune specie vegetali ed animali restano immutate per milioni di anni, mentre altre evolvono in modo subitaneo, a causa dei raggi cosmici, altri avevano pensato che il risveglio potesse essere propiziato da stimoli esterni. H.G. Wells, nel libro Al tempo della cometa, immagina che, in seguito ad una collisione con una cometa, l'atmosfera si impregni di un gas che provoca la super-lucidità. Così gli uomini superano il confine che separa la verità dell'illusione e si svegliano alla vera realtà. L'astronomo britannico Fred Hoyle nel testo The black cloud, rappresenta nuvole nere nello spazio che sono forme superiori di vita. Queste superintelligenze si propongono di destare i terrestri, inviando immagini luminose che provocano nei cervelli sinapsi in grado di favorire l'apertura del terzo occhio. A proposito di raggi, l'intelligenza sbalorditiva del serbo Nikola Tesla, secondo il suo racconto, si manifestò, ex abrupto, quando, da ragazzo, percepì strane, vibranti luci nel suo campo visivo. Fu un contatto con altre forme di vita?

Si potrebbero proporre molti altri esempi in cui il balzo dell'intelligenza è concepito ora come evoluzione biologica ora come metanoia spirituale, forse con qualche punto di convergenza in alcune ricerche sul D.N.A. e sull'ipercomunicazione, caratteristica dell'umanità in epoche remote, stando a Bludorf e Frozar.

Abbiamo anche il sentore che le scie chimiche e le irradiazioni elettromagnetiche siano collegate ad un'evoluzione che il sistema vuole ad ogni costo evitare. E' un tema complesso, ricco di sfaccettature ed implicazioni che qui ho solo sfiorato da diverse angolazioni. E’ ipotizzabile che la vera evoluzione sia il risultano di una sinergia tra interno ed esterno, sebbene possa prevalere, secondo le circostanze, la spinta interiore o la catalisi esteriore.

E' comunque assodato che dormiamo; da che cosa possa dipendere il risveglio e che cosa sia veramente è questione di cui è stato delineato solo il disegno generale.

Rosario Marcianò intervistato da Fabio Volo su Radio DeeJay

Il 24 marzo Radio DeeJay, nella trasmissione curata da Fabio Volo "Il volo del mattino", ha mandato in onda una breve intervista (circa otto minuti) sul grave problema delle scie chimiche. Al telefono Rosario Marcianò (Straker).

La trasmissione è disponibile a questo link, dal quale può essere anche scaricato il file audio.



Riprendendo quanto giustamente evidenziato da bedevan, ricordiamo, a chi non avesse ancora compreso a fondo la questione che, quando si parla di scie chimiche, si fa riferimento a determinati fatti ed elementi:

- i velivoli interessati rilasciano scie a quote non canoniche, ovvero ben al di sotto degli 8.000 metri e quindi in condizioni non idonee alla formazione di contrails;
- gli aerei volano spesso in formazione e talvolta non rispettano le distanze regolari, ergo si tratta di aerei militari;
- le carte aeree dimostrano che questi aeromobili non seguono corrdoi corrispondenti ai voli civili;
- i dati delle radiosonde contraddicono la tesi secondo cui le scie sono frequenti e, tenendo conto di tale elemento, non dovremmo vedere affatto scie ogni giorno, ma solo di rado.

NOTA: qui di seguito è disponibile per la visione un montaggio audio-video inteso a documentare ampiamente quanto affermato nell'intervista.

Invitiamo tutti voi lettori di questo blog ad inviare una mail di ringraziamento a Radio Deejay, in particolar modo a Fabio Volo cui va il nostro riconoscimento per aver concesso un piccolo spazio al tema "scie chimiche". Un particolare ringraziamento va anche all'amico L.M.


CONTATTI per RADIO DEEJAY:

email: (diretta@deejay.it) oppure (produzione@deejay.it)

SMS: (347.3425220)


Intervista di Fabio Volo a Rosario Marcianò su radio Deejay from Tanker Enemy on Vimeo.

23 marzo, 2009

Le dichiarazioni di Bennewitz sull’agenda umano-“aliena”

In un ampio ed interessante articolo, tra Ufologia ed Esopolitica, intitolato La crisi globale e l'ultimo segreto dell'Impero, Come Carpentier de Gourdon, tenta di individuare il burattinaio, avvalendosi delle dichiarazioni rilasciate da insiders e rivelatori nonché delle ricerche svolte da numerosi studiosi. L'autore ritiene plausibile pensare ad un patto scellerato tra il governo segreto degli Stati Uniti ed entità "aliene" il cui scopo è il dominio dell'intero pianeta. Tra le varie informazioni paiono piuttosto credibili quelle di Paul Bennewitz, per le credenziali di questo scienziato e perché corroborate da testimonianze indipendenti e convergenti. Le informazioni più singolari riguardano l’esistenza di esseri bionici “gestiti” da un’Intelligenza artificiale. Ricorda Sebastiano di Gennaro in "Homo Saurus, una creatura aliena sta popolando il nostro mondo", Ferrara, 2004, che, stando ad alcune testimonianze, i Grigi sarebbero sotto il comando di un’entità, una sorta di Pianeta pensante. Carpentier de Gourdon lascia intendere che le misteriose mutilazioni animali potrebbero essere collegate alla necessità di questi extraterrestri di cibarsi di materiale genetico bovino.

Riporto lo stralcio del testo su Bennewitz.


"Fu dimostrato che i segnali elettronici intercettati dal fisico ed ingegnere elettronico Paul Bennewitz nell'area di Dulce, New Mexico, erano reali, oltre al fatto che gli avvistamenti di U.F.O. sono numerosi nell'area, capillarmente controllata dall'esercito statunitense. Numerose mutilazioni animali furono perpetrate nella regione. Bennewitz ha anche realizzato parecchi filmati di U.F.O. sia di notte sia di giorno ed ha potuto consultare documenti della N.A.S.A. che confermano l'esistenza di basi sotterranee a Dulce.

Secondo il Project Beta Report del 1978, radio comunicazioni intercorsero tra occupanti di U.F.O. ed un'enorme base ipogea umano-aliena su più livelli, situata sotto la Archuleta Mesa, vicino alle installazioni di Kirtland e di Manzano. Si trattava di un impulso binario criptato sviluppato dall'N.S.A. specificamente per comunicazioni con una federazione di specie extraplanetarie chiamate collettivamente 'Unità'. Secondo Bennewitz, alcuni di questi alieni sono organismi cibernetici composti di una mistura di materiale genetico bovino ed umano interfacciato con un'Intelligenza artificiale.


Bennewitz ha anche scoperto micro-impianti sottocutanei in alcuni residenti che sembra siano stati rapiti dagli alieni affinché possano essere controllati a distanza e monitorati... Con un computer ed un programma imperniato su un codice esadecimale, egli ha riferito di essere riuscito a stabilire un contatto radio con gli Alieni. Il suo lavoro fu costantemente sotto la supervisione dell'Air Force, ma è chiaro che al punto cui arrivò egli conobbe troppo. Così subentrò una campagna di discredito e di disinformazione che alla fine lo condusse ad un crollo nervoso.

Il nome Unità incidentalmente echeggia il nome in codice Amicizia usato da parecchi contattisti italiani guidati da Bruno Sammaciccia per designare una Federazione aliena i cui esponenti costruirono basi sotterranee nell'Italia settentrionale e nel Mar Adriatico, negli anni '60 e '70 del XX secolo.

Bennewitz fu deriso -ciò non desta sorpresa- da esponenti dell'esercito statunitense. Egli affermò che la base di Dulce fu il luogo di una varietà di esperimenti genetici, neuro-biologici e psichici che coinvolsero il nutrimento di esseri ibridi portati via dagli alieni con la compiacente collaborazione di certe autorità sopranazionali. E' notevole che la scoperta di misteriosi messaggi sembra essere confermata dalla dichiarazione di Dan Sherman (vedi Above black), secondo cui le comunicazioni telepatiche ed elettroniche con un pianeta esterno sono del tipo usato da sorgenti radio non identificate. [...]

Vari scienziati implicati in progetti segreti a Dulce ed in altre basi (Bob Lazar, Phil Schneider, Dan Burisch, Michael Wolf) hanno fornito conferme indipendenti delle dichiarazioni rilasciate da Bennewitz".

Leggi qui l'intero articolo in inglese.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

22 marzo, 2009

Dante e la Croce del Sud (Articolo del Professor Francesco Lamendola)

Propongo un articolo del Professor Francesco Lamendola intitolato Come faceva Dante a conoscere la costellazione della Croce del Sud? In questo notevole contributo di Archeoastronomia, l'autore ci accompagna, con la chiarezza ed il rigore che gli sono propri, nella lettura di alcuni celebri versi della Commedia, per stimolare un'interpretazione "eretica", in grado di valorizzare i possibili risvolti di solito ignorati del "poema sacro". Ritengo che l'approccio di tipo archeoastronomico sia molto utile per tentare di scoprire alcuni aspetti misconosciuti di antiche civiltà e di misteriose tradizioni.

Qualsiasi studente di Dante sa che, nella prima parte del primo canto del «Purgatorio», egli sembra descrivere la costellazione della Croce del Sud, nelle due famose terzine (versi 22-27):

«I' mi volsi a man destra e puosi mente
a l'altro polo, e vidi quattro stelle
non viste mai fuor ch'a la prima gente.
Goder pareva 'l ciel di lor fiammelle:
oh settentrional vedovo sito,
poi che privato se' di mirar quelle!»

Il problema è che le prime rappresentazioni cartografiche della costellazione chiamata Croce del Sud, alla quale Dante sembra qui riferirsi, sono quelle rispettivamente di Petrus Plancius del 1598 e di Jodocus Hondius del 1600: vale a dire, circa tre secoli dopo l'epoca nella quale venne composta la seconda cantica della «Divina Commedia»; e che quelle stelle sono interamente visibili, nel nostro emisfero, solamente a partire dal 27° parallelo di latitudine Nord, ossia dalle isole Canarie o, sul lato opposto dell'Africa, dall'estremità meridionale della Penisola del Sinai.

E allora?

Come faceva Dante ad essere a conoscenza di una costellazione invisibile dalle latitudini dell'Europa, Italia compresa? Fiumi d'inchiostro sono stati versati a questo proposito, nel tentativo di trovare una spiegazione ragionevole dell'enigma; né noi ci ripromettiamo, in questa sede, di rifarne la storia, neppure per sommi capi. Troppo vasta e impegnativa sarebbe una simile impresa, tale da richiedere un grosso lavoro di ricerca, solo per raccogliere la bibliografia attualmente esistente.
Del resto, la curiosità circa l'identificazione delle quattro stelle vedute da Dante sulla spiaggia del Purgatorio - dunque, in pieno emisfero antartico - non ha mai smosso eccessivamente i dantisti, paghi del significato simbolico di esse, ossia le quattro virtù cardinali: giustizia, fortezza, prudenza e temperanza. Così, ad esempio, Carlo Grabher (Milano, Principato, 1985):

“Che Dante potesse pensare alla Croce del Sud, di cui si aveva notizia in opere astronomiche medievali, o ad altro gruppo di stelle realmente esistenti nell'altro emisfero, non ha per noi alcuna importanza. Le quattro stelle, che Dante ha immaginato per incarnarvi il detto simbolo [ossia le quattro virtù cardinali], poeticamente lo trascendono e brillano della loro viva chiarità indipendentemente da qualsiasi identificazione scientifica; e il cielo "ne gode" sì per il loro valore allegorico, ma anche e più per il loro reale effetto”.

Il Sapegno, da parte sua, preferisce tenersi prudentemente alla larga da ogni tentativo di identificazione astronomica; mentre Giuseppe Giacalone (Milano, Signorelli, 1974), che pure si sofferma sul problema di come interpretare l'espressione «prima gente» del verso 24, lo risolve negando recisamente anche l'identificazione delle quattro stelle con la Croce del Sud:

“È un verso molto discusso [il 24], anche dai commentatori antichi, Pietro di Dante, Buti, Anonimo Fiorentino, i quali giustamente pensavano che si trattasse di Adamo ed Eva, i quali per primi abitarono nel Paradiso Terrestre in stato d'innocenza. Questa tesi oggi è la più seguita e la più logica. Ma già il Benvenuto, seguito da altri moderni, suppose che si trattasse degli antichi romani, i quali, secondo un passo del "De Civitate Dei", XV, praticarono le virtù cardinali, anche senza la vera religione. Ed il Lana intese, addirittura, gli uomini dell'età dell'oro. L'altra difficoltà è sul senso da dare alle quattro stelle, da alcuni identificate erroneamente con la Croce del Sud, del tutto ignota alla scienza del tempo di Dante (cfr. D'Ovidio, l. c. 21-26). Non bisogna fermasi soltanto al valore allegorico di queste stelle, ma considerare che esse sono vere stelle, che hanno una loro entità oggettiva, che contribuisce indubbiamente a quell'atmosfera di gioia diffusa in tutto quel paesaggio".

L'articolo continua qui.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

20 marzo, 2009

The road to Guantanamo

The road to Guantanamo è un film documentario per la regia di Michael Winterbotton (2006).

Nell'autunno del 2001 quattro giovani di Tipton, Regno Unito, ossia Ruhel, Asif, Shafiq e Monir partono alla volta del Pakistan in occasione del matrimonio di Asif con una ragazza del Punjab. Mentre sono in Pakistan visitano una moschea in cui l'imam invita i fedeli ad aiutare la gente dell'Afghanistan. Forse spinti da spirito di avventura, i quattro passano il confine per conoscere la realtà di un paese ormai attaccato degli Stati Uniti. Poco dopo i quattro sono catturati dall'Alleanza del Nord. Da quel momento non si ha più notizia di Monir. Gli altri tre ragazzi, dopo dieci giorni, sono trasferiti segretamente a Guantanamo con l'accusa di essere esponenti di Al Qaeda. I tre restano in prigionia a Cuba per oltre due anni, finché, pur non essendo scagionati, sono liberati e possono tornare nel Regno Unito.

The road to Guantanamo narra le peripezie dei "Tre re di Tipton" (come vengono chiamati nel momento in cui stanno per essere liberati), sulla base di crudi resoconti. Nella realizzazione vengono usati filmati delle testimonianze dei tre, spezzoni televisivi di dichiarazioni dell'epoca dovute a George W. Bush ed a Donald H. Rumsfeld e ricostruzioni di quanto riportato da Asif, Ruhel e Shafiq.

La produzione del regista britannico è una catabasi, una descensio ad inferos, ma Winterbotton evita di esibire l'orrore, di indulgere in particolari truculenti per lasciar esplodere la crudezza della realtà: così i bombardamenti che dilaniano gli afghani, i maltrattamenti fisici e psicologici inflitti ai quattro giovani, colpevoli solo di infinita ingenuità, gli interrogatori estenuanti ed ossessivi si susseguono in una catena fatalmente tragica, quasi più narrativa che esistenziale. Infatti, alla ricostruzione tramite attori degli eventi, sono intercalate le testimonianze dei tre ex prigionieri di Guantanamo. Essi, attraverso il ricordo, quasi allontanano da sé l'atroce esperienza per collocarla nel "mito" contemporaneo per eccellenza, quello della guerra, non solo barbara, ma tanto più assurda in quanto combattuta contro un nemico inesistente. Il film, infatti, per chi conosce i retroscena del 9 11, sfiora il grottesco, pur senza perdere nulla della sua terribilità, quando i carnefici vogliono che i giovani confessino di appartenere ad Al Qaida, dicitura che significa la Base ed il cui server è in Texas (U.S.A.) E' un po' come se ad un greco del V secolo a.C. si chiedesse di riflettere sulla dottrina cristiana: è un adynaton.

I vari recensori, a ragione, si sono soffermati sulla denuncia implicita nel film, sulla condanna delle torture cui sono state sottoposte persone innocenti, sull'ipocrisia dei fantocci Rumsfeld e Bush. Il primo dichiara con improntitudine: "La convenzione di Ginevra è per lo più rispettata". In quel "per lo più" si annida la mefistofelica astuzia di uno che stupra la lingua (Chissà perché gli stupri della lingua non suscitano alcuna indignazione a differenza delle violenze carnali). George W. Bush dichiara: "Quello che sappiamo è che queste persone sono cattive". Somma perversione della verità, perfetto rovesciamento espresso con i toni paternalistici del preside di un istituto religioso.

Quello che più sconvolge, però, è l'assoluta, rocciosa spietatezza dei carcerieri, frutto di un indottrinamento capillare, diuturno, raffinatissimo, più forse che di innata malvagità. Tantum malorum potuit suadere religio, la religio dello stato, di un malinteso e pervertito patriottismo. Sorprende dunque che alberghi ancora un barlume di umanità in una guardia di Guantanamo: egli, avendo scorto una tarantola che rischia di mordere uno dei carcerati, schiaccia l'aracnide, salvando la vita al giovane pakistano. Sorprende anche che un documentario come questo non porti ad un rifiuto netto, reciso, irrevocabile della guerra, anche quando è presentata come "missione di pace".

Questa propaganda è ormai penetrata pure nelle scuole italiane, dove eroici piloti tentano di persuadere gli studenti ad intraprendere la gloriosa carriera militare, avvalendosi di video promozionali per la regia di Edmondo De Amicis: primi piani densi di pathos, schematica contrapposizione tra buoni e cattivi, celebrazioni dei "valori" nazionali, lacrimevoli ricongiungimenti con i genitori dopo perigliose ma illustri imprese per salvare bimbi inermi dalle grinfie dei Taliban. Il tutto poi con panoramiche per inquadrare caccia rigorosamente senza scia, veri gioielli della nostra aviazione, che planano maestosi nel cielo, simili a regali aquile.

Non sanno i futuri soldati delle future missioni umanitarie, ammaliati da cotanta maraviglia, che li attende una tragica fine, (una tragedia, ma senza catarsi), tra uranio impoverito, nanoparticelle, bombe e letti d'ospedale destinati a divenire cataletti.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

19 marzo, 2009

Conferenze dell'U.S.A.C. del periodo marzo-maggio

L'U.S.A.C. organizza un ciclo di conferenze per il periodo marzo-maggio.

Leggi qui il calendario dei convegni.


APOCALISSI ALIENE: il libro

TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

Sillabe

La magia del reale è nel suono che si articola in Lògos. In latino "carmen" vale "canto", "incantesimo", "formula magica" e "poesia": da questo nucleo semantico si propagano onde di senso in molteplici direzioni.

Oggi è quasi del tutto smarrito l'alone sacro del linguaggio che crea e distrugge. Oggi il linguaggio è ridotto a volgare strumento denotativo sicché non siamo in grado di comprendere come il re Salomone potesse intendere le voci dei volatili o perché il dio Apollo, che presiedeva alla poesia ed alla musica, fosse anche un nume distruttore. Si è persa la com-unicazione con la natura, quindi la com-unione, il contatto anche con noi stessi, di cui non sappiamo auscultare l'eco penetrante che, simile ad un incerto riverbero, si perde in una caverna vuota. Oggi le parole non sono più alate, come erano in Omero, ma pesanti ed opache: sono vocaboli che fendono il silenzio, offendono la verità ed i suoi cercatori.

Se camminiamo in un parco o percorriamo il sentiero di un bosco il cinguettio flautato della capinera, il sibilo del merlo, l'argenteo tintinnio del pettirosso sono soltanto increspature del silenzio, quando un tempo erano aerei versi di liriche naturali. Soprattutto erano messaggi dall'ignoto, sillabe sibilline che l'uomo interpretava per attingere il senso altissimo delle dimensioni invisibili.

Giovanni Pascoli, uno degli ultimi grandi ascoltatori del pentagramma della natura, seppe leggere nelle onomatopee pure di passeriformi e rapaci notturni, frammenti di enunciati, prima che essi si trasformassero in un pulviscolo di note destinate ad impigliarsi nel ronzio letale delle basse frequenze.

Nota Marius Schneider in "Pietre che cantano": "Gli animali fungono da intermediari tra gli dei ed i mortali, poiché la loro espressione fonetica è più vicina alla lingua originaria di quanto non lo sia il discorso articolato dell'uomo. Perciò soltanto ai sacerdoti ed agli eroi, che comprendono la lingua degli animali, è concessa una conoscenza più profonda della natura acustica delle cose."

Forse è per questo che proviamo un'indefinibile nostalgia per quando il mondo non era muto nel suo assordante frastuono di immagini ma una musica di gemme preziose, un concento. I suoni sono diventati disarmonici: stridono in frasi malaccorte, in giudizi corrivi, in rumori duri.

Si incidono, simili a solchi, ma non lasciano il segno.

Articoli correlati: Melodia, Ritmo, 2008



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

17 marzo, 2009

I misteri di Malta: il medico ed il Gesuita (terza parte)

Bisogna rammentare che la storia degli scavi a Malta è tutta una sequela di insabbiamenti, di depistaggi, di censure, di distruzioni di manufatti, come riportato da Graham Hancock, in Civiltà sommerse. Sintomatici sono gli eventi di cui furono protagonisti un medico ed un Gesuita: “Il primo studioso a visitare l’ipogeo fu il medico ed erudito maltese A.A. Caruana che, dietro richiesta delle autorità britanniche, trascorse laggiù il 29 dicembre 1902. Caruana non eseguì scavi, limitandosi ad ispezionare il sito, il cui livello inferiore si rivelò pieno di ossa e teschi umani. Nel 1903 ebbero inizio gli scavi ufficiali, sotto la supervisione di padre Emannuel Magri, un gesuita che faceva parte della commissione direttiva del museo della Valletta. Magri aprì un pozzo nella roccia in modo da creare un ingresso all’ipogeo. Tutti i rifiuti lasciati dai costruttori vennero poi rimossi attraverso quel pozzo. Secondo gli osservatori contemporanei, quel deposito era pieno di frammenti di ossa, vasellame ed altri piccoli oggetti. Il vasellame ed i piccoli oggetti furono recuperati, mentre le ossa vennero accumulate da una parte ed eliminate dal caposquadra e nessuno ne seppe più niente. Ebbe così inizio una vicenda di incuria, disguidi e bizzarre perdite di prove archeologiche che scomparvero dall’ipogeo, una vicenda che dura ancor oggi.

Poco dopo aver sgombrato le sale principali, Magri fu trasferito dai Gesuiti in Tunisia. Morì a Sfax improvvisamente nel 1907. Non aveva ancora pubblicato un rapporto sul lavoro condotto nell’ipogeo e, dopo la sua morte, i taccuini sui quali era risaputo che aveva registrato i particolari degli scavi sono misteriosamente scomparsi. Forse sono ora in possesso dei Gesuiti.


L’archeologo maltese Zammit calcolò che nel sito sotterraneo si trovavano gli scheletri di seimila o settemila individui; uno dei suoi allievi, W.A. Griffiths indicò una cifra superiore, ma quasi nessuna di queste ossa preistoriche è stata preservata. Evans definì nel 1971 la scomparsa dei resti “una perdita irreparabile per la paleontologia maltese” e pensare che lo scrisse nel 1971 quando il National Museum della Valletta possedeva ancora undici teschi; nel 2001 ne rimanevano sei. Gli altri? Spariti".

A proposito dei crani, è probabile che la loro sistematica distruzione sia stata perpetrata per nascondere la presenza nell'arcipelago di un'etnia contraddistinta da una particolarità anatomica: infatti, nel complesso di Hal Saflieni, furono trovati crani mancanti della sutura mediana, elemento che determinò l'allungamento naturale nella zona occipitale.

Questi teschi sono molto simili a quelli reperiti nelle Canarie e riferiti ai primitivi abitanti delle isole, i Guanci. A mio avviso, è presumibile che sia gli antichi Maltesi sia i Guanci fossero discendenti degli Atlantidei. I Guanci erano composti da individui di alta statura (circa un metro e 90), il loro incarnato era roseo. Avevano capelli molto chiari, quasi bianchi ed occhi azzurri.

L'eliminazione delle ossa umane non è l'unico intervento distruttivo: nell'ipogeo, infatti, una pittura di ocra rossa, raffigurante un toro (o un bisonte?), molto antica e di fattura piuttosto rozza, fu rimossa per espresso ordine del Direttore preposto al Dipartimento dei Musei. Lo studioso maltese, Anton Mifsud, ascrive al Paleolitico il bisonte, non dissimile da analoghe figure effigiate a Lascaux. L'intento della rimozione è evidente: abradere la figura zoomorfa, oggi ridotta ad una diafana ombra, significa avvalorare "le opinioni tradizionali sulla preistoria di Malta che stanno a cuore al mondo accademico, ossia che Malta non era abitata dall'uomo durante il Paleolitico e che rimase disabitata sino al 5200 a.C., quando fu colonizzata da una popolazione neolitica proveniente dalla Sicilia e che l'ipogeo pertanto è una struttura neolitica, soltanto neolitica e nient'altro..."

Leggi qui la seconda parte.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

16 marzo, 2009

Il Collegio invisibile

Esiste un Collegio invisibile che, attraverso i millenni, ha custodito segreti iniziatici? E' plausibile che sia intervenuto non solo per trasmettere conoscenze da maestro in discepolo o per il tramite dell'arte o dell'oralità, ma pure per intervenire in quei casi in cui si correva il rischio che certe conoscenze causassero danni irreparabili all'umanità? E' un'ipotesi accarezzata da Louis Pauwels e Jacques Bergier, autori di un celebre e rapsodico saggio Il mattino dei maghi. In questo libro "avvincente ed inaccettabile", gli autori suppongono che furono i Rosacroce ad adempire tale ruolo, essendo eredi gli adepti di questa confraternita di antichissimi circoli di saggi risalenti forse ad un'era antidiluviana. Altri evocano il Priorato di Sion e tracciano una linea di iniziati che da Dante Alighieri passerebbe per Sandro Botticelli, Leonardo da Vinci, Poussin... fino a Victor Hugo ed oltre.

Ora, poco interessa sapere quale confraternita operò in tal modo, ma se veramente esistette. Un'interpretazione oculata ed "eretica" di molte opere letterarie e di quadri (ad esempio, La tempesta di Giorgione o Et in Arcadia ego di Poussin) induce ad intuire sensi reconditi, valori esoterici che potrebbero collegarsi alla missione cui si accennava sopra.

Questo Collegio nascosto agirebbe usando le strategie cui ricorrono le varie logge che decidono i destini del mondo, ma, invece di cospirare con lo scopo ultimo di creare il Nuovo ordine mondiale, basato sulla definitiva schiavizzazione degli uomini, opererebbe per tentare di sventare i piani più orribili della sinarchia.

Se consideriamo le condizioni degradate del pianeta e dell'umanità sotto ogni profilo, si sarebbe tentati di concludere che questa comunità, indebolitasi per dissidi interni o per altre ragioni, si è poi disgregata sino a perdere qualsiasi capacità di influire sugli eventi.

Un tragico spartiacque (dimostrazione che gli Invisibili non poterono o non vollero opporsi) nella storia della "civiltà" è la tecnologia che consente di scindere l'atomo da cui si sprigionano energie immani. Riconosciamolo: il controllo dell'energia nucleare è l'innovazione più perniciosa che mente umana abbia potuto concepire. Con l'energia atomica furono e sono uccise o menomate migliaia di uomini, donne e bambini, la biosfera è stata avvelenata, sono state persino danneggiate le fasce di Van Allen. Purtroppo nessuno riuscì ad osteggiare le ricerche che portarono all'olocausto di Hiroshima e Nagasaki. Vari scienziati, che avevano contribuito alla diabolica invenzione, si stracciarono ipocritamente le vesti. Era ormai tardi: the damage is done. Commendevole fu, invece, Ettore Majorana che preferì dileguarsi piuttosto che divenire complice di una scienza votata allo sterminio ed alla distruzione.

Eppure forse l'orrore atomico non passò inosservato, se è vero che alcuni cominciarono ad intervenire proprio quando i funghi delle esplosioni si levarono minacciosi ed esiziali contro il cielo. Si favoleggia di una loro presenza sulla Terra da tempo immemorabile: "Sono tra noi", sussurra qualcuno. Vigilano, poiché non possono permettere che il pianeta sia distrutto con gravi conseguenze per gli equilibri del sistema solare e non solo, visto che tutto è intrecciato nel cosmo. Hanno, però, sottovalutato i progressi tecnologici dei terrestri dominati da una casta di militari psicopatici che soggiogano ricercatori spesso non meno pazzi dei generali?

Mimetizzati tra noi e forse infiltrati nei vertici delle istituzioni e dell'esercito, è opportuno che gli Invisibili si adoperino con prudenza e sagacia, ma anche con tempestività, poiché la miccia è quasi del tutto bruciata.

Forse, però, è necessario che questo mondo collassi, visto l'errore.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

14 marzo, 2009

L'esperienza di Bibo Cozzolino

Bibo Cozzolino, la notte del 22 luglio del 1991, stava pescando insieme con due amici a largo della costa sud orientale della Sardegna, quando, all'improvviso, un enorme oggetto apparve proprio sopra il natante. Cozzolino scorse "un disco grande quanto lo stadio di San Siro a Milano" (sono sue parole), in grado di muoversi ad una velocità inimmaginabile. Notò poi un fascio di luce che si dirigeva verso di lui. L'uomo, senza accorgersene, si ritrovò all'interno dell'astronave. All'interno l'aeromobile aveva pareti che sembravano d'acciaio: era un ambiente molto luminoso, dove Cozzolino fluttuò come un cosmonauta in assenza di gravità.

Ad un tratto, il contattato avvertì la presenza di qualcuno: erano due esseri dalle sembianze umane, alti circa un metro e venti, con lineamenti delicati, capelli biondissimi, occhi azzurri. Indossavano una tuta grigia che pareva di velluto.

Dopo il primo momento di paura, l’uomo fu rassicurato telepaticamente dagli alieni che gli avrebbero praticato un "lavaggio dell' anima" (sic). Non solo, gli extraterrestri gli avrebbero impiantato del "materiale intelligente" nel corpo per trasmettergli informazioni e conoscenze di ogni tipo. Precisa il contattato Cozzolino: “Io sono solo un messaggero, un'antenna che capta e trasmette i loro messaggi, i segreti delle loro avanzate tecnologie. Vengono da Sirio e sono viaggiatori dell'universo. Quelli con cui sono in contatto sono tre: Marcus, Vckack e Ciyksia. Vivono in altre dimensioni spazio-temporali: infatti hanno rispettivamente 103.000, 64.000 e 26.000 anni. Quando entrano nella mia stanza, escono da una piccola sfera di luce".

Secondo Cozzolino, i terrestri latori di messaggi e destinatari di informazioni scientifiche e tecnologiche, sono stati già individuati tutti [...].

L'esperienza di Bibo Cozzolino si discosta dalle altre per il cenno a materiale "intelligente" che evoca la "smart" dust, anticipando di alcuni anni le ricerche sulle nanostrutture diffuse nell'ambiente per scopi militari. Queste nanostrutture sono anche identificabili in alcuni casi con gli impianti: gli impianti sono corpi estranei rilevati in sede diagnostica all'interno di persone che si ritiene siano state vittime di abduction.

Da rilevare che presunti alieni originari di Sirio sono frequenti nel contattismo ed anche in antichi miti. [...] Il vissuto di Cozzolino, se corrispondente al vero, malgrado la crescita personale indotta nell'uomo, è adombrato dal riferimento alla "smart" dust, indizio di un possibile controllo camuffato da insegnamento. L’espressione “lavaggio dell'anima” è molto strana e poco rassicurante: allude ad una riprogrammazione genetica, ad una manipolazione mentale attuata per scopi che restano oscuri?



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

13 marzo, 2009

La spina

Succede sempre più spesso che intravediamo oltre le parvenze qualcos'altro. Si vive una profonda scissione percettiva, come se un occhio vedesse la realtà normale ed un altro scrutasse un mondo brulicante di presenze oscure e minacciose. Le apparenze assomigliano a miraggi tremolanti: sembra che siano sul punto di dissolversi per lasciar affiorare un universo incredibile. I gesti e le azioni si staccano da sé stessi, mostrando la loro meccanica ineluttabilità. In quale bolgia siamo precipitati! Sappiamo che troveremo un ubi consistam, ma siamo consci di dover prima attraversare la Tebaide.

Si continua a vivere, come se niente fosse accaduto: giorni ordinari si sovrappongono a giorni ordinari, ma recitiamo, esibendo sorrisi che non ci appartengono più. Ormai un abisso ci separa dagli altri: la contiguità ha scavato un'incolmabile distanza, la frequentazione ha creato una solitudine incomunicabile.

Per le strade le persone sono larve smarrite, in bilico tra dimensioni che, collidendo, stridono paurosamente. Voci e suoni vanno alla deriva. Ci si sente in disarmonia con quanto ci circonda: scenari finti in cui i colori servono ad occultare gli involucri vuoti delle cose.

Si continua a vivere, giorno dopo giorno, ma anche nei momenti più spensierati (se ancora talvolta ci sono concessi), avvertiamo la trafittura di una spina nel fianco, una sensazione indefinibile, sgradevole. E' il ricordo del buio accecante, scheggia nell’iride di chi ha visto.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

12 marzo, 2009

Le Pleiadi dal mito all'astronomia (seconda ed ultima parte)

Gli astronomi ci ricordano che ci troviamo al centro di una ruota in una ruota più grande, in una macchina cosmica del tempo che i Maya e gli Egizi conoscevano e proprio come ci muoviamo in relazione al nostro paradigma solare contingente, il nostro intero sistema galattico si sposta in relazione alla più ampia configurazione delle Pleiadi, che ora gli astronomi indicano con il nome di Messier 45 (M45). Questa ruota più ampia è conosciuta come la Precessione degli equinozi, il tempo che la terra impiega a compiere tutto il ciclo delle costellazioni dello zodiaco. È l’oscillazione della Terra la ragione per cui lo zodiaco sembra muoversi a “ritroso”, un segno ogni 2.200 anni circa, o approssimativamente un grado ogni 72 anni. Questo corrisponde in media a 12 segni ogni 26.000 anni. Le Pleiadi ricoprono un ruolo fondamentale sia per l’emisfero settentrionale sia per quello meridionale, durante gli Equinozi ed i Solstizi che sono definiti dalla Precessione.

Nell’emisfero settentrionale, all’Equinozio di Primavera, le Pleiadi sorgono durante il giorno e possono essere viste solo brevemente durante la notte. Ogni giorno il sole si avvicina sempre di più all’allineamento con le Pleiadi sino a che, durante il Solstizio d’Estate, le Atlantidi sorgono poco prima della luce dell’alba. La prima volta in cui questo ammasso di stelle è visibile, avanti il sorgere del sole, viene chiamata levata eliaca delle Pleiadi. Durante l’Equinozio d’Autunno, le Pleiadi sorgono a mezzanotte. Al Solstizio d’Inverno, le Pleiadi splendono nel firmamento ad oriente subito dopo l’imbrunire. Questo avviene perché sorgono nella volta celeste con quattro minuti di anticipo ogni giorno".

Perché gli antichi furono così profondamente colpiti dalle Pleiadi? Erano la costellazione da cui in tempi remoti approdarono sulla Terra viaggiatori interstellari? Sono un portale o una tacca dell'orologio astronomico che segna, con lentezza inesorabile, il percorso delle ere cosmiche legate ad eventi cruciali per il pianeta e l'umanità? Sicuramente sono un simbolo (nella fattispecie associato all’emblematico numero sette) e, come tutti i simboli, sono tutto e niente.

Fonti:

JJH, Le Pleiadi: presente, passato e futuro
E. Calzolari, Ricerche di Paleoastronomia nel sito archeologico di Lagorara
F. Lamendola, I segreti del monastero di Tuerin rimandano al mistero delle Pleiadi, 2008
M. Longhena, Xibalbà: il mondo sotterraneo nello Yucatan, 2009
A. Ronchi, Venere, passeggiata tra nubi e miti
Zret, Il mistero delle Pleiadi, 2008



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

11 marzo, 2009

Storia senza storia

Sono ormai tramontate le concezioni della storia come marcia verso il progresso o come graduale affermazione dello Spirito. Restiamo con una matassa di cui non troviamo il bandolo: la storia umana sfugge ai vari tentativi di conoscere il significato e la portata degli eventi ed anche quali avvenimenti occorsero e quali no. Della storia ufficiale, quella dei libri scolastici ed accademici che la dipanano dalle ere geologiche e dalla comparsa degli ominidi sino alle età storiche "culminanti" nella nostra epoca, non ci si può fidare. Un dubbio più che cartesiano ci induce a pensare che non più del 10 per cento può corrispondere al vero, essendo il resto un affresco celebrativo o pura menzogna. Se solo si scrostano un po' i colori dell'affresco, si scopre che Alessandro Magno, l'invitto conquistatore, era uno psicopatico frustrato. Cesare, il valente generale, fu un massacratore di Celti. Carlo Magno, esponente di una dinastia usurpatrice e degenere, fu sovrano spregiudicato e crudele. Giuseppe Mazzini, l'eroe risorgimentale per eccellenza, fu corrispondente del satanista Albert Pike... Si potrebbero riportare molti altri esempi, ma bastino questi. Vizi privati e pubbliche virtù; non di rado, vizi privati e pubblici abominii.

Senza dubbio molti personaggi, ad una lettura spassionata dei documenti (pochi) di cui disponiamo, perdono gran parte della loro gloriosa aura ed anche molti fatti celebrati e celebri si rimpiccioliscono in una dimensione profana o utilitaristica o miseramente spietata. "Viandante, se giungi a Spa..."

Che cosa conosciamo veramente del passato? E' possibile che la storia antica debba essere quasi integralmente riscritta, introducendo almeno, come termine a quo, Atlantide? Se stentiamo a comprendere eventi della storia contemporanea, nel modo in cui sono stati più o meno ufficialmente ricostruiti, come le persecuzioni antiebraiche (e non solo) propugnate paradossalmente da un ebreo, come potremo stabilire qualcosa di certo su civiltà che emersero dal Neolitico? E' possibile che quasi tutta la storia riferita nei libri sia falsa, a prescindere dall'epoca né la consultazione diretta delle fonti può sovvenirci, poiché anche i documenti potrebbero essere in tutto o in parte spurii. Un Winston Smith agì nei millenni e nei secoli trascorsi? Oggi si cimentano con discreto successo nella censura e nel depistaggio mefistofelici personaggi come Paolo Attivissimo.

Alcune testimonianze sono probabilmente genuine, anche se nel Medioevo furono interpolate, censurate e rimaneggiate, ma si limitano a narrare gli accadimenti in modo secco, strappandoli dal loro contesto e dalla loro prospettiva. Sono del tutto trascurati o sono soltanto accennati i veri moventi ed i veri fini dell'agire umano (?). Il proposito manzoniano di costruire una storiografia, indagando le motivazioni profonde delle azioni si rivela un tentativo destinato al fallimento: se già abbiamo una visione sfocata e parziale delle azioni, come potremo esplorare la sfera psicologica da cui provengono o proverrebbero?

Sappiamo che per la datazione di reperti organici, il metodo del radiocarbonio 14 è piuttosto affidabile, ma gli altri sistemi non lo sono per niente. Se le testimonianze archeologiche sono difficilmente falsificabili, sono pure ardue da datare. Ai problemi, poi, relativi ad un discernimento tra fonti autentiche e fonti non genuine, si aggiungono questioni inerenti alla traduzione di lingue antiche quasi sempre estinte, la decifrazione di epigrafi e testi, l'analisi di miti e tradizioni, l'interpretazione delle testimonianze scritte, della cultura materiale etc.

Né la storia recente, anche quella che confina con la cronaca, è meno intricata e controversa. Atteso che le versioni ufficiali sono menzognere, restano da comprendere gli scenari della storia segreta che sovente si dirama in una dimensione occulta, metafisica. E' stato tracciato il disegno complessivo, ma mancano i colori, le lumeggiature, le ombreggiature, la profondità. Se veramente un'élite oscura domina da tempo immemorabile la storia, è plausibile che oltre a determinarne lo "sviluppo", l'abbia anche in buona parte scritto, consegnando questa historia, magistra mortis al volgo ed agli eruditi incisa su lastre di marmo, tavole bronzee, vergandola su papiri, pergamene... fino a registrarla nelle enciclopedie digitali di oggi.

Se è così, allora per reperire qualche frammento di verità, occorre esplorare saghe e leggende, interrogare le muta vestigia architettoniche, studiare i dipinti esoterici, leggere opere letterarie permeate di verità nascoste. Se compiremo questa improba fatica, forse scopriremo qualche contenuto verosimile. Spesso questi contenuti contraddicono i dogmi della storia ufficiale. Ciò è molto sintomatico.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

09 marzo, 2009

La quadratura del cerchio

Tremeranno i cieli e la Terra si muoverà, gli uomini tremeranno di paura. Gli Annunciatori del Giudizio appariranno. Arriveranno lentamente, come i ladri di tombe: gli uomini non li riconosceranno per quello che sono. L'ora del Distruttore è alle porte. (Bibbia Kolbrin)

Il 2009 è stato dichiarato anno internazionale dell'astronomia: si susseguono missioni spaziali, si compiono studi sul Sole, sui pianeti ed i satelliti del nostro sistema, ma anche su corpi celesti lontanissimi. Non può mancare in questo fervore di "ricerche" aerospaziali, il riferimento a Nibiru. Al Pianeta X ho già dedicato un ampio articolo, Nibiru tra verità e disinformazione; dunque non ripeterò concetti già espressi, ma mi sembra doveroso tornare sul tema per puntualizzare alcuni aspetti ed evidenziare nuove sfaccettature. Ammettiamo che Nibiru esista veramente: potrebbe essere un pianeta gigantesco o una nana bruna o una cometa o un'astronave.

L'ingegner Carlo Bolla non ritiene plausibili le ricostruzioni di Sitchin e dei suoi epigoni circa il pianeta degli dèi: Bolla, in Questioni celesti, si avvale soprattutto di argomenti astronomici ed astrofisici per confutare la teoria dello studioso russo. Tuttavia non mancano studiosi, come il fisico olandese Jacco Van Der Worp, autore di Previsioni sul Pianeta X, Guida alla sopravvivenza 2012, che sono convinti della sua esistenza. In Italia, tra gli altri, Luca Scantamburlo,
Cristoforo Barbato e Giorgio Pattera hanno cercato di gettare un po' di luce sulla complessa questione.

Bisogna riconoscere che le piaghe descritte nella Bibbia, quasi certamente trasfigurazioni di fenomeni naturali catastrofici che colpirono l'Egitto, se la datazione dell'esodo degli Ebrei dalla terra dei faraoni è attendibile, risalgono proprio al XVII secolo a.C., quando nella regione del Delta si trovavano gli Hyksos. Dal XVII secolo a.C. ad oggi intercorrono a un dipresso 3.600 anni, il periodo di Marduk! E' quindi il Pianeta dell'attraversamento ormai prossimo al perielio?

Naturalmente bisogna postulare che il racconto biblico abbia un fondamento storico, che, intorno al XVII secolo, gruppi di Semiti (?) guidati dall'egizio Moses, (sacerdote del dio Aton?), cominciarono a spostarsi verso il Sinai in più ondate, forse dopo che la dinastia Hyksos (Indoeuropei mescolati con Semiti?) fu rovesciata dai sovrani di Tebe. Le piaghe bibliche potrebbero essere correlate al materiale piroclastico espulso dall'eruzione vulcanica di Santorini. In tal caso, i calcoli riferiti al periodo di Nibiru si discostano di più di un secolo. Van Der Worp è persuaso che le calamità che colpirono l'Egitto furono causate dall'avvicinamento della nana bruna e non dall'eruzione di Thera, risalente al 1450 a.C. circa.

Si tratta, come si può intuire di un nodo di Gordio: veramente Nibiru si sta appressando alla Terra, foriero di disastri a causa delle perturbazioni gravitazionali e delle interazioni con il campo magnetico solare? E', invece, possibile che sia una montatura orchestrata dalla sinarchia, con l'ausilio della N.A.S.A. e dei media? I paventati cataclismi dei prossimi anni saranno naturali o innaturali?

Se veramente tutto fosse normale, i Rockfeller non avrebbero costruito nelle isole Svalbard delle basi sotterranee per stoccare sementi né altrove sarebbero state create simili installazioni ipogee. Qualcosa le stesse élites sembrano temere. Si cautelano forse contro disastri artificiali che saranno attribuiti ad un inesistente Nibiru, la cui mole sarà visibile solo in quanto ologramma?

Se veramente la casta mondiale fosse inquieta per sconvolgimenti naturali, non si impegnerebbe con tanto zelo in operazioni come H.A.A.R.P. e scie chimiche, ma destinerebbe tutte le risorse all'approntamento di bunker. Forse, però, le onde elettromagnetiche e le scie adempiono la loro funzione: o servono a creare i presupposti per una proiezione olografica di Nibiru associata a cataclismi generati con H.A.A.R.P. ed altri sistemi d'arma o servono a nascondere alla popolazione il Pianeta X, deviando anche l'attenzione su temi depistanti.

I cambiamenti paventati per il 2012, anno in cui il Sole dovrebbe conoscere un'intensa attività, in relazione al ciclo delle macchie solari di 11,1 anni, potrebbero essere dovuti anche ad una micidiale sinergia tra fenomeni naturali ed artificiali.

Non dimenticherei né che il 2012 è un anno dal valore simbolico né che l'avvento del Distruttore è anticipato in molti testi e tradizioni del passato.

Alla fine (su molti addentellati del tema sorvolo, poiché l'intrico diventerebbe ancora più inestricabile), non sappiamo se eventuali cataclismi saranno di matrice tecnologica o di origine naturale (o entrambe le cose?): sappiamo solo che qualcosa sta per accadere [1]. Temo che non saranno eventi del tutto fausti.


[1] Anche un profano si accorge o dovrebbe accorgersi che le stelle manifestano in questi ultimi tempi alcunché di anomalo: è segno di uno spostamento dell'asse terrestre o ha ragione il Vangelo di Filippo?



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

08 marzo, 2009

Conigli

Purtroppo il dizionario della lingua italiana non contempla termini idonei per tentare di rendere l'infinita stoltezza degli amministratori matuziani. Bisogna, infatti, ricordare che costoro non paghi di aver rovinato l'ex città dei fiori, ora città dei fiori del Male, con decenni di speculazione edilizia, di folli decisioni urbanistiche, di mostruosi interventi architettonici, hanno recentemente dimostrato vera genialità. Non bastava la viabilità strozzata da assurdi sensi unici ed isole pedonali; non bastava la trasformazione del centro in una suburra; non bastava la degradazione delle periferie sommerse dai rifiuti; non bastava lo sventramento delle colline con la costruzione di autorimesse per pochi privilegiati; non bastava l'incuria in cui versa il patrimonio boschivo... Sanremo è divenuta una cloaca immonda, su cui quotidianamente scaricano le loro mefitiche deiezioni gli aerei chimici.

Fino a qualche anno fa, almeno, nonostante l'incompetenza (uso un eufemismo) delle amministrazioni succedutesi, Sanremo godeva di un clima mite, con giornate di sole splendido e con i mesi autunnali ed invernali irrorati da piogge benefiche. Oggi un'impenetrabile cappa chimica grava su tutta la Liguria occidentale simile al coperchio di un avello. Tra il fetente festival della canzone italiana e ridicole iniziative da baraccone, Sanremo potrebbe essere insignita del premio come località più volgare e più brutta dell'intero pianeta.

Senza dubbio, però, la misura non è ancora colma: infatti l'attuale deturpazione è culminata nella collocazione di gigantesche "sculture" di materiale sintetico che ora ingentiliscono i parchi ed i giardini della ridente cittadina. Sono giunonici conigli di colore giallo, fuchsia, verde, oro, argento, scialbe imitazioni delle opere scolpite da Botero o delle creazioni pop. Si vede che qualcuno non sapeva come scialacquare i denari pubblici, dopo averli dilapidati per la pista ciclabile, l'inutile fiume d'asfalto costeggiato da orride palme, tane ideali per i topi. Altri denari sono stati scialacquati per una rete di telecamere per la videosorveglianza. Ha così pensato di sprecare risorse e, nel contempo, di imbruttire ulteriormente una già oscena, ripugnante Sanremo.

Alla fine, però, si deve notare il lato positivo di questa "operazione conigli". Notiamo la padronanza della retorica di chi ha deciso di installare queste opere pseudo-pop. Costui ha sviluppato una fine, arguta similitudine tra i paurosi roditori ed i pavidi, tremebondi sudditi di Sanremo: sempre di conigli si tratta!


APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

07 marzo, 2009

Rugiada

Scoprire l'universo in una lacrima di rugiada. E' un universo dove si specchiano e si rifrangono i mondi e le ere. Tutto è contenuto in quel cosmo liquido, nella goccia che scivola sulla pagina di una foglia, sul foglio della vita. Nelle trasparenze del silenzio evaporano i colori dei sogni e, all'improvviso, un altro cielo si srotola, a guisa di un papiro.

Simili a comete, i glifi miniati del volume si staccano per cadere sul mare, sulle pianure, frantumandosi in faville d'argento.

Scoprire l'universo in una siepe di prunalbo: i fiori sono stelle che punteggiano un firmamento smeraldo. Il brulichio degli insetti è un linguaggio indecifrato. Il vento scorre in onde luminose. Nel tepore della primavera si liquefanno i pensieri.

Scoprire l'universo in un tarassaco che affonda le corte, tenaci radici nel cemento: la gialla corolla splende come un sole nel deserto della disperazione.

Presto i semi dei soffioni, leggiadre piume, turbineranno tra gli acanti delle galassie.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

06 marzo, 2009

In edicola il numero 5 di Fenix

E' uscito nelle edicole il numero 5 della rivista diretta da Adriano Forgione, Fenix. Vorrei, tra i vari articoli, segnalare il testo di Mike Plato intitolato La cospirazione celeste, uno spaccato dell'insidiosa congiura invisibile. Gli esecutori di questo piano demoniaco nel nostro mondo sono i Quisling della "politica", della "scienza", dell'"economia"... I veri congiurati sono altrove.


APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

05 marzo, 2009

Interpretazioni dell'Apocalisse (prima parte)

Nel pubblicare questa ricerca in tre parti sulle interpretazioni dell'Apocalisse, vorrei informare i lettori che l'amico Timor ha aperto un blog, Universi in espansione: la sua pagina personale, animata da un afflato sublime, contiene testi intensi, di un misticismo arioso. In particolar modo, ho apprezzato l'immaginifico Ricordi, avvivato da uno stile adamantino.

L’Apocalisse o Rivelazione è l’ultimo libro del Nuovo Testamento. “L'Apocalisse (dal greco apokalypto, rivelo) si presenta come opera di Giovanni (1,1), ma molti studiosi ritengono che non sia stata scritta dall'autore del Quarto Vangelo. Per la datazione si pensa al periodo che seguì alla persecuzione (?) di Nerone (65-70) o alla fine del regno di Domiziano (91-96).


Gli strumenti espressivi della letteratura apocalittica sono le visioni, l'apertura dei cieli, le comunicazioni degli angeli, soprattutto il simbolismo (numeri, immagini e scene). Pur appartenendo al genere descritto, l'Apocalisse si distingue per tratti di grande originalità. (…) È una lettura profetica della storia ed un messaggio di consolazione".

Non mi soffermo sulla vexata quaestio circa la paternità del testo né sulla genesi né sulla datazione. Mi limito ad osservare che originariamente il libretto fu concepito forse in un ambito gnostico-cristiano non scevro di influssi ebraici: al nucleo originario furono poi aggregate, non sempre in modo del tutto coerente, altre parti. Vorrei qui, senza la presunzione né la pretesa di essere esauriente, solo tirare un po' le somme circa le principali interpretazioni dell'opuscolo.

Interpretazione storico-astronomica

Questa esegesi è sostenuta in particolar modo dallo statunitense Paul La Violette, cosmologo e scienziato dei sistemi. La Violette reputa che i principali eventi descritti in Apocalisse non si riferiscano al futuro, ma al passato, ad un'epoca preistorica collocabile intorno al 10.500 a.C., allorquando la Terra conobbe la fine dell'ultima era glaciale causata da una superonda galattica che investì il pianeta. Quest'onda, proveniente dal centro della Via Lattea, avrebbe provocato immani cataclismi: inondazioni, estinzioni di molte specie animali e vegetali, cambiamenti climatici, scomparsa di antiche civiltà. Questa catastrofe è adombrata nei "miti" del diluvio, saghe che sono trasmesse da tempo immemorabile presso moltissimi popoli.

Anche l'astro che precipita sulla Terra e l'oscuramento del cielo, stando a La Violette, sono riferimenti alla catastrofe del Mesolitico: l'astro evoca l'esplosione nel cuore della Galassia. La deflagrazione diede origine ad una scarica di raggi cosmici ed ad una nube di polvere e detriti interstellari che avvolsero il sistema solare, precipitando il pianeta in un lungo periodo di tenebre e di gelo.

Osserva l'autore: "L'oscuramento del sole e l'arrossamento della luna di Ap. 6, che hanno delle corrispondenze nella storia di Ragnarok, rappresenterebbero un'invasione di polvere cosmica, mentre le stelle che si schiantano sulla terra si riferirebbero alla caduta di meteore. L'astro che precipita sulla Terra e l'oscuramento del cielo, stando a La Violette, sarebbero riferimenti alla catastrofe del Mesolitico: l'astro potrebbe evocare l'esplosione nel cuore della Galassia.

Il cap. 8 delinea sette catastrofi preannunciate da sette angeli che suonano delle trombe: sono calamità (siccità, intenso calore, polvere acida, sconvolgimenti climatici...) simili a quelli derivanti da un'incursione di polvere cosmica.

Lo studioso legge negli Scorpioni di Ap. 9, un adombramento della costellazione dello Scorpione il cui pungiglione punta verso il centro della Galassia. Più precisamente "la descrizione delle teste e delle zanne richiama alla mente i segni dell'Acquario e del Leone che sono orientati perpendicolarmente rispetto al centro galattico; quella dei corpi a forma di cavallo da guerra e delle code simili a quelle di scorpioni invece le costellazioni del Sagittario e dello Scorpione che lo fiancheggiano. Queste strane bestie raffigurate pure nella Sfinge egizia potrebbero indicare una connessione causale fra i raggi cosmici del centro galattico ed il fumo cosmico che oscura il sole?"

E' quindi la Rivelazione un messaggio dal passato? Vi sono allusi fenomeni cosmici? E' possibile, come è probabile che alcuni numeri codifichino manifestazioni astronomiche come il ciclo undecennale delle macchie solari o le costellazioni zodiacali o i sette pianeti. Più avanti vedremo come non si debba escludere che la raffigurazione immaginifica e simbolica del passato, evidenziata da La Violette, si riverberi sull'immediato futuro.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

03 marzo, 2009

Zeitgeist day

Domenica 15 marzo si terrà lo "Zeitgeist day" in molte città di tutto il mondo.

Per quanto riguarda l'Italia nord occidentale, a Torino ci sarà una proiezione del documentario, alle ore 17,30 al Xò Cafè, in via Po 46.

Leggi qui tutti i particolari dell'iniziativa.


APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

Aleph

"Aleph" è un noto racconto filosofico di Jorge Luis Borges. Il protagonista, in cui si cela e manifesta lo stesso autore argentino, è ospite di Carlos, una misteriosa figura che inizia Borges alla visione dell'Aleph. L'anfitrione lo invita, infatti, a scendere nella cantina dove, se seguirà alcune istruzioni, potrà assistere al prodigio. Solo, nel cupo silenzio della cantina, il protagonista subito teme che Carlos l'abbia ingannato per rinchiuderlo in una tomba, dopo avergli offerto una pozione venefica. Poi, però, si dispiega dinanzi ai suoi occhi l'epifania, l'Aleph, ossia il Tutto, l'Infinito: in un turbinio di immagini, in un caleidoscopio di scenari e di tempi, l'uomo percepisce l'inconcepibile universo.

Svanita la visione, Borges si congeda da Carlos, rifiutandosi con energia di discutere dell'Aleph. Sconvolto dalla sovrumana esperienza, dopo qualche notte d'insonnia, egli riesce a dimenticare.

Questa è la lineare sequenza degli eventi della novella che incarna la poetica di Borges tra misticismo e labirintiche elucubrazioni. La prospettiva interna si incunea nella dolente rievocazione di Beatriz, la donna amata dalll'attante principale, di cui egli scopre, durante l'immersione nell'oceano della Coscienza universale, il tradimento.

L'Aleph, incommensurabile e magnifico in modo spaventoso, è il Cosmo in cui tutto coesiste: in modo incomprensibile la più tenera gioia vi si compenetra con il più granitico patimento, sicché il narratore prova, non appena la visione dilegua "una venerazione infinita ed una pena infinita".

L'Aleph, tessuto istoriato di simboli alchemici e cabalistici, intrecciato di fili inestricabili, è soprattutto una catabasi nell'inferno della Conoscenza, la vertigine di fronte all'abisso, l'estasi dello sgomento: reduce da questo viaggio ai confini dell'indicibile (quanto è misero il linguaggio di fronte al mistero dell'Essere!) si accende il desiderio della dimenticanza.

Lo scrittore affida ad una tripartizione strutturale la prospettiva tematica: l'attesa tramata di inquietudine nel salotto di Carlos, lo Spannung della visione (“In quell'istante gigantesco io ho visto milioni di azioni piacevoli o atroci: nessuna mi sbalordì quanto il fatto che esse occupavano tutte lo stesso punto, senza sovrapposizione e senza trasparenza”); il ritorno all'irreale realtà. Sin dall'incipit gli aggettivi stranianti, incongrui introducono in un'atmosfera sospesa, come se il nostro mondo fosse l'avanguardia inquietante di un esercito di ombre.

Con esemplare coraggio, l'autore si addentra nel dedalo della realtà: indifferente e partecipe, egli vede (sintomatica l'anafora di "vidi") le innumerevoli sfaccettature dell'universo, ma i suoi occhi si riempiono a tal punto di immagini da divenire ciechi.

Da Omero a Borges, la cecità è il pegno della Conoscenza, la misura della rivelazione che vela. Se vedere è etimologicamente sapere (si pensi al greco "oida", alla radice indoeuropea "vid"), se sapere è distruggere il senso del mistero e sfiorare il senso senza direzione, allora, almeno in parte, è una grande fortuna se viviamo nell’ignoranza e nell’oblio.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

02 marzo, 2009

La ghigliottina

Colpirà all'improvviso ed in modo implacabile, come una ghigliottina... Aver provveduto, quando si era ancora in tempo! Forse qualcuno ha avuto sentore di quanto sarebbe successo, ma ha scambiato il riflesso per la luce di una stella, quando era il riverbero della lama.


APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

01 marzo, 2009

La scienza ellenistica e la scemenza attuale: qualche nota

L'età ellenistica conobbe un'incredibile fioritura culturale e scientifica. Alcuni, considerando le invenzioni ed i risultati teorici di figure come Archimede di Siracusa, Eratostene di Cirene, Aristarco di Samo, Erone di Alessandria, Ipparco di Nicea... si dolgono poiché ritengono che, se la scienza alessandrina fosse stata maggiormente valorizzata dai sovrani, se si fossero intuite le potenzialità di certe scoperte, il movimento del "progresso" sarebbe stato più celere ed oggi la nostra civiltà sarebbe più "avanzata". I limiti al "progresso" furono costituiti dall'assenza di esperimenti organizzati (solo con grande difficoltà, per esempio, veniva permessa dai Lagidi la dissezione dei cadaveri), dall'abbondanza di manodopera servile che rendeva superflui molti macchinari, ma soprattutto da una forma mentis incline a privilegiare la speculazione rispetto all'applicazione pratica. Mi chiedo in quale spaventosa realtà ci troveremmo oggi, se il ritmo delle scienze alessandrine, non avesse subito un rallentamento ed un'interruzione nei secoli successivi.

Così la tecnologia del periodo ellenistico si arenò, eccezion fatta per le macchine da guerra che furono inventate o perfezionate affinché aumentasse il loro potere distruttivo. E' sintomatico: scienza e tecnologia sono strade che conducono, prima o dopo, alla morte. Sovrani, capi di stato, generali vedono nella ricerca soltanto uno strumento per accrescere il loro potere e per stabilire la loro egemonia. Per questa ragione Magat sentenziò: "Bisogna ammettere che tutta la scienza è maledetta". La scienza, in quanto "scissione", è diabolica: "diaballein", infatti, in greco vale "dividere". E' diabolica anche in senso più lato. Essa quindi nasce e si sviluppa sotto il segno della separazione. Questo non significa condannare in toto le discipline empiriche, ma riconoscere che, da quando il mondo è mondo, tali indirizzi purtroppo vengono facilmente strumentalizzati, diventando armi a doppio taglio. Uno dei due tagli, però, è quasi del tutto privo di filo. Oltre alla scienza, (quella vera, non l'aborto del C.I.C.A.P.), non si può e non si deve trascurare il contributo del Sapere tradizionale che, non di rado, ha anticipato acquisizioni scientifiche e non è scevro di addentellati con altri ambiti di conoscenza. Esiste altresì non solo un'area di convergenza tra le diverse forme di sapere, ma un punto in cui la conoscenza si trasfigura e si eleva in una dimensione superiore: solo pochi "spiriti magni" nel passato riuscirono ad ascendere verso vette eccelse, donde il loro sguardo penetrante potè spaziare su orizzonti incogniti, suggestivi.

Oggi, però, assistiamo ad uno spettacolo inverecondo di "scienziati" degeneri riciclatisi come disinformatori d'accatto, come "esperti" da salotto televisivo. Ripetono luoghi comuni mal compresi, farfugliano spiegazioni sull'onnipresente "effetto serra", cianciano in conferenze il cui unico scopo è vendere cianfrusaglie e libracci. Oggi è impossibile affrontare un discorso sul metodo o sull'episteme, semplicemente perché la scienza non esiste più, essendosi mutata in propaganda, in azione di censura, in dogma. E' una mutazione genetica che ha partorito un mostro.

Oggi possiamo soltanto ammirare quegli uomini che si stupivano di fronte alla natura e per i quali l'investigazione del mondo era un'avventura entusiasmante, preludio, a volte, per un itinerario superiore. I geni conobbero la precisione e l'estro, l’analisi e l’intuizione, considerando la prima come la sosta nel pronao prima di accedere nei penetrali del tempio. "Scienza occidentale" e Conoscenza simbolica sono sfere qualitativamente diverse, ma non agli antipodi. Non mancano, però, punti di attrito, anche perché la luce raziocinante della "scienza occidentale" è invasa dalle tenebre molto più di quanto si possa immaginare.

Comunque il futuro, un futuro forse ideale, appartiene al superamento, ad un percorso che dall’intelligenza concreta si diriga verso mete più alte.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

AddThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...